Roberto Manescalchi è morto, addio allo storico dell’arte di Sansepolcro: gli studi su Piero della Francesca, Leonardo e la Gioconda

Daniela Devecchi

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Roberto Manescalchi è morto, addio allo storico dell’arte di Sansepolcro: gli studi su Piero della Francesca, Leonardo e la Gioconda

Piero della Francesca è stato il filo conduttore di oltre quarant’anni di lavoro. Roberto Manescalchi lo aveva studiato partendo dai documenti, dalle architetture di Sansepolcro e da particolari spesso rimasti ai margini delle letture tradizionali. Storico dell’arte, ricercatore ed editore, si era occupato anche di Leonardo da Vinci, Giotto, Botticelli, Paolo Uccello, Rembrandt e Modigliani.

La notizia della morte di Roberto Manescalchi è stata resa pubblica oggi, lunedì 17 agosto 2026. Morto il 16 agosto a Pisa

Origini ed etĂ 

Manescalchi era nato l’11 maggio 1954 a Sansepolcro, in provincia di Arezzo, e aveva frequentato il Liceo scientifico “Piero della Francesca”. Se ne andò dalla sua cittĂ  quando era ancora molto giovane, scegliendo Firenze come principale luogo di lavoro, ma mantenne sempre un rapporto stretto con la Valtiberina.

Gli studi su Piero

La prima pubblicazione risale al luglio 1980: Appunti concernenti la fortuna storica del polittico di Santa Maria della Misericordia di Piero della Francesca, scritto con Sergio Pittino. Fu l’inizio di un’attività che avrebbe superato i 150 contributi scientifici.

Manescalchi tornò molte volte sulle opere di Piero. Studiò il Polittico della Misericordia, la Resurrezione, l’Ercole, la casa dell’artista e il rapporto fra pittura, geometria e matematica. Non si limitava all’analisi stilistica: cercava documenti, immagini d’archivio e testimonianze utili a ricostruire l’aspetto originario delle opere e degli edifici.

A questo percorso appartengono titoli come L’Ercole di Piero, tra mito e realtà, La casa di Piero, Piero alla corte dei Pichi e La Resurrezione prima del 1869. Nel volume dedicato alla Resurrezione recuperò una fotografia che mostrava il capolavoro prima di alcune modifiche subite nel corso dell’Ottocento.

Un capitolo centrale della sua produzione riguarda il Codice Riccardiano 106, manoscritto con testi di Archimede copiati e illustrati da Piero della Francesca. Nel 2007 Manescalchi e Matteo Martelli curarono la pubblicazione in facsimile dell’opera, accompagnandola con i contributi di diversi studiosi. Il progetto mostrava con particolare chiarezza quanto matematica e pittura fossero unite nella formazione del maestro di Sansepolcro.

La bottega di Leonardo

Fra il 2004 e il 2005 il nome di Roberto Manescalchi venne associato a una ricerca destinata a ottenere una vasta risonanza internazionale. Insieme ad altri studiosi lavorò negli ambienti dell’antico convento della Santissima Annunziata di Firenze, in parte occupati dall’Istituto Geografico Militare.

Il gruppo individuò una scala e un passaggio che conducevano ad alcune stanze decorate. Sulle pareti apparivano figure di uccelli, accostate agli studi di Leonardo sul volo conservati nei suoi codici. Da qui nacque l’ipotesi che quei locali fossero stati utilizzati da Leonardo da Vinci come bottega e alloggio durante il soggiorno fiorentino dei primi anni del Cinquecento.

Manescalchi riteneva che il pittore avesse lavorato in quelle stanze con i suoi assistenti. Uno spazio più appartato avrebbe potuto essere impiegato anche per gli studi anatomici. L’identificazione non venne accolta in modo unanime dagli specialisti, ma la ricerca riportò l’attenzione su una parte poco conosciuta del complesso della Santissima Annunziata.

La ricerca sulla Gioconda

Da quelle stanze partì anche una nuova linea di studio sulla Gioconda. La famiglia di Lisa Gherardini, tradizionalmente riconosciuta come la donna del dipinto, aveva infatti rapporti con la chiesa fiorentina.

Nel 2017 Manescalchi pubblicò il libro Gioconda, presentato nel Consiglio regionale della Toscana. Il volume proponeva un confronto fra il volto della Monna Lisa e due figure dipinte a monocromo negli ambienti dell’Annunziata.

Secondo lo studioso, quei volti potevano raffigurare proprio Lisa Gherardini. Le pitture erano collegate a un artista conosciuto come Morto da Feltre, collaboratore vicino all’ambiente leonardiano. Si trattava di una proposta attributiva, sostenuta attraverso confronti fra lineamenti, proporzioni e particolari delle immagini.

A Morto da Feltre Manescalchi dedicò in seguito un’altra pubblicazione, concentrata su una Venere e sui rapporti dell’artista con Leonardo e Giorgione.

Le altre opere

Il campo delle sue ricerche era molto ampio. Nel 2006 pubblicò Caterina, la Santa ritrovata, dedicato a un frammento di affresco conservato nell’antico coro della chiesa di San Francesco a Sansepolcro. Il dipinto presentava, a suo giudizio, caratteristiche riconducibili all’ambiente di Giotto.

Studiò inoltre opere riferite a Michelozzo, Botticelli, Paolo Uccello, Cherubino Alberti, Raffaello Schiaminossi e Rembrandt. Nel 2021 firmò con Mauro Nutricati Amedeo Modigliani – L’ultimo disegno per Jeanne?, pubblicato in più lingue e dedicato a un disegno legato agli ultimi mesi della vita dell’artista livornese.

Ogni attribuzione veniva presentata attraverso comparazioni, materiali fotografici e ricostruzioni storiche. Alcune proposte alimentarono il confronto fra gli studiosi, soprattutto quando riguardavano nomi centrali del Rinascimento.

Editoria e mostre

Roberto Manescalchi dirigeva Grafica European Center of Fine Arts, casa editrice specializzata in libri d’arte, cataloghi e riproduzioni di manoscritti. La struttura disponeva anche di un archivio fotografico e documentale utilizzato per ricerche ed esposizioni.

Diresse la rivista Pagine Nuove di Storia dell’Arte e dell’Architettura, nata per raccogliere studi, opere inedite e nuove proposte attributive. Nel 2011 ideò la collana Terre di Piero, interamente dedicata a Piero della Francesca. Dal settembre 2013 partecipò al comitato di redazione di ’Ananke, rivista incentrata sulla conservazione e sul restauro.

Curò mostre a Firenze e Sansepolcro, collaborando con l’Accademia delle Arti del Disegno, Palazzo Medici Riccardi, il Museo Marino Marini, Palazzo Magi e Aboca Museum. Le esposizioni riguardarono, fra gli altri, Piero della Francesca, Cherubino Alberti e Raffaello Schiaminossi.

Causa e funerali

La causa della morte di Roberto Manescalchi non è stata comunicata. Non risultano diffuse informazioni su eventuali malattie o problemi di salute.

Non sono ancora conosciuti neppure il luogo, la data e l’orario dei funerali. Al momento l’unico riferimento temporale certo è quello dell’annuncio della scomparsa, arrivato il 17 agosto 2026.

FAQ su Roberto Manescalchi

Chi era Roberto Manescalchi?
Uno storico dell’arte, ricercatore ed editore originario di Sansepolcro, noto soprattutto per i lavori su Piero della Francesca.

Quando è stata annunciata la sua morte?
La notizia è stata resa pubblica lunedì 17 agosto 2026. Il giorno esatto del decesso non è stato indicato.

Quanti anni aveva?
Non è possibile stabilirlo con sicurezza: le biografie riportano due diversi anni di nascita, il 1954 e il 1962.

Perché viene collegato a Leonardo da Vinci?
Partecipò alle ricerche che portarono all’individuazione di alcuni ambienti della Santissima Annunziata di Firenze ritenuti una possibile bottega di Leonardo.

Sono state rese note la causa della morte e la data dei funerali?
No. Entrambe le informazioni non sono ancora state comunicate.