Giampaolo Minnucci è lo storico driver di Varenne, il campione che tra il 1998 e il 2002 portò il trotto italiano sulle piste più importanti del mondo. Romano, cresciuto tra carrozze e ippodromi, Minnucci ha costruito una carriera molto più ampia rispetto al sodalizio con il Capitano, vincendo tre Derby italiani e altrettante edizioni del Campionato italiano guidatori.
Il suo nome è tornato al centro dell’attenzione dopo la morte di Varenne, avvenuta a Eboli il 18 agosto 2026. Per Minnucci si è chiusa una parte fondamentale della propria storia professionale e personale, cominciata quasi trent’anni prima con l’acquisto di un giovane trottatore destinato a diventare una leggenda mondiale.
Età e famiglia
Giampaolo Minnucci è nato a Roma il 24 gennaio 1967 e ha 59 anni. La definizione corretta della sua professione è driver di trotto. A differenza del fantino, infatti, il driver non monta il cavallo, ma lo guida attraverso le redini da un carrozzino leggero a due ruote chiamato sulky.
Nel 2026 Minnucci ha parlato pubblicamente anche della propria famiglia. Sua moglie si chiama Gabriella, mentre i due figli sono Giada e Giulio.
Il rapporto con i cavalli ha radici lontane. Suo padre accompagnava i turisti per le strade di Roma con la tradizionale botticella, mentre il nonno materno Aurelio Francisci era allevatore e gentleman driver. Anche lo zio Umberto Francisci lavorò nel trotto come guidatore professionista e allevatore.
Gli inizi nel trotto
Minnucci trascorse buona parte dell’infanzia nelle scuderie romane. Accompagnava il padre tra Piazza Navona, il Colosseo e la stalla del Testaccio, poi frequentava l’ippodromo di Tor di Valle con il nonno.
La scuola non rientrava nei suoi progetti. Ha raccontato di aver interrotto presto gli studi perché il suo obiettivo era già definito: salire su un sulky e gareggiare.
La prima corsa arrivò quando aveva 12 anni, con un pony bianco e nero di nome Settebello. Prima di entrare stabilmente nel mondo agonistico, girava per Trastevere con una piccola carrozza a due posti sulla quale faceva salire gli amici. Quell’esperienza quotidiana con gli animali diventò la base del suo futuro mestiere.
L’incontro con Varenne
La svolta arrivò nel 1998. Varenne aveva debuttato a Bologna con una squalifica per rottura, ma durante quella corsa aveva mostrato capacità di recupero fuori dal comune. Minnucci lo vide successivamente e rimase colpito soprattutto dal suo sguardo.
Il driver si occupò dell’acquisto per conto di Enzo Giordano, imprenditore napoletano e proprietario della Scuderia Dany. La somma riferita dallo stesso Minnucci fu di 180 milioni di lire, una cifra importante per un cavallo ancora all’inizio della carriera.
Anche il nome ebbe un peso nella decisione. Quando Minnucci comunicò a Giordano che il trottatore si chiamava Varenne, l’imprenditore ricordò di essere stato in viaggio di nozze in Rue de Varenne a Parigi. La trattativa venne quindi portata a termine.
Il cavallo fu affidato all’allenatore finlandese Jori Turja e a Giampaolo Minnucci. Il gruppo lavorava nel centro di allenamento di Tor San Lorenzo, vicino Roma. In pochi mesi Varenne passò dallo status di giovane promessa a quello di riferimento assoluto della propria generazione.
Le vittorie con Varenne
Il primo grande traguardo fu il Derby italiano di trotto del 1998, disputato a Tor di Valle. Varenne superò Viking Kronos e avviò una serie di successi nazionali e internazionali.
Con Minnucci sul sulky conquistò per tre anni consecutivi il Gran Premio Lotteria di Agnano, vincendo le edizioni del 2000, 2001 e 2002. A Parigi si impose due volte nel Prix d’Amérique, nel 2001 e nel 2002, diventando il primo trottatore italiano capace di raggiungere un risultato simile.
Nel suo palmarès entrarono anche i due Elitloppet di Stoccolma, la Breeders Crown del 2001 negli Stati Uniti, tre edizioni della World Cup Trot, il Gran Premio delle Nazioni, il St. Michel Race, l’Hugo Åbergs Memorial e il Jubileumspokalen.
Il bilancio ufficiale di Varenne comprende 62 vittorie in 73 corse, con sei secondi posti, due terzi e oltre sei milioni di euro guadagnati. Minnucci lo guidò per quasi tutta la carriera: non era sul sulky al debutto e venne sostituito in altre due occasioni perché appiedato.
La carriera di Minnucci
Il nome di Minnucci non è legato soltanto a Varenne. Dopo il primo Derby del 1998, il driver romano tornò a vincere la corsa nel 2014 con Sugar Rey e nel 2018 con Zlatan.
Ha inoltre conquistato tre volte il Campionato italiano guidatori di trotto, imponendosi nel 2011, nel 2016 e nel 2017. Nel corso della carriera ha gareggiato in Italia, Francia, Svezia, Danimarca, Germania, Stati Uniti e Canada, ottenendo migliaia di vittorie.
L’attività è proseguita anche nel 2026. Minnucci ha continuato a partecipare alle corse come driver e, in alcuni casi, come allenatore. Il 18 agosto era tra i concorrenti della finale del Tomaso Grassi Drivers Award all’ippodromo del Savio di Cesena.
Il Mondiale 2025
Nel novembre 2025 Minnucci rappresentò l’Italia al Campionato mondiale dei guidatori di trotto in Nuova Zelanda, dopo la rinuncia di Antonio Simioli.
Concluse la competizione al nono posto con 112 punti. Nell’ultima prova riuscì però a vincere guidando He Aint Fakin, chiudendo il torneo con un successo. Il titolo mondiale venne conquistato dal canadese James MacDonald.
La partecipazione di Minnucci, arrivata a 58 anni, confermò la sua permanenza ai massimi livelli del trotto anche a distanza di oltre vent’anni dalle imprese realizzate con Varenne.
L’addio a Varenne
Varenne è morto nel suo box a Eboli nella notte del 18 agosto 2026, all’età di 31 anni. Il decesso è stato provocato da un infarto.
Minnucci ricevette la telefonata del custode intorno alle 3:30 del mattino e raggiunse subito l’allevamento. Le sue prime parole furono: «Sono distrutto, sono qui con lui adesso».
L’ultima visita risaliva al 19 maggio 2026, giorno del trentunesimo compleanno del cavallo. Minnucci non aveva mai saltato una delle feste organizzate per il Capitano e continuava a raggiungerlo anche in altre occasioni.
Sulla mano sinistra conserva una piccola cicatrice lasciata accidentalmente da un dente scheggiato di Varenne mentre gli dava da mangiare. Il driver l’ha descritta come un segno destinato a ricordargli il cavallo.
Secondo quanto annunciato dopo la morte, Varenne sarà sepolto a Eboli. All’interno dell’allevamento potrebbe essere realizzato anche un mausoleo dedicato al Capitano.
L’onorificenza di Ciampi
Minnucci ha raccontato che il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli conferì un’onorificenza come Cavaliere allo Sport.
Attraverso Varenne ebbe inoltre l’opportunità di conoscere Papa Giovanni Paolo II, Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi. Il cavallo era ormai diventato un personaggio seguito anche fuori dagli ippodromi, ospitato nelle trasmissioni televisive e celebrato durante numerosi appuntamenti istituzionali.
FAQ
Quanti anni ha Giampaolo Minnucci?
Giampaolo Minnucci ha 59 anni. È nato a Roma il 24 gennaio 1967.
Chi è la moglie di Giampaolo Minnucci?
La moglie di Giampaolo Minnucci si chiama Gabriella.
Quanti figli ha Giampaolo Minnucci?
Ha due figli, Giada e Giulio.
Che lavoro fa Giampaolo Minnucci?
È un driver professionista di trotto. Guida il cavallo da un sulky attraverso le redini.
Quante volte ha vinto il Derby italiano?
Minnucci ha vinto tre Derby italiani di trotto: con Varenne nel 1998, con Sugar Rey nel 2014 e con Zlatan nel 2018.
Quand’è morto Varenne?
Varenne è morto a Eboli il 18 agosto 2026, all’età di 31 anni, in seguito a un infarto.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






