Francesco Casu, regista multimediale e autore attivo nell’ambito della comunicazione culturale, è venuto a mancare: la perdita è stata confermata nelle ultime ore.
Chi era Francesco Casu
Cagliaritano, classe ’65, era laureato in Lettere con indirizzo storico-artistico e aveva perfezionato la formazione presso la Kunsthochschule für Medien di Colonia, specializzandosi in regia multimediale.
Nel corso della sua attività si è occupato di linguaggi che integrano immagini, musica, installazioni interattive e musei digitali per la valorizzazione del patrimonio culturale.
Le attività e il percorso
Tra le attività note è presente anche la direzione per cinque anni del canale Tiscali Artea , oltre alla progettazione e realizzazione di musei e allestimenti multimediali, quali:
- il Museo del Vino di Berchidda,
- il Museo dei Tenores di Bitti,
- il Museo delle Janas di Setzu,
- il Museo Parodi
- e lo Spazio Planetario di Cagliari.
Tra le opere ricordiamo anche le mostre interattive “Abitare il libro” e “Abitare la musica” e il documentario “Fili di Memoria“, dedicato alla storia della radio e della televisione in Sardegna.
Le collaborazioni
Uno degli ambiti del suo percorso professionale è stato il sodalizio con l’artista Maria Lai, con cui ha realizzato la video-installazione “Filando stupore nel cielo“. Ha inoltre collaborato con musicisti, istituzioni culturali e artisti nell’ambito di progetti sul patrimonio storico sardo.
La notizia della scomparsa
Per il momento la scomparsa è stata confermata solo dai colleghi online, grazie ai post di dolore condivisi sui social: non esistono comunicazioni ufficiali in merito. Per adesso, non sono state rese note neppure le cause della morte. Si attendono dunque informazioni più accurate e la data delle esequie.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà.
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