Il mondo della cucina torinese saluta Rita Ciacci, storica ristoratrice e moglie di Catullo Ciacci, fondatore del ristorante pizzeria Catullo di corso Moncalieri 176, sulle rive del Po.
Per decenni Rita e il marito hanno accolto migliaia di clienti: torinesi comuni, imprenditori, politici, personaggi dello spettacolo e volti del calcio. Il loro locale era diventato uno di quegli indirizzi conosciuti da tutti, non solo per il cibo ma per l’atmosfera. Una casa aperta, ma con regole precise. Le sue.
Catullo Ciacci, ex ciclista, aveva aperto il ristorante dopo aver lasciato la bicicletta. Accanto a lui c’era Rita, presenza forte, diretta, ironica. Dopo la morte del marito, avvenuta nel 1996, il suo nome è rimasto legato a quella storia familiare e imprenditoriale che ha attraversato una parte importante della ristorazione torinese.
Dal Catullo al Ri-Ciacci
Negli ultimi anni Rita Ciacci era stata protagonista anche del ristorante Ri-Ciacci, in strada Mongreno 50.
A ricordarla sui social è stato Vito Gioia, di Federeventi Piemonte, con parole che restituiscono bene il suo carattere. Rita, ha scritto, sapeva far sentire tutti a casa, ma senza dimenticare che quella era casa sua.
Il menù lo decideva giorno per giorno. Si mangiava quello che c’era. E quando la serata si allungava troppo, con il sorriso e la battuta pronta, sapeva accompagnare tutti alla porta con una frase diventata quasi un marchio: «Ma non avete una casa?».
Un modo brusco solo in apparenza. Chi la conosceva ci leggeva ironia, confidenza, personalità. Rita era così: autentica, non costruita, poco incline alle formalità inutili.
Una famiglia legata al buon cibo
La passione per la ristorazione è rimasta anche nella famiglia. I figli di Rita e Catullo hanno seguito, in forme diverse, la stessa strada.
Nel 1998 Cristian Ciacci ha aperto la gelateria che porta il suo nome, oggi con sede in corso Belgio. Un altro tassello di una storia familiare costruita attorno all’accoglienza, ai sapori e al rapporto diretto con i clienti.
Per Torino, Rita Ciacci non era soltanto una ristoratrice. Era una presenza riconoscibile. Una donna capace di tenere insieme cucina, carattere e memoria cittadina.
Rosario e funerale
Il rosario per Rita Ciacci sarà recitato giovedì alle 17.30 nella chiesa di San Giulio d’Orta, in corso Cadore.
Il funerale sarà celebrato nella stessa chiesa venerdì alle 11.
Con la sua scomparsa se ne va un pezzo della Torino dei ristoranti veri, quelli dove il nome del locale coincideva con una famiglia, una voce, una faccia dietro al bancone.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






