Nel comunicato con cui la famiglia ha annunciato la morte di Francesco Guccini c’è un nome che viene prima di tutti gli altri: Raffaella. Nessun cognome, nessuna spiegazione. Chi conosce la storia del cantautore non ne ha bisogno.
Raffaella Zuccari era accanto a lui questa mattina, nella casa di Pavana, quando il maestro se n’è andato a 86 anni. C’era da trent’anni, del resto. Nella vita di Guccini è stata l’ultima compagna e la più duratura, la donna della stagione appartata sull’Appennino — quella dei libri, dei silenzi, delle apparizioni pubbliche sempre più rare.
Eppure di lei, il grande pubblico, sa pochissimo. Proviamo a rimediare.
Età, origini e il lavoro da insegnante di lettere
Partiamo dai dati. Raffaella Zuccari è nata a Mondolfo, provincia di Pesaro e Urbino, il 12 novembre 1968: oggi ha 57 anni. Suo padre era il medico pediatra del paese, sua madre un’imprenditrice. Tra lei e Guccini correvano 28 anni esatti di differenza — un dettaglio che all’epoca delle nozze fece discutere, e che i fatti hanno ampiamente smentito come problema.
Il mestiere, poi, dice molto. Professoressa di lettere, laureata all’Alma Mater di Bologna nel 1996 con una tesi su Giuseppe Antonio Borgese, viene descritta come un’insegnante amatissima dai suoi studenti. Dello scrittore siciliano è tra le maggiori conoscitrici, tanto che fu Guccini a seguire lei in Sicilia, per accompagnarne studi e ricerche. Non la musa silenziosa accanto al grande uomo, insomma. Piuttosto il contrario: due persone che parlavano la stessa lingua, quella delle parole scritte bene.
Il matrimonio del 2011 a Mondolfo, dopo quindici anni insieme
La storia era cominciata molto prima delle nozze. Metà anni Novanta: la notizia della relazione filtrò nel 1996, e da lì i due non si sono più separati. Per il matrimonio, però, hanno aspettato il 21 aprile 2011 — lei quarantenne, lui settantenne — con una cerimonia alla Residenza municipale di Mondolfo, il paese di lei. Lo stesso comune che nel 2022 avrebbe dato al cantautore la cittadinanza onoraria.
E anche quel giorno Guccini restò Guccini. «Scendi da sola le scale e di’ che ti ho lasciata sola all’altare», scherzò con la sposa, filando via dall’uscita di sicurezza per evitare la folla.
A Raffaella il maestro ha dedicato “Vorrei” e “Certo non sai”: canzoni d’amore, genere rarissimo nel suo repertorio, e proprio per questo pesantissime. Insieme hanno vissuto stabilmente a Pavana, la frazione di Sambuca Pistoiese delle sue radici. Insieme hanno perfino frequentato per un anno un corso di tango — lo raccontò lui a Io Donna, ridendoci sopra.
Figli, la prima moglie e la madre di Teresa
Dalla coppia non risultano figli. L’unica figlia di Guccini è Teresa, nata nel 1978, che questa mattina era a Pavana insieme a Raffaella e che da poco lo aveva reso nonno del piccolo Pietro.
La madre di Teresa non è però nessuna delle due mogli del cantautore: è Angela Signorini, compagna di Guccini per oltre vent’anni, mai sposata con lui — come la stessa Teresa ha voluto chiarire, rivendicando un’infanzia da famiglia vera tra via Paolo Fabbri a Bologna e le estati pavanesi. Prima ancora c’era stata Roberta Baccilieri, la prima moglie: nozze nel 1971, la fine a metà anni Settanta, e in dote due canzoni entrate nella storia, “Vedi cara” ed “Eskimo”.
Poi Raffaella. Quella arrivata quando lui non se l’aspettava più, per sua stessa ammissione. Quella rimasta fino a stamattina.
Domande frequenti
Quanti anni ha Raffaella Zuccari?
57: è nata a Mondolfo il 12 novembre 1968.
Che lavoro fa la moglie di Guccini?
È professoressa di lettere, laureata a Bologna con una tesi su Giuseppe Antonio Borgese.
Guccini e Raffaella Zuccari hanno avuto figli?
No, non risultano figli della coppia. L’unica figlia del cantautore è Teresa, nata nel 1978 dal legame con Angela Signorini.
Quando si sono sposati?
Il 21 aprile 2011 a Mondolfo, dopo circa quindici anni insieme.
Quali canzoni Guccini ha dedicato alla moglie?
“Vorrei” e “Certo non sai”, tra le poche canzoni d’amore del suo repertorio.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






