È morto Giuseppe “Pitin” Bonatto, medico di origini argentine e fondatore di A.L.I.Ce. Cuneo, associazione nata per prevenire l’ictus cerebrale e sostenere pazienti e familiari. La notizia della scomparsa si è diffusa il 31 luglio 2026. Bonatto viveva a Borgo San Dalmazzo, dove aveva esercitato come medico di base prima della pensione.
La sua storia personale era legata a doppio filo all’attività associativa. Colpito da un ictus nel pieno della vita professionale, trasformò l’esperienza della malattia in un impegno portato avanti per oltre vent’anni. Nel luglio 2016 riuscì inoltre a salvarsi durante l’attentato sulla Promenade des Anglais a Nizza.
Chi era Giuseppe Bonatto
Conosciuto da amici e collaboratori con il soprannome di Pitin, Giuseppe Bonatto era un medico originario dell’Argentina, stabilitosi da tempo nel Cuneese.
Aveva lavorato come medico di famiglia a Borgo San Dalmazzo. Dopo il pensionamento aveva continuato a occuparsi di prevenzione, riabilitazione e assistenza attraverso A.L.I.Ce., diventando una figura nota nel volontariato sanitario della provincia.
Accanto a lui, nelle attività dell’associazione, c’era la moglie Graziella Alciati. Non risultano invece informazioni certe su eventuali figli.
La data completa di nascita non è stata resa nota. Nel 2016 Bonatto veniva indicato come sessantasettenne: l’età esatta al momento della morte, tuttavia, non può essere stabilita con certezza senza un riferimento anagrafico ufficiale.
L’ictus e la ripartenza
Bonatto aveva conosciuto direttamente le conseguenze di un ictus cerebrale. L’evento arrivò quando era ancora nel pieno della propria attività professionale e cambiò profondamente la sua quotidianità.
Le ricostruzioni disponibili non concordano sull’età precisa: alcune indicano 43 anni, altre collocano l’episodio in un periodo successivo. Il dato certo è che la malattia gli lasciò conseguenze importanti e lo portò a vivere personalmente il percorso affrontato da molti pazienti: le cure, la riabilitazione, le difficoltà nella comunicazione e il recupero di una nuova autonomia.
Da quell’esperienza maturò l’idea di costruire nel Cuneese una rete capace di affiancare le persone colpite da ictus anche dopo la fase ospedaliera.
La nascita di A.L.I.Ce. Cuneo
La sezione provinciale di A.L.I.Ce., Associazione per la lotta all’ictus cerebrale, fu costituita nel 2004. Al progetto lavorarono Bonatto, la moglie Graziella Alciati, il medico Ugo Dimanico e un gruppo di volontari e professionisti.
La sede legale venne stabilita a Borgo San Dalmazzo, ma le iniziative raggiunsero negli anni diverse località della provincia, tra cui Cuneo, Alba, Fossano e Savigliano.
Bonatto assunse la presidenza e rimase alla guida dell’associazione per circa quindici anni. In quel periodo furono organizzati incontri informativi, controlli di prevenzione, attività nelle scuole e progetti rivolti alle persone con disabilità provocate dall’ictus.
Nel 2019 lasciò la presidenza a Federico Carle e divenne presidente emerito. Il passaggio di consegne non interruppe il suo rapporto con l’associazione, della quale continuò a rappresentare la storia e le finalità.
L’impegno contro l’ictus
Il lavoro di Bonatto non rimase confinato alla provincia di Cuneo. Rappresentò A.L.I.Ce. Italia all’interno di SAFE, la Stroke Alliance for Europe, rete che riunisce le organizzazioni impegnate nella tutela delle persone colpite da ictus.
Partecipò ad assemblee e incontri internazionali, portando l’esperienza maturata sia come medico sia come paziente. Questa doppia prospettiva gli consentiva di affrontare il tema della malattia senza limitarsi agli aspetti clinici.
La sua attività riguardò anche l’afasia, disturbo del linguaggio che può comparire dopo un ictus e compromettere la capacità di parlare, comprendere, leggere o scrivere.
Il Coro degli Afasici
Tra i progetti sostenuti da Bonatto figura il Coro degli Afasici “Enrico Catelli”. L’iniziativa utilizza il canto e la musicoterapia per aiutare le persone che hanno perso totalmente o parzialmente l’uso della parola.
Il percorso non aveva soltanto una funzione riabilitativa. Permetteva ai partecipanti di tornare a esprimersi in gruppo, recuperando relazioni e occasioni di socialità spesso ridotte dopo la malattia.
Nel maggio 2022 il coro partecipò a un’udienza con Papa Francesco. Il progetto è proseguito negli anni ed è diventato una delle attività più riconoscibili legate ad A.L.I.Ce. Cuneo.
L’attentato di Nizza
Il nome di Giuseppe Bonatto comparve anche nelle cronache dell’attentato avvenuto a Nizza il 14 luglio 2016.
Quella sera si trovava sulla Promenade des Anglais con alcuni amici francesi. Durante i festeggiamenti per la ricorrenza nazionale, un camion venne lanciato contro la folla. Bonatto, che si muoveva in carrozzina, riuscì a mettersi in salvo.
L’episodio arrivò molti anni dopo l’ictus e rappresentò un altro passaggio rilevante della sua vicenda personale. Nei giorni successivi venne confermato che era sopravvissuto all’attacco.
La moglie Graziella Alciati
La moglie Graziella Alciati condivise con Bonatto anche il percorso nel volontariato. Partecipò alla fondazione di A.L.I.Ce. Cuneo e svolse attività come consigliera e volontaria.
Il loro contributo fu rivolto non soltanto ai pazienti, ma anche ai familiari, spesso chiamati ad affrontare cambiamenti improvvisi nell’organizzazione domestica e nell’assistenza quotidiana.
Non sono stati diffusi ulteriori particolari sulla famiglia. Per questo non è possibile indicare con certezza la presenza di figli o altri parenti.
Causa della morte e funerali
La causa della morte di Giuseppe Bonatto non è stata comunicata. Il precedente ictus risaliva a molti anni prima e non può essere collegato al decesso in mancanza di informazioni precise.
Non risultano ancora confermati neppure il giorno e il luogo esatti della morte. La notizia della scomparsa è circolata il 31 luglio 2026, ma questo non dimostra che il decesso sia avvenuto nella stessa data.
Al momento non sono state rese note indicazioni riguardanti camera ardente, rosario, funerali, chiesa e orario della cerimonia.
FAQ
Chi era Giuseppe “Pitin” Bonatto?
Era un medico di origini argentine, residente a Borgo San Dalmazzo, e il fondatore di A.L.I.Ce. Cuneo.
Perché Giuseppe Bonatto fondò A.L.I.Ce. Cuneo?
Dopo essere stato colpito da un ictus, decise di impegnarsi nella prevenzione della malattia e nell’assistenza a pazienti e familiari. L’associazione provinciale nacque nel 2004.
Chi era la moglie di Giuseppe Bonatto?
La moglie era Graziella Alciati, cofondatrice, consigliera e volontaria di A.L.I.Ce. Cuneo.
Giuseppe Bonatto era presente all’attentato di Nizza?
Sì. Il 14 luglio 2016 si trovava sulla Promenade des Anglais e riuscì a sopravvivere all’attacco.
Quanti anni aveva Giuseppe Bonatto?
L’età esatta non è stata confermata. Nel 2016 veniva indicato come sessantasettenne, ma manca una data di nascita verificata.
Qual è stata la causa della morte?
La causa del decesso non è stata resa nota.
Quando si svolgeranno i funerali?
Data, luogo e orario dei funerali non sono ancora stati comunicati.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






