Il mondo del powerchair hockey è in lutto. È morto Matteo Agheorghiesei, appena 21 anni, portiere e poi allenatore dell’ASD Avengers Padova ONLUS. Viveva a Casalserugo, nel Padovano, e per la sua squadra era molto più di un giocatore: era, come lo hanno definito i compagni, “l’unico Avengers al 200%”. La notizia della sua scomparsa ha scosso l’intero movimento, dai compagni di squadra fino alla Federazione.
Il portiere infallibile diventato allenatore
Per anni Matteo ha difeso la porta della formazione veneta, guadagnandosi sul campo la reputazione di estremo difensore affidabile, capace di trascinare i suoi con le parate nei momenti decisivi. Col tempo, alla maglia da giocatore aveva affiancato un altro ruolo: quello di allenatore della squadra, mettendo la propria esperienza al servizio dei più giovani.
Un doppio impegno che raccontava il suo legame totale con gli Avengers Padova, la società che negli anni era diventata la sua seconda famiglia. Fuori dal campo, gli amici lo ricordano anche come un appassionato del mondo nerd, tra fumetti, supereroi e quella cultura pop che lo aveva portato a sentirsi, appunto, un Avenger a tutti gli effetti.
Cos’è il powerchair hockey
Per capire chi era Matteo aiuta sapere in quale sport aveva trovato la sua dimensione. Il powerchair hockey è una disciplina sportiva praticata da atleti con disabilità motorie, che giocano a bordo di carrozzine elettroniche muovendo la palla con una stecca o con un dispositivo applicato alla carrozzina stessa.
Non un semplice adattamento, ma uno sport vero, fatto di tattica, ruoli, campionati e spirito di squadra fortissimo. Un mondo in cui il talento e la passione contano esattamente come in qualsiasi altra disciplina, e in cui Matteo, tra i pali e poi in panchina, aveva lasciato un segno profondo.
Il cordoglio della società e della Federazione
A dare l’annuncio è stata la stessa società padovana, con un messaggio carico di dolore affidato ai propri canali social. I compagni lo hanno ricordato per quello che era stato: il loro Avenger, il portiere infallibile diventato allenatore, un ragazzo che aveva dato tutto se stesso alla squadra. “Ci ha lasciati”, hanno scritto, stringendosi in un abbraccio attorno alla famiglia Agheorghiesei.
Al cordoglio si è unita l’intera comunità dell’hockey italiano, che in queste ore ha voluto ricordare un giovane atleta capace di incarnare i valori più belli dello sport: la dedizione, l’appartenenza, la gioia di stare in campo. A 21 anni, Matteo lascia un vuoto enorme in chi ha condiviso con lui allenamenti, partite e sogni.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






