È morta Mina Chan, influencer giapponese conosciuta online come @sweeter_nk e legata al fandom degli ENHYPEN. Secondo le ricostruzioni stampa, è stata trovata morta nella sua abitazione di Seul, nel distretto di Yongsan, il 5 agosto.
Chi era Mina Chan
Mina Chan, quasi 26enne, viveva in Corea del Sud e aveva costruito una presenza online legata ai contenuti sugli ENHYPEN e in particolare su Ni-ki, e aveva, effettivamente, anche una community significativa all’interno del fandom internazionale.
L’episodio al concerto
Secondo le ricostruzioni circolate online, alla fine di luglio durante una tappa statunitense del tour degli ENHYPEN, Mina avrebbe cercato di consegnare dei fiori a Sunoo chiedendo di passarli a Ni-ki. Il video è stato condiviso sui social e ha generato una discussione nel fandom, con interpretazioni diverse sul gesto.
Il livestream di Ni-ki
Nei giorni successivi, Ni-ki durante una diretta avrebbe espresso disappunto in termini generali verso comportamenti di fan focalizzati sull’interazione personale durante i concerti. Non risulta che abbia fatto il nome di Mina Chan, ma una parte del fandom ha interpretato le sue parole come riferimento all’episodio dei fiori.
Le scuse e l’ondata di attacchi
Dopo le critiche, Mina avrebbe pubblicato scuse e annunciato l’allontanamento dalla community, ma, secondo diverse fonti, avrebbe continuato a ricevere messaggi aggressivi e insulti sui social.
La mattina del 5 agosto
Da quanto diffuso dalla polizia di Yongsan, il 5 agosto 2026 mattina gli agenti sarebbero intervenuti dopo segnalazione di un conoscente e di utenti online che avevano notato segnali preoccupanti durante una diretta. La diretta è stata successivamente rimossa, ma la famiglia ha confermato la scomparsa sui social.
Su cosa si indaga
Si indaga sulla connessione degli eventi, perché non risulta una conclusione ufficiale delle autorità che stabilisca un rapporto causale diretto tra le molestie online e la morte. Non si sa se Ni-ki abbia indicato Mina come destinataria delle sue osservazioni, quindi, le affermazioni circolate sui social che attribuiscono responsabilità dirette non possono essere presentate come fatti accertati.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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