Michele Squeo morto a Trani, il 59enne di Gravina si accascia nel cantiere di via Malcangi: inutili i soccorsi

Daniela Devecchi

Michele Squeo morto a Trani, il 59enne di Gravina si accascia nel cantiere di via Malcangi: inutili i soccorsi

Michele Squeo, operaio di 59 anni residente a Gravina in Puglia, è morto nella tarda mattinata di giovedì 30 luglio 2026 mentre lavorava in un cantiere edile di via Malcangi, a Trani. L’uomo avrebbe accusato un malore improvviso e si sarebbe accasciato davanti ai colleghi. I soccorsi sono arrivati rapidamente, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile.

Squeo avrebbe compiuto 60 anni nel prossimo mese di ottobre. Le cause del decesso non sono state ancora stabilite e saranno gli accertamenti in corso a chiarire quanto avvenuto.

Il malore nel cantiere

L’episodio si è verificato intorno alle 11, durante una normale mattinata di lavoro. In base alla prima ricostruzione, Michele Squeo si trovava all’interno del cantiere quando si è sentito male all’improvviso.

I colleghi hanno richiesto l’intervento del 118. Il personale sanitario ha provato a rianimare il 59enne, ma le sue condizioni erano ormai compromesse. La morte è stata constatata sul posto.

Non sono state diffuse informazioni sulla mansione che l’operaio stesse svolgendo in quel momento, sull’impresa per la quale lavorava o sulla natura dell’intervento edilizio in corso.

Gli accertamenti a Trani

Nel cantiere di via Malcangi sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e il personale dello Spesal della Asl Bt, il servizio che si occupa della prevenzione e della sicurezza negli ambienti di lavoro.

Alle verifiche hanno preso parte la dirigente medica Francesca Mansi e le tecniche della prevenzione Annamaria Preziosa e Silvia Losciale. Gli accertamenti dovranno ricostruire le circostanze nelle quali si è verificato il malore e verificare le condizioni di sicurezza presenti nel luogo di lavoro.

Non sono emerse, finora, informazioni confermate su eventuali irregolarità. Non è stato inoltre reso noto se il cantiere sia stato sottoposto a sequestro o se siano stati disposti esami medico-legali.

L’ipotesi delle alte temperature

Tra le ipotesi considerate nelle ore successive alla morte compare anche quella di un possibile collegamento tra il malore e le temperature elevate. Si tratta, tuttavia, di una possibilità ancora priva di conferme.

Non è quindi possibile sostenere che Michele Squeo sia morto per un colpo di calore. La causa potrà essere definita soltanto dopo gli approfondimenti sanitari e gli accertamenti affidati agli organi competenti.

Sicurezza sul lavoro

La presenza dello Spesal rientra nelle procedure previste quando un decesso avviene durante l’attività lavorativa. I tecnici dovranno raccogliere gli elementi disponibili, ascoltare le persone presenti e verificare il rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza.

L’accaduto viene dunque trattato con la necessaria cautela: il malore rappresenta la prima ricostruzione, mentre restano da chiarire la causa clinica della morte e l’eventuale incidenza delle condizioni ambientali.

FAQ

Chi era Michele Squeo?

Michele Squeo era un operaio di 59 anni residente a Gravina in Puglia. Avrebbe compiuto 60 anni nell’ottobre 2026.

Dov’è morto Michele Squeo?

È morto in un cantiere edile di via Malcangi, a Trani, nella tarda mattinata del 30 luglio 2026.

Che cos’è successo nel cantiere?

Secondo la ricostruzione iniziale, l’operaio avrebbe accusato un malore improvviso mentre lavorava. I sanitari del 118 hanno tentato di rianimarlo senza riuscire a salvarlo.

Michele Squeo è morto a causa del caldo?

Non è stato accertato. Le alte temperature sono state indicate soltanto come una possibile concausa del malore, ma l’origine del decesso deve ancora essere stabilita.

Quando si svolgeranno i funerali?

La data e il luogo dei funerali non sono stati ancora comunicati.