Cento alla maturità e sette in condotta. Bastano questi due numeri, apparentemente in contraddizione, a raccontare il carattere di Lodovico Benvenuti, il giovane talento milanese di cui si sta parlando in questi giorni dopo l’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Diplomato al liceo classico Parini di Milano, laureato a Cambridge e approdato nella Silicon Valley, Benvenuti è oggi il fondatore di Trellis, una startup di intelligenza artificiale. La storia di un ragazzo che ha trasformato una promessa scolastica in un’avventura imprenditoriale internazionale.
Dal liceo Parini a Cambridge
Il punto di partenza è uno dei licei più prestigiosi e severi d’Italia: il classico Parini di Milano. È lì che Benvenuti si diploma con il massimo dei voti, cento alla maturità, accompagnato però da un sette in condotta che la dice lunga su un’indole vivace, poco incline a rientrare negli schemi. Un dettaglio che lui stesso ha voluto ricordare, quasi come cifra distintiva del proprio percorso.
Dopo il diploma, la scelta di guardare oltre i confini nazionali. Benvenuti ha proseguito gli studi a Cambridge, una delle università più prestigiose al mondo, dedicandosi — stando a quanto raccontato — allo studio della filosofia. Un percorso umanistico che può sorprendere, considerando dove lo avrebbe poi portato la sua carriera, ma che testimonia una formazione ampia e non convenzionale.
L’approdo nella Silicon Valley e la nascita di Trellis
Dalla filosofia di Cambridge alla tecnologia della California il passo, nel suo caso, è stato breve. Benvenuti è approdato nella Silicon Valley, il cuore mondiale dell’innovazione tecnologica, dove ha dato vita al suo progetto imprenditoriale.
Oggi è il fondatore di Trellis, una società di intelligenza artificiale che sviluppa agenti AI capaci di gestire in autonomia le operazioni delle attività di affitti brevi. In un settore, quello degli short-term rental, in piena espansione, la startup punta a mettere l’automazione al servizio di chi gestisce case vacanza e locazioni turistiche, occupandosi dei processi operativi al posto dell’operatore umano. Un’idea che colloca il giovane imprenditore milanese al centro di uno dei filoni più caldi dell’innovazione contemporanea, quello degli agenti basati sull’intelligenza artificiale.
Una storia di talento italiano all’estero
La vicenda di Lodovico Benvenuti si inserisce in un racconto ormai ricorrente: quello dei giovani italiani di talento che scelgono di formarsi e affermarsi all’estero, tra le università d’élite anglosassoni e gli ecosistemi imprenditoriali statunitensi. Un percorso che parte dai banchi di un liceo milanese e arriva fino alle porte del più competitivo mercato tecnologico del pianeta.
La sua storia, rilanciata dalle cronache milanesi, è diventata in questi giorni un piccolo caso, simbolo tanto delle opportunità offerte a chi ha ambizione e mezzi per inseguirle, quanto del cosiddetto “cervello in fuga” che dall’Italia trova altrove il terreno per crescere. Per Benvenuti, intanto, la sfida è tutta nel presente: costruire, dalla California, un’azienda capace di ritagliarsi uno spazio nel mondo affollato e in rapidissima evoluzione dell’intelligenza artificiale.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






