Carmelo Cogliandro è morto, addio all’uomo che provò due volte a salvare l’Alma Juventus Fano: il ricordo della curva

Serena Comito

Carmelo Cogliandro è morto, addio all'uomo che provò due volte a salvare l'Alma Juventus Fano: il ricordo della curva

Ci sono dirigenti che si ricordano per i trofei. E poi ci sono quelli, più rari, che si ricordano per aver tenuto in piedi una storia quando tutti gli altri si voltavano dall’altra parte. Carmelo Cogliandro apparteneva alla seconda categoria. Il calcio fanese lo piange da questa mattina: l’ex dirigente e direttore generale dell’Alma Juventus Fano si è spento a 67 anni, dopo una malattia. Lascia la moglie e tre figlie.

Pugliese di origine, con un passato da presidente del Brindisi, Cogliandro era arrivato nelle Marche negli anni Novanta. E a Fano, che non era la sua città, finì per legarsi come pochi: prima occupandosi del settore giovanile granata, poi diventando l’uomo dei momenti difficili.

Il “miracolo” del 2011 e gli anni da direttore generale

Il primo capitolo è del 2011, quando l’iscrizione al campionato sembrava ormai compromessa: fu Cogliandro a portare in società l’imprenditore Claudio Gabellini, l’operazione che salvò il club in extremis e consegnò all’Alma il suo presidente storico. Cinque anni dopo, nel 2016, entrò direttamente nell’azionariato, acquisendo una quota accanto allo stesso Gabellini e alla cooperativa “Alma nel Cuore”. Per lungo tempo è stato il direttore generale dei granata: l’uomo macchina, quello che i tifosi incrociavano allo stadio e che — lo hanno ricordato in queste ore — aveva sempre tempo per tutti.

L’ultimo tentativo: il traghettatore dell’inverno 2025

Il secondo capitolo è recentissimo, ed è forse quello che meglio lo racconta. Nell’inverno 2025, con la società precipitata nel caos della gestione Guida e schiacciata dai debiti, fu ancora una volta Cogliandro a scendere in campo: a inizio febbraio firmò il preliminare per rilevare il club, ricevendo la delega con poteri di firma. «Abbiamo fatto un altro miracolo», commentò allora, con il pensiero rivolto proprio al 2011.

Quel miracolo, purtroppo, non poté compiersi fino in fondo. Due settimane dopo il preliminare decadde e la storica società finì in liquidazione, tra polemiche e accuse incrociate — lo stesso Guida sostenne che Cogliandro fosse stato “ostacolato in tutti i modi” nonostante le sue intenzioni. Rimasto di fatto solo a reggere una nave che stava già affondando, fece un passo indietro. Ma il suo impegno in quelle settimane convulse, riconoscono oggi le cronache fanesi, contribuì a sbloccare una situazione che avrebbe potuto segnare la fine definitiva del calcio in città, traghettandola verso l’attuale corso.

Il saluto dei Panthers e della città

A restituire la misura dell’uomo, più dei comunicati, sono le parole della curva. Il gruppo Panthers Fano ’77 gli ha dedicato un messaggio commosso, ricordando i suoi modi signorili e cordiali, il rispetto per una città che non era la sua e per la gente della curva Bronco, e il tentativo, tra mille difficoltà, di salvare la storia dell’Alma Juventus Fano 1906. La chiusura è di quelle che pesano: «Fai buon viaggio Carmelo».

Alle condoglianze si sono unite anche le istituzioni cittadine, dall’assessore allo sport Alberto Santorelli al capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale Francesco Panaroni. Le informazioni sull’ultimo saluto non sono ancora state rese note.

Resta il ritratto di un dirigente d’altri tempi: uno che il calcio lo intendeva come patrimonio di una comunità, e che per difenderlo ci ha messo la faccia fino all’ultimo inverno.