Bollo auto, la riforma del 2028 cambia scadenze e pagamenti: cosa è stato deciso e cosa resta com’è

Serena Comito

Bollo auto, la riforma del 2028 cambia scadenze e pagamenti: cosa è stato deciso e cosa resta com'è

Il bollo auto cambia pelle, ma non prezzo. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 5 agosto la miniriforma della tassa automobilistica, inserita nel decreto legislativo sul federalismo fiscale regionale: un intervento che dal 1° gennaio 2028 riscriverà scadenze e modalità di pagamento, lasciando però intatti importi, criteri di calcolo ed esenzioni. Il testo definitivo non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, quindi ogni dettaglio va letto con la dovuta prudenza. Ma il quadro delle novità è ormai delineato.

Cosa non cambia: tariffe, superbollo ed esenzione per le elettriche

Partiamo dalle conferme, che interessano la totalità degli automobilisti. La riforma non tocca le tariffe né i parametri che determinano l’importo: il bollo continuerà a calcolarsi sulla potenza omologata in kilowatt (il punto P.2 del libretto) e sulla classe ambientale, con gli importi base attuali — dai 2,58 euro a kW per le Euro 4 e superiori fino ai 3 euro a kW per le Euro 0 — e la facoltà per le Regioni di ritoccarli entro i limiti di legge.

Restano in vigore anche il superbollo per le auto oltre i 185 kW e la maggiorazione del 50% sui kilowatt eccedenti quota 100, così come tutte le esenzioni e agevolazioni nazionali. Su tutte, quella più attesa al varco: l’esenzione quinquennale per le auto elettriche, che continuerà ad azzerare la tassa per i primi cinque anni dall’immatricolazione.

La novità principale: addio alle scadenze fisse dal 2028

Il cuore della riforma sta nel calendario. Dal 1° gennaio 2028 andrà in soffitta il vecchio sistema delle scadenze fisse di aprile, agosto e dicembre previsto per le auto sopra i 35 kW: per i veicoli di nuova immatricolazione, il primo bollo coprirà sempre dodici mesi a partire dal mese in cui l’auto viene targata. Un meccanismo che Lombardia e Piemonte applicano già da anni e che diventerà la regola nazionale.

Cambiano di conseguenza i termini di versamento. Il primo pagamento andrà effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione: un’auto targata il 14 marzo 2028, per fare un esempio concreto, avrà tempo fino al 30 aprile. I rinnovi degli anni seguenti scadranno invece l’ultimo giorno del mese di immatricolazione originale. Nulla cambia per le auto già in circolazione, che manterranno la periodicità maturata con le vecchie regole.

Alle Regioni viene inoltre concessa la possibilità di introdurre il pagamento quadrimestrale per specifiche categorie di veicoli, un’opzione pensata per diluire l’esborso.

Rimborsi automatici, noleggio e fermo amministrativo

La riforma interviene anche su alcune storture burocratiche note a chi ha cambiato residenza o sbagliato ente di versamento. Chi paga per errore alla Regione sbagliata non dovrà più avviare la trafila del rimborso: saranno direttamente gli enti territoriali a trasferirsi le somme. A rendere più fluidi i controlli dovrebbe contribuire anche la maggiore integrazione tra gli archivi di Regioni, Province autonome e Agenzia delle Entrate, con l’obiettivo di ridurre disallineamenti, doppie richieste e contenziosi.

Novità sostanziose per il noleggio a lungo termine: per individuare la Regione a cui versare il bollo non conterà più la sede legale della società, ma il luogo in cui si svolge l’attività ordinaria e prevalente. E dal 1° gennaio 2027 i contratti di noleggio senza conducente dovranno essere registrati anche al PRA. Arriva infine una stretta sul fermo amministrativo: la tassa risulterà dovuta anche per i veicoli sottoposti a ganasce fiscali.

Il nodo politico: la richiesta di abolizione

Sullo sfondo resta la partita politica. Diversi esponenti del centrodestra continuano a chiedere l’abolizione totale della tassa: l’ultimo in ordine di tempo è stato il presidente del Piemonte Alberto Cirio, il 6 agosto. La strada, però, appare tutta in salita per una ragione contabile: solo il Piemonte ha ricavato dal bollo oltre 536 milioni di euro nel 2025, e per le casse regionali la tassa automobilistica resta una delle entrate più solide. La miniriforma, per ora, sceglie la via pragmatica: semplificare senza rinunciare al gettito.

Domande frequenti

Cosa cambia con la riforma del bollo auto dal 2028?
Cambiano scadenze e modalità: il primo bollo coprirà 12 mesi dal mese di immatricolazione e andrà pagato entro l’ultimo giorno del mese successivo. Spariscono le scadenze fisse di aprile, agosto e dicembre.

Il bollo auto aumenterà?
No: la riforma non modifica tariffe, criteri di calcolo, superbollo né agevolazioni. Gli importi restano quelli attuali.

L’esenzione per le auto elettriche resta?
Sì, l’esenzione quinquennale dalla prima immatricolazione è confermata, insieme a tutte le agevolazioni nazionali.

Cosa cambia per chi ha già un’auto?
Nulla: i veicoli già in circolazione mantengono la periodicità di pagamento maturata con le vecchie regole.

Quando entrano in vigore le nuove regole?
Le nuove scadenze dal 1° gennaio 2028; l’obbligo di registrare al PRA i contratti di noleggio senza conducente dal 1° gennaio 2027. Il testo attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.