La morte di Mohamed risale al 23 di questo mese a Cosenza, e gli avvenimenti di quel giorno, restano al centro di accertamenti da parte della Procura. Il giovane, sembra si sia gettato dal balcone dell’appartamento in cui si trovava agli arresti domiciliari durante un controllo dei carabinieri.
La dinamica oggetto di accertamento
Stando a quanto diffuso pubblicamente, il controllo è avvenuto dopo il ritrovamento di una certa quantità di hashish nell’abitazione, ma, durante la perquisizione il giovane si sarebbe lanciato nel vuoto. La dinamica è oggetto di verifica nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Cosenza, che dovrà ricostruire le fasi dell’intervento e gli ultimi minuti di vita del 25enne.
La posizione della famiglia Mohamed
La famiglia si è affidata ad un avvocato, sperando di chiarire quanto accaduto: si contesta, dunque, la ricostruzione e si chiede l’accertamento di eventuali responsabilità. La madre spiega che chi ha eseguito l’intervento avrebbe dovuto tenere conto della condizione di fragilità psicologica di Mohamed, ma in realtà, tra gli elementi indicati dalla difesa c’è anche lo stato di agitazione manifestato dal giovane, con la richiesta di valutare l’intervento di personale sanitario o il coinvolgimento della madre per tranquillizzarlo. Si tratta di affermazioni che comunque saranno oggetto di verifica giudiziaria.
Le manifestazioni e le reazioni pubbliche
In questi giorni, circa in trecento hanno partecipato a una manifestazione nel centro di Cosenza chiedendo chiarimenti sulla vicenda, il sindaco della città al riguardo È intervenuto anche il primo cittadino di Cosenza, che ha espresso fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e ha richiamato la necessità di tutela della dignità della persona e di pieno accertamento dei fatti. Al corte, hanno preso parte cittadini, rappresentanti della società civile, esponenti politici e il vescovo dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.
Le indagini in corso
Gli accertamenti medico-legali e investigativi sono in corso, e, fino alla conclusione delle indagini non risultano responsabilità accertate.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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