El Niño si è ormai stabilito nel Pacifico equatoriale e sta acquistando forza più rapidamente del previsto. Le ultime rilevazioni descrivono un fenomeno già intenso, destinato a crescere durante l’autunno e a raggiungere il massimo tra novembre e dicembre 2026. La NOAA assegna una probabilità del 95% alla categoria “molto forte” nel trimestre ottobre-dicembre e del 69% a un’intensità mai osservata nella serie di riferimento iniziata nel 1950.
Le conseguenze saranno evidenti soprattutto nelle aree direttamente collegate al Pacifico. Per l’Europa meridionale, Italia compresa, le proiezioni indicano invece un’influenza più indiretta: temperature stagionali elevate e possibili precipitazioni superiori alla media, con un grado di incertezza ancora significativo.
El Niño già forte
Il rapporto della NOAA del 13 agosto 2026 conferma che il fenomeno non è più soltanto una previsione. Oceano e atmosfera stanno mostrando contemporaneamente le caratteristiche tipiche di un El Niño in fase di rafforzamento.
Nel mese di luglio, l’indice Niño 3.4 ha raggiunto un’anomalia di +1,4 °C. L’indice Niño 3 è salito a +1,7 °C, mentre nella regione Niño 1+2, più vicina alle coste del Sudamerica, il valore è arrivato a +2,9 °C.
Anche gli strati oceanici profondi contengono una quantità rilevante di calore. In alcune zone sono state registrate anomalie localizzate fino a +10 °C sotto la superficie. Questo dato non rappresenta l’aumento medio della temperatura dell’oceano e non può essere trasferito alle temperature atmosferiche. Indica, però, la presenza di un’importante riserva di calore capace di sostenere l’ulteriore crescita del fenomeno.
I venti alisei si sono indeboliti o, in alcune aree, hanno cambiato direzione. Le piogge sono aumentate nel Pacifico centrale e orientale, mentre risultano ridotte sull’Indonesia. Anche gli indici della pressione atmosferica confermano ormai il collegamento tra il riscaldamento del mare e la risposta dell’atmosfera.
Probabilità al 95%
La fase più intensa dovrebbe essere raggiunta nel cuore dell’autunno. Per il trimestre agosto-ottobre, la probabilità di un El Niño molto forte è stimata al 75%. Sale al 93% tra settembre e novembre e raggiunge il 95% tra ottobre e dicembre.
Rimane al 90% nel periodo compreso tra novembre 2026 e gennaio 2027, per poi scendere al 70% tra dicembre e febbraio. Questo andamento non indica la fine immediata del fenomeno dopo il picco. El Niño potrebbe proseguire nei primi mesi del 2027, indebolendosi gradualmente.
La NOAA attribuisce inoltre una probabilità del 69% al superamento di +2,5 °C nell’indice relativo RONI durante il trimestre ottobre-dicembre. Una simile intensità sarebbe superiore a quella degli episodi presenti nella serie comparabile utilizzata dall’agenzia statunitense.
Picco a novembre
Il National Climate Center cinese ha diffuso il 18 agosto una valutazione in linea con quella degli altri centri meteorologici internazionali. A metà mese, l’indice adottato dalla Cina aveva raggiunto +2,64 °C, rispetto al +2,09 registrato a luglio.
Il massimo è previsto tra novembre e dicembre 2026. Se il riscaldamento proseguisse con l’intensità attuale, l’evento potrebbe superare quelli del 1982-83, 1997-98 e 2015-16, considerati fra i più forti dell’epoca moderna.
Non è ancora possibile dichiarare ufficialmente che sarà il più potente mai misurato. I modelli mostrano un accordo consistente sulla prosecuzione di El Niño, ma conservano una maggiore variabilità sulla temperatura massima che verrà effettivamente raggiunta.
Autunno in Europa
Le previsioni stagionali europee segnalano per l’autunno una maggiore probabilità di temperature elevate in quasi tutto il continente. In buona parte dell’Europa, la media stagionale potrebbe collocarsi nel 20% più caldo rispetto alla climatologia di riferimento.
Per le precipitazioni emerge un segnale più piovoso nelle regioni occidentali e meridionali. La previsione, tuttavia, è meno affidabile rispetto a quella elaborata per le zone tropicali, dove il rapporto tra El Niño e il clima locale è più diretto.
Una stagione classificata come più piovosa della media non implica necessariamente piogge continue. Il risultato potrebbe derivare anche da pochi periodi molto perturbati alternati a settimane asciutte. Le proiezioni stagionali descrivono la tendenza complessiva di più mesi, non la successione degli eventi meteorologici quotidiani.
Effetti in Italia
L’Italia rientra nell’area dell’Europa meridionale per la quale viene indicata una possibile anomalia positiva delle piogge. Allo stato attuale, però, non è possibile stabilire quali regioni riceveranno più precipitazioni, né prevedere la frequenza e l’intensità delle singole perturbazioni.
Il segnale più definito riguarda le temperature, che hanno maggiori probabilità di mantenersi sopra la media. Ciò non esclude l’arrivo di brevi fasi fresche o di bruschi cali termici. Una media autunnale elevata può essere ottenuta anche attraverso lunghi periodi miti intervallati da episodi più freddi.
Sul Mediterraneo, El Niño agisce attraverso modifiche alla circolazione atmosferica globale. Il tempo italiano dipenderà anche dalla posizione della corrente a getto, dalla temperatura dell’Atlantico e del Mediterraneo, dalla pressione sul Nord Atlantico e dalla formazione di eventuali blocchi anticiclonici.
Per questo motivo non esistono elementi sufficienti per annunciare un autunno segnato con certezza da nubifragi o alluvioni. Il rischio di fenomeni intensi dovrà essere valutato attraverso previsioni a breve e medio termine, molto più vicine alle date interessate.
“Super El Niño”
L’espressione “super El Niño” è molto utilizzata, ma non costituisce una categoria ufficiale dell’Organizzazione meteorologica mondiale. La classificazione riconosciuta distingue gli eventi in deboli, moderati, forti e molto forti.
Anche le temperature diffuse dai diversi centri non possono essere confrontate automaticamente. Alcuni utilizzano l’indice Niño 3.4 tradizionale, altri il RONI, che tiene conto del riscaldamento generale degli oceani tropicali. Esistono inoltre valori settimanali, mensili e medie calcolate su trimestri consecutivi.
Berkeley Earth ha rilevato a inizio agosto un Niño 3.4 giornaliero vicino a +2,7 °C. I modelli analizzati dall’organizzazione indipendente presentano una mediana intorno a +4 °C per novembre, calcolata attraverso l’indice tradizionale. Il valore relativo, corretto per la temperatura complessiva degli oceani tropicali, risulterebbe più basso.
Temperature globali
El Niño trasferisce una parte del calore accumulato nell’oceano verso l’atmosfera. Quando il fenomeno raggiunge intensità elevate, può contribuire a innalzare temporaneamente la temperatura media globale, sovrapponendosi al riscaldamento climatico di lungo periodo.
Berkeley Earth stima una probabilità del 69% che il 2026 diventi l’anno più caldo mai registrato e del 30% che chiuda al secondo posto. La possibilità che la temperatura media annuale superi di 1,5 °C il livello preindustriale viene indicata intorno al 99%.
Una parte consistente dell’effetto atmosferico potrebbe manifestarsi nel 2027, perché la temperatura globale tende a reagire con alcuni mesi di ritardo rispetto al picco del Pacifico. Questo rende il prossimo anno particolarmente esposto a nuovi primati, anche se le stime numeriche dovranno essere aggiornate con l’evoluzione effettiva di El Niño.
FAQ
El Niño è già iniziato?
Sì. Le condizioni oceaniche e atmosferiche confermano che El Niño è attivo e si sta rafforzando.
Quando raggiungerà la massima intensità?
Il picco è previsto tra novembre e dicembre 2026, con possibile prosecuzione del fenomeno nei primi mesi del 2027.
L’autunno 2026 sarà più caldo in Italia?
Le proiezioni stagionali indicano una probabilità elevata di temperature superiori alla media sull’Europa meridionale. Non si possono però escludere fasi fresche di durata limitata.
In Italia pioverà più del normale?
Esiste un segnale favorevole a precipitazioni superiori alla media nell’Europa meridionale, ma l’affidabilità è inferiore rispetto a quella delle previsioni termiche. Non è ancora possibile individuare le regioni italiane maggiormente interessate.
El Niño provocherà alluvioni in Italia?
Non può essere stabilito con mesi di anticipo. El Niño può modificare le condizioni generali della circolazione, ma le alluvioni dipendono da perturbazioni specifiche, quantità di pioggia, caratteristiche del territorio e condizioni precedenti del suolo.
“Super El Niño” è una definizione scientifica ufficiale?
No. È un’espressione informale utilizzata per descrivere un evento eccezionalmente intenso. La definizione ufficiale più corretta è El Niño molto forte.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






