A quasi otto anni dalla morte di Desirée Mariottini, 16enne di Cisterna di Latina uccisa nell’ottobre 2018 in uno stabile abbandonato di via dei Lucani a Roma, si apre un nuovo capitolo giudiziario sul piano civile legato all’indennizzo e al risarcimento.
Il procedimento penale si è concluso con condanne definitive per i quattro imputati, resta però aperta la questione economica per la famiglia.
Il nodo dei 75mila euro
La famiglia aveva chiesto allo Stato circa 900mila euro, spiegando che l’impossibilità di ottenere il risarcimento direttamente dal condannato all’ergastolo Yousef Salia, nullatenente, rendesse necessario applicare le norme europee per le vittime di reati violenti.
Il Tribunale civile di Roma ha respinto la richiesta di risarcimento statale, ha però riconosciuto l’accesso al Fondo statale per le vittime di reati violenti. Questa, ha liquidato complessivamente 75mila euro, suddivisi i 25mila euro in relazione alla violenza sessuale e 50mila euro per l’omicidio.
Risarcimento e indennizzo
Al centro della decisione la distinzione giuridica tra risarcimento, che mira a compensare il danno effettivamente subito, e indennizzo. Ovvero, quella forma di sostegno economico previsto dalla legge in presenza di determinate condizioni.
Il ricorso in appello
I legali della famiglia hanno annunciato ricorso in appello, ora sarà la Corte d’Appello di Roma a valutare se la disciplina italiana sia sufficiente rispetto agli obblighi derivanti dalla normativa UE e se il sistema dell’indennizzo possa essere considerato tutela adeguata in questi casi.
La vicenda penale di Desiree Mariottini
Desirée morì nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 2018, quando, stando a quanto ricostruito nelle indagini e nei processi, dopo aver perso l’ultimo autobus per tornare a casa, entrò in uno stabile abbandonato di San Lorenzo dove assunse sostanze stupefacenti e psicofarmaci, subì violenze sessuali in condizioni di vulnerabilità e fu lasciata senza soccorsi. Il corpo fu rinvenuto la notte successiva.
L’inchiesta portò all’arresto di quattro uomini. Il percorso giudiziario, con annullamento parziale in Cassazione nell’ottobre 2023 e rinvio, si è concluso definitivamente nel 2024 con le seguenti condanne definitive:
- Yousef Salia all’ergastolo,
- Alinno Chima a 26 anni,
- Mamadou Gara a 22 anni,
- e Brian Minthe a 18 anni.
Le questioni risarcitorie saranno ora oggetto del giudizio civile di secondo grado.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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