Quando finisce il mandato di Mattarella? Scadenza, età, possibili dimissioni e chi può succedergli al Quirinale

Serena Comito

Quando finisce il mandato di Mattarella? Scadenza, età, possibili dimissioni e chi può succedergli al Quirinale

C’è una data cerchiata in rosso sul calendario della politica italiana: 3 febbraio 2029. Quel giorno si chiuderà il secondo settennato di Sergio Mattarella, iniziato con il giuramento del 3 febbraio 2022. Mancano ancora due anni e mezzo, eppure nei corridoi di Montecitorio la domanda su quando finisce il mandato di Mattarella si intreccia già con un’altra, molto più delicata: chi verrà dopo di lui?

Andiamo con ordine, perché la vicenda merita qualche passaggio in più.

La scadenza del mandato: cosa dice la Costituzione

L’articolo 85 della Costituzione fissa la durata del mandato presidenziale in sette anni. Nessuna norma vieta la rielezione, e nessuna regola diversa si applica al secondo mandato. Tradotto: Mattarella è stato eletto nel gennaio 2022 per altri sette anni pieni, e la scadenza naturale cade all’inizio di febbraio 2029.

A quella data il presidente avrà 87 anni. Un dettaglio che pesa, e non poco, in ogni ragionamento sul futuro del Colle.

C’è poi un aspetto che spesso sfugge. Se arriverà fino in fondo, Mattarella diventerà il primo capo dello Stato italiano ad aver guidato il Quirinale per quattordici anni. Un record assoluto nella storia repubblicana, costruito quasi controvoglia: nel gennaio 2022 aveva già trovato casa a Roma da senatore a vita e aveva salutato i quirinalisti che lo avevano seguito per sette anni. Poi le fumate nere in Parlamento cambiarono tutto.

Può dimettersi prima? Il precedente Napolitano

Giorgio Napolitano, l’unico altro presidente rieletto, lasciò il Quirinale dopo circa due anni dall’inizio del secondo mandato. Aveva quasi novant’anni e aveva messo in chiaro fin da subito che sarebbe rimasto solo il tempo necessario.

Mattarella ha fatto una scelta opposta. Fin dal 2022 ha voluto dare il messaggio di non prendere in considerazione un mandato “a tempo”, coerente con la sua formazione da giurista e da ex giudice costituzionale. E le ricostruzioni più recenti confermano l’intenzione di restare fino alla scadenza naturale del settennato.

Detto questo, la storia insegna a non dare nulla per scontato. Prima di Napolitano ci fu Antonio Segni, che si dimise nel 1964 per gravi motivi di salute. Le dimissioni restano sempre una possibilità costituzionale, legata solo alla volontà — o alle condizioni — del diretto interessato.

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Il nodo delle elezioni 2027 e i retroscena sul dopo

Ed è qui che il quadro si complica. Le elezioni politiche previste per il 2027 vengono ormai considerate il vero passaggio decisivo: la prossima legislatura non determinerà solo il governo, ma anche chi avrà il peso parlamentare per orientare la scelta del prossimo capo dello Stato.

Non solo. Secondo un retroscena pubblicato dall’Espresso a maggio, nei gruppi parlamentari circolerebbe un’ipotesi finora confinata alle conversazioni più riservate: in caso di elezioni senza vincitori netti e di un Parlamento bloccato, Mattarella potrebbe valutare un passo indietro anticipato, per consentire alle nuove Camere di eleggere subito un successore. Uno scenario, va detto chiaramente, che resta pura speculazione politica: dal Colle non è mai arrivata alcuna conferma, e anzi il Quirinale è notoriamente attentissimo a non alimentare pettegolezzi sulla figura del presidente.

Intanto il totonomi è partito comunque. Tra i profili evocati dai retroscena compaiono figure come Pier Ferdinando Casini e Mario Draghi, ma da qui al 2029 gli equilibri possono cambiare mille volte. Chi conosce le corse al Quirinale sa che i favoriti della vigilia raramente arrivano al traguardo.

Cosa succede alla scadenza del settennato

Quando il mandato arriverà a conclusione, toccherà al Parlamento in seduta comune, integrato dai delegati regionali, eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Trenta giorni prima della scadenza, il presidente della Camera convoca l’assemblea. Nei primi tre scrutini serve la maggioranza dei due terzi, dal quarto basta la maggioranza assoluta.

E c’è un ultimo tassello: negli ultimi sei mesi del mandato scatta il cosiddetto semestre bianco, il periodo in cui il capo dello Stato non può sciogliere le Camere. Per Mattarella inizierà nell’agosto del 2028. Da quel momento, il conto alla rovescia sarà ufficiale.

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Domande frequenti

Quando scade esattamente il mandato di Mattarella?
Il 3 febbraio 2029, sette anni dopo il giuramento del secondo mandato.

Mattarella può essere eletto una terza volta?
In teoria sì, perché la Costituzione non pone limiti alla rielezione. Nella pratica è un’ipotesi che nessuno considera: il presidente accettò il secondo mandato già con riluttanza.

Quanti anni avrà Mattarella a fine mandato?
87 anni: è nato a Palermo il 23 luglio 1941.

Chi potrebbe succedere a Mattarella al Quirinale?
Nessun candidato ufficiale esiste. I retroscena citano nomi come Casini e Draghi, ma molto dipenderà dagli equilibri usciti dalle elezioni politiche del 2027.

Mattarella si dimetterà prima del 2029?
Non risulta alcuna intenzione in questo senso. Le fonti più recenti indicano la volontà di completare il settennato; le ipotesi di dimissioni anticipate restano scenari di retroscena mai confermati.