Trenta assunzioni al Senato della Repubblica, una retribuzione iniziale annua lorda indicata in 50.516 euro e cinque diversi profili professionali. Sono i numeri principali del nuovo concorso pubblico per Segretari parlamentari, pubblicato il 28 luglio 2026.
Il tempo per candidarsi non è molto: la domanda va trasmessa entro le ore 18 del 27 agosto 2026. Possono partecipare laureati con meno di 40 anni, ma chi possiede soltanto un titolo triennale deve aver ottenuto almeno 105/110.
La selezione sarà impegnativa. Sono previste un’eventuale preselezione, due prove scritte, esami orali e una prova tecnica. Tra le materie compaiono anche intelligenza artificiale e prompt engineering, riservate al profilo informatico.
I 30 posti disponibili
Il concorso non riguarda una sola area dell’Amministrazione. Le assunzioni sono state ripartite in questo modo:
- 12 documentaristi giuridici;
- 8 documentaristi economici;
- 6 tecnici informatici;
- 2 tecnici edili-strutturali;
- 2 tecnici impiantistici.
Il candidato deve scegliere un unico profilo. Non è quindi possibile presentarsi, per esempio, sia come documentarista giuridico sia come tecnico informatico.
Le graduatorie saranno cinque, una per ciascun indirizzo. Se in un settore dovessero rimanere posti scoperti, il Senato potrà destinarli ad altri profili nei quali siano presenti idonei non vincitori. Tre dei trenta posti sono riservati al personale dell’Amministrazione che possiede i requisiti previsti dal bando.
Età e requisiti
Per partecipare occorre avere la cittadinanza italiana, godere dei diritti civili e politici ed essere fisicamente idonei alle mansioni.
L’età ammessa va dai 18 ai 40 anni. Il requisito deve risultare posseduto alla data del 28 luglio 2026, giorno di pubblicazione del concorso. Il limite si considera oltrepassato alla mezzanotte del quarantesimo compleanno.
C’è poi il titolo di studio. È ammessa la laurea triennale, purché conseguita con una votazione non inferiore a 105/110 o equivalente. Il vincolo del voto non si applica, invece, a chi presenta una laurea magistrale, specialistica o del vecchio ordinamento.
Il testo non stabilisce particolari classi di laurea. In linea formale, dunque, l’accesso non è riservato esclusivamente a laureati in Giurisprudenza, Economia, Informatica o Ingegneria. Le materie d’esame, però, sono legate al profilo scelto e richiedono conoscenze piuttosto specifiche.
Chi ha studiato all’estero deve possedere il riconoscimento del proprio titolo. Nei casi previsti è possibile dichiarare di aver già presentato la richiesta all’autorità competente, riportandone la data.
Domanda e contributo
La candidatura può essere presentata soltanto attraverso la procedura telematica del Senato. Per entrare nell’area riservata servono SPID o Carta d’identità elettronica.
Dopo aver compilato i campi richiesti, occorre controllare la domanda, pagare 30 euro tramite PagoPA e completare l’invio. Il solo versamento non basta: la candidatura acquista validità con la trasmissione definitiva.
Il pagamento segna anche un punto di non ritorno. Da quel momento i dati inseriti non possono più essere corretti. Per sostituire una domanda già pagata bisogna ritirarla, compilarne un’altra e versare nuovamente il contributo. I 30 euro non vengono restituiti, neppure in caso di rinuncia.
Una volta conclusa la procedura, è necessario conservare il PDF della domanda e la ricevuta. La scadenza è fissata alle 18 del 27 agosto, non alla mezzanotte.
Preselezione con penalità
La prova preliminare non è automatica. Per ogni profilo verrà organizzata soltanto se le domande valide supereranno di quindici volte il numero dei posti disponibili.
Qualora si renda necessaria, sarà identica per tutti: 50 domande a risposta multipla in 50 minuti, dedicate alla Costituzione italiana e al Regolamento del Senato. Non verrà diffusa una banca dati dalla quale esercitarsi sui quesiti ufficiali.
Il calcolo del punteggio merita attenzione. Una risposta corretta assegna un punto; quella errata o con più opzioni selezionate comporta una sottrazione di 0,30 punti. Anche lasciare in bianco ha un costo, pari a 0,20 punti.
Il voto ottenuto serve unicamente a stabilire chi potrà affrontare gli scritti e non entrerà nel punteggio della graduatoria finale.
Saranno ammessi alla fase successiva:
- i primi 180 del profilo giuridico;
- i primi 120 del profilo economico;
- i primi 90 del profilo informatico;
- i primi 30 dell’indirizzo edile-strutturale;
- i primi 30 dell’indirizzo impiantistico.
A questi si aggiungeranno gli eventuali candidati con lo stesso punteggio dell’ultimo ammesso.
Le due prove scritte
Il concorso proseguirà con due esami scritti. Il primo durerà tre ore e potrà valere fino a 30 punti; per il secondo saranno concesse quattro ore, con un massimo di 40 punti.
Per accedere agli orali occorreranno almeno 49 punti su 70, oltre ai risultati minimi previsti nelle singole materie.
I documentaristi giuridici saranno esaminati su diritto costituzionale, diritto e procedura parlamentare e storia d’Italia dal 1848 a oggi. La seconda prova comprenderà diritto amministrativo, diritto dell’Unione europea e una materia da affrontare secondo le modalità fissate dal programma: diritto civile oppure diritto del lavoro e della previdenza sociale, anche negli aspetti tributari. È prevista inoltre la redazione di un abstract in inglese.
Per l’indirizzo economico, la prima prova riguarderà statistica, analisi e valutazione delle politiche pubbliche e ragioneria generale e applicata. La seconda toccherà contabilità di Stato, diritto costituzionale e politica economica oppure diritto del lavoro e previdenza sociale. Anche qui sarà richiesto un abstract in lingua inglese.
Informatica e IA
Il percorso dei tecnici informatici parte dalla progettazione di un’applicazione multiutente, comprensiva di interfaccia, infrastruttura hardware e rete.
Il programma comprende architetture informatiche, gestione dei dati, cloud, sicurezza, ingegneria del software, linguaggi di programmazione e organizzazione dei progetti. Accanto a queste discipline compaiono intelligenza artificiale e prompt engineering.
Durante la prova tecnica potrà essere chiesto di formulare istruzioni in italiano per l’utilizzo di sistemi di IA, anche con l’obiettivo di produrre codice. Il candidato, quindi, non dovrà limitarsi a conoscere la materia sul piano teorico.
Edilizia e impianti
I due posti per tecnici edili-strutturali sono rivolti a candidati preparati nella ristrutturazione di edifici civili, nella diagnostica, nel consolidamento e nel restauro. Sono incluse anche l’efficienza energetica, la sicurezza dei cantieri, la contabilità dei lavori, gli appalti pubblici e il collaudo.
Per i tecnici impiantistici, invece, le prove potranno riguardare la progettazione di impianti elettrici, telefonici, idrico-sanitari, di climatizzazione o di trasmissione dati. Restano centrali gli aspetti legati agli appalti, alla sicurezza e alla verifica delle opere.
Entrambi i profili dovranno dimostrare di saper utilizzare AutoCAD.
Orali e prove pratiche
La fase orale riprenderà le discipline già indicate per ogni indirizzo. Tutti dovranno sostenere una verifica d’inglese articolata in lettura, traduzione e conversazione.
La prova pratica cambierà in base alla posizione scelta. I documentaristi utilizzeranno Word, Excel e le banche dati parlamentari. Gli informatici affronteranno un esercizio di prompt engineering, mentre ai tecnici edili e impiantistici sarà richiesto l’uso di AutoCAD.
Ciascun esame orale o tecnico assegnerà fino a dieci punti. Per superare la fase bisognerà totalizzare almeno 56 punti, senza ottenere meno di 6/10 in una singola prova.
Calendario degli esami
Le prime indicazioni sul calendario della preselezione sono attese nella Gazzetta Ufficiale del 29 settembre 2026. In quella data potrebbe essere annunciato anche un rinvio a una comunicazione successiva.
Gli avvisi pubblicati dal Senato e quelli caricati nell’area personale avranno valore di notifica. Il giorno dell’esame bisognerà portare il documento d’identità dichiarato nella domanda e la convocazione stampata su un foglio A4.
Non sono previste prove suppletive.
Stipendio e mansioni
La tabella retributiva del Senato riporta per i Segretari parlamentari uno stipendio iniziale lordo annuo di 50.516 euro. Il bando non promette direttamente tale somma, ma stabilisce l’applicazione del trattamento economico in vigore alla data dell’assunzione.
Non si tratta, naturalmente, dell’importo netto. La cifra effettivamente ricevuta dipenderà dal prelievo fiscale, dalle detrazioni e dalla posizione personale del dipendente.
I vincitori dovranno affrontare un periodo di esperimento di un anno, durante il quale seguiranno una formazione specifica e percepiranno il trattamento economico iniziale riconosciuto al personale di ruolo. Al termine è prevista una valutazione.
La denominazione può trarre in inganno: il Segretario parlamentare non è il segretario personale di un senatore e non svolge un incarico politico. È un dipendente dell’Amministrazione, chiamato a occuparsi di attività documentali, contabili o tecniche che possono comportare ricerca, analisi e progettazione.
L’assegnazione avverrà in base alle necessità organizzative. Il Senato potrà destinare gli assunti ai propri Servizi e Uffici, anche affidando nel tempo mansioni diverse da quelle inizialmente collegate al profilo di concorso.
FAQ sul concorso Senato 2026
Quando scade la domanda?
La candidatura deve essere inviata entro le ore 18 del 27 agosto 2026.
È sufficiente una laurea triennale?
Sì, a condizione che sia stata conseguita con almeno 105/110 o con una votazione equivalente.
Il limite dei 40 anni vale per tutti?
Il bando richiede un’età compresa tra 18 e 40 anni alla data del 28 luglio 2026, secondo le modalità di calcolo indicate.
Quanto costa partecipare?
È previsto un contributo di 30 euro, da versare tramite PagoPA.
Qual è lo stipendio iniziale?
La tabella economica del Senato indica una retribuzione iniziale di 50.516 euro lordi annui. Al momento dell’assunzione sarà applicato il trattamento allora vigente.
Si può concorrere per più profili?
No. Ogni candidato deve scegliere un solo indirizzo tra i cinque disponibili.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






