Chi è Begoña Gómez, moglie di Pedro Sánchez: età, figli, lavoro, carriera, inchiesta, accuse e richiesta di 13 anni

Daniela Devecchi

Chi è Begoña Gómez, moglie di Pedro Sánchez: età, figli, lavoro, carriera, inchiesta, accuse e richiesta di 13 anni

Begoña Gómez è la moglie del presidente del Governo spagnolo Pedro Sánchez, ma la sua storia professionale non nasce alla Moncloa. Per oltre vent’anni si è occupata di marketing, consulenza, raccolta fondi e progetti legati al terzo settore. Dal 2024, però, il suo nome è soprattutto al centro di una complessa vicenda giudiziaria. Ad oggi, non risulta condannata. Nei suoi confronti prosegue il percorso verso un possibile processo con giuria popolare per traffico di influenze e malversazione. L’accusa popolare ha chiesto 13 anni di carcere, mentre la Procura sostiene che debba essere assolta.

Età e origini

Il suo nome completo è María Begoña Gómez Fernández. È nata a Bilbao e ha trascorso una parte importante dell’infanzia a Valderas, comune della provincia di León legato alla famiglia materna.

Sulla data di nascita esiste una discrepanza che impedisce di indicare l’età senza riserve. Numerosi profili biografici riportano il 1975; altre ricostruzioni indicano invece il 24 marzo 1971. In assenza di un dato anagrafico ufficiale reso pubblico in modo inequivocabile, è corretto segnalare entrambe le informazioni e non trasformarne una in certezza.

Studi e formazione

Gómez ha costruito la propria preparazione nel campo del marketing e della direzione aziendale. Ha frequentato la M&B Escuela Superior de Marketing y Negocios e è stata presentata in diverse biografie come esperta di marketing con una successiva formazione in direzione d’impresa.

Il suo percorso accademico è diventato uno dei temi discussi durante l’inchiesta. Il punto più controverso riguarda l’uso del termine “laureata” in alcuni curriculum, poiché la formazione svolta sarebbe riconducibile a titoli rilasciati da scuole private e non a una laurea universitaria ufficiale.

Questo aspetto va comunque tenuto distinto dai reati rimasti nel procedimento. Le contestazioni sull’eventuale intrusismo professionale non coincidono con le due ipotesi per le quali la causa può proseguire davanti a una giuria.

Lavoro e carriera

La carriera di Begoña Gómez è iniziata negli anni Novanta. Tra il 1996 e il 1999 ha diretto il Centro de Negocios Atenea. In seguito è entrata nel Gruppo Inmark, società di consulenza presso la quale ha lavorato per circa diciotto anni, occupandosi soprattutto di esternalizzazione commerciale, raccolta fondi e attività rivolte alle organizzazioni non governative.

Ha maturato esperienza nei rapporti con enti del terzo settore e in progetti collegati alla sostenibilità. Nel corso di questa fase professionale ha collaborato con organizzazioni come Amnesty International e Intermón Oxfam.

Nel 2018, anno dell’arrivo di Pedro Sánchez alla guida del Governo, Gómez ha lasciato Inmark. È poi diventata direttrice dell’Africa Center dell’IE University, incarico mantenuto fino al 2022. Il centro si occupava di innovazione, sviluppo economico e rapporti con il continente africano.

Un altro passaggio centrale è stato il lavoro presso l’Universidad Complutense de Madrid. Gómez ha partecipato alla direzione di programmi dedicati alla raccolta fondi e, dal 2020, ha guidato la Cátedra Extraordinaria de Transformación Social Competitiva. Proprio le attività svolte nell’ambito della cattedra hanno assunto un ruolo rilevante nell’indagine giudiziaria.

Matrimonio con Pedro Sánchez

Begoña Gómez e Pedro Sánchez si sono conosciuti durante una festa organizzata da amici comuni. Si sono sposati civilmente nel 2006 e hanno scelto il regime della separazione dei beni.

Quando Sánchez è diventato presidente del Governo nel giugno 2018, la famiglia si è trasferita nel complesso della Moncloa. Gómez non ricopre una carica politica e in Spagna non esiste un ruolo istituzionale equivalente a quello di first lady.

Sánchez ha difeso pubblicamente la moglie e ha sostenuto che il procedimento

Chi è Begoña Gómez, moglie di Pedro Sánchez: età, figli, lavoro, carriera, inchiesta, accuse e richiesta di 13 anni

Begoña Gómez è la moglie di Pedro Sánchez, presidente del governo spagnolo, ma la sua attività non si è limitata agli impegni istituzionali legati alla Moncloa. Ha lavorato per anni nella consulenza, nel marketing e nella raccolta fondi per il terzo settore, prima di assumere incarichi nel mondo accademico. Dal 2024 il suo nome è al centro di una lunga vicenda giudiziaria che, nell’estate del 2026, è arrivata a un passaggio decisivo.

L’accusa popolare ha chiesto per lei 13 anni di carcere, mentre la Procura ritiene che debba essere assolta. Non esiste ancora una sentenza e non è stata fissata la data del processo. Il procedimento prosegue, dopo una consistente riduzione delle contestazioni iniziali, per le ipotesi di traffico di influenze e malversazione di fondi pubblici.

Età e origini di Begoña Gómez

Il suo nome completo è María Begoña Gómez Fernández ed è nata a Bilbao. Sull’anno di nascita esiste una discrepanza nelle biografie pubbliche: numerose ricostruzioni indicano il 1975, mentre altre riportano il 24 marzo 1971. In assenza di una conferma ufficiale univoca, non è corretto attribuirle con certezza un’età precisa.

Ha trascorso parte dell’infanzia a Valderas, piccolo comune della provincia di León, per poi trasferirsi a Madrid. È qui che si è sviluppata la parte principale della sua vita professionale e familiare.

Studi e lavoro

Begoña Gómez si è formata nel campo del marketing e della direzione aziendale. Ha inoltre approfondito i temi della raccolta fondi, della sostenibilità e dei progetti rivolti alle organizzazioni del terzo settore.

Dopo una prima esperienza al Centro de Negocios Atenea, ha lavorato a lungo con il Gruppo Inmark, società attiva nella consulenza e nell’esternalizzazione commerciale. La collaborazione è iniziata nel 2000 ed è proseguita fino al 2018, anno dell’arrivo di Pedro Sánchez alla guida del governo.

Nel corso di questa esperienza Gómez si è occupata anche di campagne e strategie di raccolta fondi. La sua attività ha riguardato realtà senza scopo di lucro e progetti legati all’impatto sociale.

Dal 2018 al 2022 è stata direttrice dell’Africa Center dell’IE, centro collegato alla IE University e dedicato ai rapporti economici, culturali e istituzionali con il continente africano.

L’incarico alla Complutense

Una parte rilevante del suo percorso professionale si è svolta presso l’Universidad Complutense de Madrid. Gómez ha partecipato alla direzione di corsi dedicati alla raccolta fondi e, dal 2020, alla Cátedra Extraordinaria de Transformación Social Competitiva.

La cattedra era orientata allo studio di modelli aziendali capaci di coniugare risultati economici e impatto sociale. Intorno a questa attività è stata sviluppata anche la piattaforma informatica Transforma TSC, destinata alle piccole e medie imprese.

La Complutense non ha rinnovato la cattedra e i programmi collegati sono stati successivamente interrotti. Proprio i rapporti con l’università, la creazione della piattaforma e l’intervento dell’assistente di Gómez hanno occupato una parte centrale dell’inchiesta.

Matrimonio con Pedro Sánchez

Begoña Gómez e Pedro Sánchez si sono conosciuti a Madrid durante una festa organizzata da amici comuni. Si sono sposati civilmente nel 2006 e hanno due figlie, Ainhoa e Carlota.

La famiglia ha mantenuto negli anni un profilo piuttosto discreto, soprattutto per quanto riguarda le due ragazze. Gómez ha accompagnato il marito in alcuni appuntamenti pubblici e visite internazionali, senza ricoprire un incarico istituzionale nel governo.

Nel luglio 2026 il viaggio di Gómez nel Regno Unito per la laurea della figlia maggiore è entrato anche nel fascicolo giudiziario. Il giudice aveva autorizzato temporaneamente lo spostamento, chiedendo in seguito documenti che confermassero il motivo della trasferta.

L’inchiesta su Begoña Gómez

Il procedimento è stato avviato nel 2024 dal giudice Juan Carlos Peinado. Nel corso dell’istruttoria sono stati esaminati diversi filoni: la cattedra della Complutense, le lettere firmate da Gómez a sostegno di un progetto legato all’imprenditore Juan Carlos Barrabés, il lavoro della sua assistente Cristina Álvarez e la gestione del software Transforma TSC.

L’indagine si era progressivamente estesa a più ipotesi di reato. Il quadro, però, è stato ridimensionato dall’Audiencia Provincial de Madrid, che il 16 luglio 2026 ha stabilito quali contestazioni possono proseguire nella procedura davanti a una giuria popolare.

Per Gómez rimangono in esame il traffico di influenze e la malversazione di fondi pubblici. Sono invece usciti da questo procedimento la corruzione negli affari e l’appropriazione indebita collegata al software universitario.

Anche la posizione di Barrabés è stata separata. Gli aspetti relativi agli appalti pubblici che lo riguardano potranno essere trattati attraverso un’altra procedura.

Le accuse contestate

L’ipotesi di traffico di influenze riguarda il ruolo assunto da Gómez presso la Complutense e i rapporti intrattenuti con imprese ed enti privati. Secondo l’accusa, la sua posizione di moglie del presidente avrebbe contribuito a facilitarne le attività e a rafforzarne la capacità di interlocuzione.

Un altro punto riguarda due dichiarazioni d’interesse firmate da Gómez a sostegno di un progetto al quale partecipavano società collegate a Barrabés. Le lettere furono presentate nell’ambito di gare gestite da Red.es. La Procura ha però osservato che analoghi documenti di sostegno erano stati sottoscritti da 35 imprese ed enti.

La contestazione di malversazione si concentra invece sull’attività di Cristina Álvarez, dipendente pubblica assegnata all’assistenza della moglie del presidente. L’accusa sostiene che abbia impiegato tempo e strumenti della Moncloa per questioni professionali private legate alla cattedra.

La difesa considera quelle attività compatibili con i compiti dell’assistente, chiamata a gestire incontri, agenda e comunicazioni connesse agli impegni pubblici e professionali di Gómez.

La richiesta di 13 anni

L’accusa popolare coordinata dall’associazione Hazte Oír, alla quale partecipa anche Vox, ha chiesto complessivamente 13 anni di reclusione per Begoña Gómez.

La richiesta comprende due anni per traffico di influenze, tre anni per una prima ipotesi continuata di malversazione e altri otto anni per una seconda ipotesi dello stesso reato. In via subordinata, l’accusa propone una pena complessiva di dieci anni qualora i fatti vengano considerati giuridicamente collegati.

Per Cristina Álvarez sono stati chiesti sei anni. Fra i testimoni indicati dall’accusa figurano Pedro Sánchez, il ministro Félix Bolaños e Víctor de Aldama.

La cifra di 13 anni rappresenta la pena proposta da una delle parti. Non è una condanna e non corrisponde a una decisione del tribunale.

La Procura chiede l’assoluzione

La posizione della Procura è opposta. Il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione di Begoña Gómez e Cristina Álvarez, sostenendo che gli elementi raccolti non dimostrino la commissione dei reati contestati.

Secondo la Procura, Gómez collaborava con la Complutense già dal 2012, quando Sánchez non era ancora presidente del governo. La cattedra sarebbe stata costituita secondo le regole interne dell’università e Gómez non avrebbe ricevuto compensi per la sua direzione.

Anche sul software Transforma TSC la Procura esclude un profitto personale. La piattaforma era destinata a un utilizzo gratuito e la titolarità risultava riconosciuta alla Complutense. Gómez avrebbe inoltre pagato personalmente il rinnovo di alcuni domini.

Per il pubblico ministero non è sufficiente il matrimonio con il presidente per dimostrare l’esistenza di un’influenza illecita. Non sarebbe stato accertato neppure un danno economico derivante dall’attività svolta da Cristina Álvarez.

Passaporto restituito

Nel giugno 2026 il giudice Peinado aveva disposto nei confronti di Gómez il divieto di lasciare la Spagna, la consegna del passaporto e l’obbligo di presentarsi in tribunale ogni quindici giorni.

Il 16 luglio l’Audiencia Provincial de Madrid ha annullato tutte le misure, ritenendo non sufficientemente provato un concreto pericolo di fuga. Il passaporto è stato materialmente ritirato dalla procuratrice di Gómez il 30 luglio 2026.

La decisione non riguarda la fondatezza delle accuse. Stabilisce soltanto che, durante il procedimento, non sussistono le condizioni per mantenere quelle limitazioni personali.

Il nuovo avvocato

Il 29 luglio 2026 Gómez ha affidato la difesa al penalista Jaime Campaner, subentrato ad Antonio Camacho, che l’aveva assistita dall’apertura dell’inchiesta.

Campaner è specializzato in diritto penale economico e in procedimenti celebrati davanti a una giuria. Il cambio è arrivato mentre la causa si avvicina alla fase nella quale dovranno essere definite le richieste delle parti e decisa formalmente l’apertura del dibattimento.

Il giudice ha concesso al nuovo legale sette giorni processuali per depositare le conclusioni provvisorie. Poiché agosto è un mese processualmente inabile, la difesa potrà presentare l’atto all’inizio di settembre 2026.

Processo e prossimi passaggi

Il procedimento è indirizzato verso un possibile processo con giuria popolare, ma restano ancora alcuni passaggi. Le parti devono depositare i rispettivi atti, potrà svolgersi l’udienza preliminare e dovrà essere adottata la decisione definitiva sull’apertura del dibattimento.

Begoña Gómez non è stata condannata e non è stata comunicata una data per il processo. Da una parte ci sono le richieste dell’accusa popolare; dall’altra, la domanda di assoluzione presentata dalla Procura e sostenuta dalla difesa.

FAQ

Chi è Begoña Gómez?

È una consulente spagnola esperta di marketing, raccolta fondi e progetti a impatto sociale. È sposata con Pedro Sánchez dal 2006.

Quanti anni ha Begoña Gómez?

Le informazioni biografiche disponibili non sono concordi. Alcune indicano il 1975 come anno di nascita, altre il 24 marzo 1971. È certo che sia nata a Bilbao.

Begoña Gómez e Pedro Sánchez hanno figli?

Hanno due figlie, Ainhoa e Carlota, rimaste generalmente lontane dall’esposizione pubblica.

Begoña Gómez è stata condannata a 13 anni?

No. Tredici anni è la pena richiesta dall’accusa popolare. Non è stata pronunciata alcuna condanna.

Per quali reati prosegue il procedimento?

La procedura davanti alla giuria riguarda le ipotesi di traffico di influenze e malversazione di fondi pubblici.

Che cosa chiede la Procura?

La Procura chiede l’assoluzione di Begoña Gómez e della sua assistente Cristina Álvarez, perché ritiene non dimostrati i reati contestati.

Quando inizierà il processo?

Non è stata fissata una data. Prima devono ess