Ci sono persone che si misurano dalle idee che lasciano. E l’idea di Simone Alinovi, a Vasto, la conoscono tutti: quel cartello nei parcheggi riservati — “vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap” — che con otto parole ha insegnato il rispetto meglio di mille multe.
Alinovi è morto improvvisamente nelle scorse ore, a soli 47 anni, colpito da un infarto. Lascia la moglie Ester, il figlio Emanuel, la mamma Antonia, il papà Angelo e i fratelli Mario e Francesco, ai quali stanno arrivando in queste ore numerosi messaggi di vicinanza e affetto.
Un pioniere dell’inclusione e del digitale
A Vasto era una figura conosciuta e benvoluta, e non per caso. Curioso, intraprendente, sempre un passo avanti: quando internet era agli inizi, aveva già intuito le possibilità delle nuove tecnologie e della digitalizzazione, trasformandole in strumenti di lavoro e di autonomia. La sua filosofia stava tutta in una frase che ripeteva come un manifesto: «Usare la disabilità per le tue abilità».
È il ritratto che ne ha fatto l’assessore ai Servizi Sociali del Comune, Anna Bosco, nel suo messaggio di cordoglio: Simone, ha ricordato, ha inventato un modo diverso di vivere e raccontare la disabilità — non il limite ma le abilità, non il pietismo ma il lavoro come strumento di dignità e indipendenza. Un innovatore e un precursore, capace di trasformare la propria esperienza personale in una battaglia culturale per tutti. Sua, appunto, l’intuizione di portare nel Vastese quel cartello diventato un messaggio immediato di rispetto, inclusione e civiltà.
La persona prima di tutto, con le proprie capacità e il diritto di costruirsi il futuro: questo il principio a cui non ha mai smesso di lavorare. E le storie più belle, ha scritto ancora l’assessore, si misurano proprio dalle persone incontrate e dagli sguardi che si è riusciti a cambiare.
L’ultimo saluto mercoledì 12 agosto a Santa Maria Maggiore
I funerali si terranno domani, mercoledì 12 agosto, alle ore 10, nella parrocchia di Santa Maria Maggiore a Vasto. È attesa la partecipazione di tanti concittadini, amici e di quanti, negli anni, hanno incrociato la sua strada e le sue battaglie.
A Ester, a Emanuel e a tutta la famiglia va l’abbraccio di una città che oggi si scopre più povera. Ma anche più civile, grazie a Simone: ogni volta che qualcuno leggerà quel cartello e ci penserà due volte, un pezzetto di lui sarà ancora lì.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






