C’è una fotografia, sul retro di “Radici”, che chi ama Guccini conosce a memoria senza saperlo. Il cortiletto di via Paolo Fabbri 43, a Bologna. Lui seduto, lei accanto: capelli ramati raccolti, un foulard, una mano appoggiata sulla spalla del marito. Quella donna è Roberta Baccilieri, la prima moglie di Francesco Guccini. E oggi, nel giorno in cui l’Italia saluta il Maestrone, il suo nome torna a circolare insieme a quello delle altre donne della sua vita.
Perché Roberta non è un dettaglio biografico. È dentro alcune delle canzoni più amate del cantautore — anche se, per sua scelta, dalla vita pubblica è scomparsa da decenni.
Il matrimonio nel 1971, la crisi e la separazione del 1977
La storia comincia all’università, nel 1964: Guccini è uno studente squattrinato di Modena trapiantato a Bologna, lei una ragazza della borghesia cittadina, figlia di un impiegato dell’Acma e di una ex sarta. Si sposano nel 1971, dopo anni di fidanzamento e alcuni mesi di convivenza. Il matrimonio, però, nasce già segnato: la crisi era esplosa nel 1970, quando Guccini era partito per l’estero per circa sei mesi lasciandola sola. Al ritorno il cantautore tenta di ricucire, e per qualche anno ci riesce. Poi, nel 1977, la separazione definitiva. Dalla coppia non sono nati figli.
Un rapporto travagliato, fatto — raccontano le cronache e le canzoni — di una profonda incomunicabilità tra due mondi diversi: lei elegante espressione di una Bologna un po’ snob, lui giovane e senza un soldo, a disagio perfino quando toccava a lei pagare il cinema.
La donna dietro “Eskimo” e “Vedi cara”
È qui che la vita privata diventa storia della musica italiana. A Roberta sono dedicate due tra le pagine più celebri del repertorio gucciniano. “Vedi cara”, scritta nel 1970 proprio nel pieno della crisi, mette in musica quell’impossibilità di capirsi che stava consumando il rapporto. “Eskimo”, uscita nel 1978 a separazione avvenuta, è invece il lungo sguardo all’indietro su quella relazione giovanile: la povertà di lui, l’eleganza di lei, la Bologna degli anni Sessanta.
E nel dicembre 2023 è arrivata una scoperta che ha commosso i fan: negli archivi della Fondazione Home Movies di Bologna è emerso un filmato amatoriale del 1965 in cui un giovanissimo Guccini in eskimo passeggia sotto il Portico dei Servi, tra le bancarelle della Fiera di Santa Lucia, a braccetto con una ragazza in cappotto cammello — presumibilmente proprio Roberta. Tredici anni prima della canzone, la scena che la canzone avrebbe raccontato.
Che fine ha fatto Roberta Baccilieri e cosa fa oggi
Dopo la separazione, Roberta ha scelto la strada opposta a quella dell’ex marito: il silenzio. Niente interviste, niente apparizioni, nessun profilo social, nemmeno una pagina Wikipedia. Le poche notizie disponibili la descrivono come un’insegnante di francese, oggi in pensione, rimasta perdutamente legata alla sua Bologna e impegnata nella cura dei cani randagi. Secondo le ricostruzioni avrebbe circa 85 anni, quasi coetanea del cantautore.
Una vita ordinaria e appartata, insomma, dopo essere stata — suo malgrado — un pezzo dell’immaginario di intere generazioni. Forse la forma più elegante di uscita di scena: lasciare che a parlare, per sempre, restassero le canzoni.
Domande frequenti
Chi è la prima moglie di Francesco Guccini?
Roberta Baccilieri, sposata nel 1971 e da cui si separò nel 1977. La coppia non ha avuto figli.
Quali canzoni Guccini ha dedicato a Roberta Baccilieri?
“Vedi cara”, scritta durante la crisi del 1970, ed “Eskimo”, del 1978, che ripercorre la loro storia giovanile.
Cosa fa oggi Roberta Baccilieri?
È un’insegnante di francese in pensione; vive lontana dai riflettori, legata a Bologna e attiva nella cura dei cani randagi.
Roberta Baccilieri è la madre di Teresa Guccini?
No: Teresa è nata nel 1978 dal legame del cantautore con Angela Signorini, compagna di Guccini per oltre vent’anni dopo la separazione da Roberta.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






