Morto Francesco Guccini, la vita del cantastorie più celebre d’Italia: causa morte, età, biografia, canzoni più famose, funerali e ultimo saluto, cosa si sa

Giorgia Tedesco

Francesco Guccini è morto: la notizia da questa mattina impazza online. Fra lo sconcerto e il dolore di amici e colleghi si apprende che a 86 anni, il cantastorie più famoso d’Italia non c’è più.

Com’è morto il grande Guccini?

La prima cosa che ci si domanda in certe circostanze è la più difficile: come è morto, perché. In queste ore non ci sono informazioni ufficiali sulle cause della perdita, quel che sappiamo però, è che Francesco è morto a Pàvana, e soffriva da tempo di maculopatia bilaterale. Lui stesso ne aveva parlato, più volte, raccontando il dolore del non riuscire più a leggere: la cosa che da sempre ha amato di più.

86 anni di radici, tra Modena e l’Appennino

Francesco nasce a Modena il 14 giugno 1940, quattro giorni dopo l’entrata dell’Italia in guerra. Da bambino vive tra la città e Pàvana, sull’Appennino tosco-emiliano. Quel piccolo borgo, con i suoi boschi e i suoi vecchi che sapevano Dante a memoria, diventerà il centro di tutto il suo immaginario. Fa il cronista alla Gazzetta di Modena, suona nelle balere, scrive canzoni per altri.

Poi nel 1967 arriva Folk beat n. 1: un disco che all’inizio quasi nessuno ascolta, ma che dentro ha già Auschwitz e Noi non ci saremo. Da lì in poi più di venti album, insegnante di italiano per gli americani del Dickinson College a Bologna, scrittore, autore di fumetti, traduttore. Un artigiano delle parole, come si è sempre definito. Negli ultimi anni aveva detto basta ai palchi: “Non ho più intenzione di fare concerti“. Le sue canzoni hanno continuato a vivere attraverso i Musici.

Le canzoni che non smetteremo di cantare

Se c’è un motivo per cui oggi tutti lo cercano, ansiosi di sapere se davvero Francesco, come Dio, è morto, è perché le sue canzoni ci hanno accompagnato nel modo più malinconico e reale che esista. Nelle ultime ore sono tornate in cima alle ricerche:

  • La locomotiva,
  • L’avvelenata,
  • Dio è morto,
  • Eskimo,
  • Incontro,
  • Autogrill,
  • Canzone per un’amica,
  • Il vecchio e il bambino.

Sono testi che molti stanno ricondividendo parola per parola, perché in fondo Guccini non ha mai scritto solo canzoni, ha scritto poesie che si potevano cantare.

I libri e quella voglia di raccontare

Ma dietro le sue canzoni c’è un mondo fatto di parole, di racconti e anche sì, di libri. Fra i tanti possiamo ricordare:

  • Radici,
  • Stanze di vita quotidiana,
  • Via Paolo Fabbri 43, Amerigo,
  • Cròniche epafàniche,
  • Vacca d’un cane.

L’ultimo saluto, ancora tutto da scrivere

Per ora, almeno, non abbiamo una data, un luogo: nulla di ufficiale è stato condiviso. Sarà la famiglia, probabilmente, a dare i dettagli sui funerali. In attesa di una comunicazione ufficiale, resta quello che Guccini ci ha lasciato davvero: un modo di guardare il mondo senza scorciatoie, con ironia, malinconia e quella fame di giustizia che non invecchia mai.