È morto Domenico Lapenna, conosciuto da tutti come Mimì, presidente e tra i fondatori dell’associazione Oscata inVita APS. La scomparsa è stata annunciata oggi lunedì 17 agosto 2026 dalla realtà associativa che negli ultimi anni aveva guidato con l’obiettivo di recuperare la memoria, le tradizioni e gli spazi del borgo rurale di Oscata, frazione di Bisaccia.
La notizia ha raggiunto in poche ore tanti cittadini dell’Alta Irpinia. Domenico Lapenna viene ricordato come uno dei principali promotori del progetto che ha riportato attenzione su Oscata, piccolo centro segnato dallo spopolamento ma diventato un laboratorio di partecipazione, turismo rurale e tutela del patrimonio contadino.
Lascia la moglie Michelina, i figli Luca e Giuseppe e la sorella Maria Grazia.
Funerali a Bisaccia
La camera ardente è stata allestita presso l’Hospice di Bisaccia ed è aperta nelle giornate del 17 e del 18 agosto.
I funerali di Domenico Lapenna si terranno martedì 18 agosto 2026 alle ore 16 nella Concattedrale della Natività della Vergine Maria, conosciuta come Cattedrale di Bisaccia, in Piazza Duomo.
Non sono state comunicate informazioni sulla causa della morte. Non risultano confermate neppure l’età e la data di nascita. Per questo motivo non è possibile fornire ulteriori particolari sulle circostanze del decesso.
Chi era Domenico Lapenna
Domenico Lapenna era un professionista irpino residente da molti anni a Bologna, ma aveva conservato un rapporto costante con Avellino, Bisaccia e soprattutto Oscata, luogo nel quale era nato e morto suo padre.
Ad Avellino aveva vissuto fino alla conclusione degli studi superiori. Le estati trascorse a Oscata durante l’infanzia gli avevano permesso di conoscere direttamente la vita della contrada, i racconti familiari e le usanze legate alla campagna.
Il soprannome Mimì era quello con cui veniva chiamato nel paese. Nell’annuncio della morte è descritto come «un oscatese doc», espressione riferita non soltanto alle sue origini familiari, ma anche al lavoro svolto per mantenere vivo il legame tra gli abitanti e il territorio.
Studi e carriera
Dopo il diploma al Liceo classico Pietro Colletta di Avellino, Domenico Lapenna si era trasferito a Napoli. Qui aveva conseguito la laurea in Economia e Gestione delle Piccole e Medie Imprese.
Aveva poi completato la formazione a Parma con una laurea specialistica in Amministrazione e Direzione Aziendale. La sua carriera era cominciata in PricewaterhouseCoopers, dove aveva lavorato come revisore contabile. Successivamente aveva svolto l’attività di tax consultant a Bologna.
Nel corso di circa vent’anni aveva maturato esperienza negli uffici amministrativi di diverse aziende, prima nel settore farmaceutico e poi nell’industria del packaging. Era arrivato a ricoprire il ruolo di responsabile amministrativo, lavorando negli ultimi anni presso la G.D S.p.A. di Bologna.
Una parte delle competenze acquisite nel suo percorso professionale era stata messa a disposizione dei progetti destinati a Oscata. L’idea sulla quale aveva costruito il proprio impegno era semplice: creare fiducia tra le persone come punto di partenza per generare nuove attività sociali ed economiche.
La nascita di Oscata inVita
Il progetto di Oscata inVita cominciò a prendere forma nel 2019. Domenico e il fratello Sergio Lapenna convocarono alcune assemblee aperte agli abitanti, alle famiglie emigrate, alle associazioni e ai rappresentanti delle istituzioni locali.
Le riunioni si svolsero nella chiesa della contrada, tornata in quell’occasione a essere uno spazio di confronto pubblico. Oscata era passata dalle diverse centinaia di residenti degli anni Cinquanta a poche decine di abitanti. Domenico distingueva lo spopolamento dall’abbandono: il primo riduce la popolazione, il secondo interrompe anche la cura dei luoghi e la trasmissione dei ricordi.
Da quelle assemblee nacque un gruppo formato da residenti, agricoltori, artigiani, proprietari di terreni e discendenti delle famiglie del borgo. L’associazione avviò un programma dedicato alla riscoperta delle attività rurali, senza trasformare Oscata in una semplice attrazione turistica.
Ecomuseo e progetti
Uno dei risultati più importanti è stato l’Ecomuseo delle Cucine Rurali dell’Alta Irpinia, conosciuto anche con la sigla ECuRu. Il progetto è stato presentato nel 2024 e successivamente inserito tra i primi quattro ecomusei riconosciuti dalla Regione Campania.
Domenico Lapenna aveva partecipato alla presentazione istituzionale dell’aprile 2025 in rappresentanza della comunità di Oscata. L’Ecomuseo non è concentrato in un solo edificio: comprende forni, cucine rurali, masserie, stalle, cantine, fontane, sentieri e luoghi nei quali venivano prodotti pane, formaggi, salumi, vino e conserve.
Tra le iniziative sviluppate da Oscata inVita figurano il recupero dei forni di comunità , la realizzazione di cammini rurali, i laboratori di cesteria e ceramica, le dimostrazioni di panificazione, la lavorazione della cera d’api e le giornate dedicate alla mietitura e alla vendemmia.
L’associazione ha inoltre promosso il progetto delle case narranti, collegando abitazioni e masserie a racconti ascoltabili attraverso audioguide. Il percorso permette di conoscere personaggi, mestieri e vicende familiari legate alla contrada.
Nel luglio 2026 era stato inaugurato anche l’Archivio Fotografico Documentale di Oscata, realizzato all’interno del Casino del borgo. Le immagini recuperate da cassetti, quadri e vecchi album familiari sono state raccolte per documentare il lavoro nei campi, le feste religiose, la vita nelle aie e il rapporto quotidiano con gli animali.
All’archivio è stata affiancata l’installazione artistica Centro Stoico, composta da fotografie a grandezza naturale collocate su porte, finestre e pareti. Un modo per restituire visivamente una presenza umana agli edifici ormai disabitati.
Il legame con Antonio La Penna
Domenico Lapenna era pronipote di Antonio La Penna, il latinista e filologo nato a Oscata nel 1925 e morto a Firenze nel 2024. Era infatti nipote di Angelo, fratello dello studioso.
Aveva contribuito al volume Antonio La Penna, l’uomo, l’intellettuale e lo studioso del mondo classico, curato da Giuseppe Iuliano e Paolo Saggese. Nel suo intervento aveva ricostruito l’ambiente familiare e contadino in cui era cresciuto il professore, soffermandosi sul ruolo della cultura all’interno della comunità rurale.
La prima tappa del ciclo di presentazioni del libro era stata programmata a Oscata il 13 agosto 2026, pochi giorni prima della morte di Domenico. Gli appuntamenti successivi erano previsti ad Avellino e Sant’Angelo dei Lombardi, i luoghi nei quali Antonio La Penna aveva compiuto parte degli studi.
L’impegno civile
Nel 2019 Domenico Lapenna aveva partecipato anche alla vita politica di Bisaccia. Si era candidato al Consiglio comunale nella lista civica Noi per Bisaccia, collegata al candidato sindaco Franco Arminio.
Ottenne 44 preferenze, senza essere eletto. Il suo impegno si concentrò in seguito soprattutto sul lavoro associativo e sui progetti di cittadinanza attiva sviluppati a Oscata.
Il ricordo di Mimì
Per ricordarlo, Oscata inVita ha scelto di riproporre un suo racconto dedicato ai giochi intorno al forno di comunità . Il filmato conserva la voce di Domenico mentre descrive luoghi, gesti e momenti della vita trascorsa nella contrada.
Numerosi messaggi pubblici lo definiscono una bella persona, un uomo disponibile e un riferimento per il paese. In uno dei ricordi viene descritto come «un pezzo della nostra comunità di Oscata».
Il lavoro avviato da Domenico Lapenna resta oggi affidato all’associazione, ai familiari e ai volontari che hanno partecipato al recupero del borgo, dell’Ecomuseo e dei suoi archivi.
FAQ
Quando è morto Domenico Lapenna?
La morte di Domenico Lapenna è stata annunciata lunedì 17 agosto 2026.
Quando si svolgono i funerali?
I funerali si terranno martedì 18 agosto 2026 alle ore 16 nella Cattedrale di Bisaccia.
Dove si trova la camera ardente?
La camera ardente è stata allestita presso l’Hospice di Bisaccia.
Qual è la causa della morte?
La causa della morte non è stata resa pubblica. Non sono disponibili comunicazioni ufficiali su un’eventuale malattia.
Chi sono i familiari di Domenico Lapenna?
Domenico lascia la moglie Michelina, i figli Luca e Giuseppe e la sorella Maria Grazia. Aveva inoltre lavorato alla nascita di Oscata inVita insieme al fratello Sergio.
Che ruolo aveva in Oscata inVita?
Era il presidente dell’associazione Oscata inVita APS e uno dei principali promotori dei progetti di recupero e valorizzazione del borgo rurale.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






