Ancona si è svegliata questa sera con una di quelle notizie che tolgono il fiato a un’intera città. È morto Giorgio Pavani, per tutti semplicemente “Bunny”: storico commerciante del centro, titolare del negozio di abbigliamento Layline in largo Sacramento, aveva 73 anni. Da circa un mese era ricoverato in ospedale a causa di una polmonite, che se l’è portato via.
Un volto familiare per generazioni di anconetani
Con il suo negozio, aperto da decenni nel cuore della città, Pavani era diventato molto più di un commerciante: un punto di riferimento, un volto conosciuto da generazioni di anconetani. Chi passava da largo Sacramento sapeva di trovarlo lì, con quel carattere diretto e schietto che lo aveva reso una piccola istituzione.
Il suo legame con Ancona, del resto, non si limitava alle vetrine di Layline. Nel corso della sua vita Pavani si era dedicato anche alla politica, ricoprendo il ruolo di consigliere comunale durante l’amministrazione dell’allora sindaco Fabio Sturani. Commercio e vita pubblica, per lui, erano due facce dello stesso attaccamento alla città.
Il ricordo commosso del sindaco Silvetti
Tra i primi a salutarlo è stato il sindaco Daniele Silvetti, che sui social ha affidato a poche righe tutto il proprio affetto. Nel suo messaggio, il primo cittadino ha ricordato l’ultima telefonata ricevuta da Bunny, che gli aveva fatto intuire qualcosa: un ricordo che, ha scritto, custodirà gelosamente.
Silvetti ha voluto sottolineare soprattutto il carattere dell’uomo e il rapporto personale che li legava. Ha ricordato il suo modo di parlare chiaro e disinteressato, la sua indipendenza assoluta, e lo ha ringraziato per i consigli e per le “tirate d’orecchie”, tante ma sempre autentiche e sincere.
Una tradizione che mancherà
Nel suo saluto, il sindaco ha evocato anche un piccolo rito che si ripeteva ogni anno: l’appuntamento della mattina della Vigilia di Natale, con un brindisi e l’inconfondibile pizza al formaggio. Mancheranno quella telefonata e quei vestiti con cui Bunny aveva accompagnato ogni suo nuovo inizio, ha scritto Silvetti, prima di rivolgere un abbraccio alla moglie Cristina.

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