Un romanzo che parla di seconde possibilità ha appena regalato alla sua autrice la più grande occasione della carriera. Lorenza Gentile ha vinto il Premio Bancarella 2026 con La volta giusta (Feltrinelli), aggiudicandosi la 74esima edizione del premio dei librai pontremolesi, proclamato domenica 27 luglio a Pontremoli. Dietro la scrittrice milanese, però, c’è una biografia che sembra uscita da uno dei suoi libri: librerie parigine, teatro, e un’infanzia trascorsa in un ashram nel cuore della Puglia. Scopriamola.
Chi è Lorenza Gentile: biografia e formazione
Milano, 1988. È qui che nasce Lorenza Gentile, anche se cresce a metà tra il capoluogo lombardo e Firenze. La sua formazione prende presto una piega internazionale e per nulla scontata: laurea in Arti dello Spettacolo alla Goldsmiths University di Londra, poi la scuola di Arti Drammatiche Jacques Lecoq di Parigi.
E proprio Parigi le cambia le carte in tavola. Nel 2011 vive e lavora alla Shakespeare and Company, la libreria più famosa della città, un’esperienza che anni dopo diventerà il romanzo Le piccole libertà. Non solo narrativa, comunque: scrive anche per il teatro. L’esordio nei libri è del 2014 con Teo, che le vale diversi premi e le traduzioni in Germania, Spagna e Corea.
L’infanzia nell’ashram in Valle d’Itria
Ma è un altro il capitolo che incuriosisce di più, e a raccontarlo è lei stessa. Da piccola, Lorenza Gentile ha vissuto per un anno dentro un ashram — un centro spirituale induista — sperduto nella Valle d’Itria, in Puglia, tra trulli, ulivi e terra rossa.
Come ci era finita? Con i genitori, che si erano lasciati affascinare dalla religione orientale. Un’infanzia lontana anni luce da quella di chiunque altro, che le è rimasta addosso e riaffiora nei suoi romanzi ambientati in Puglia. Da adulta, per preparare uno dei libri, è persino tornata in quell’ashram, che esiste ancora, prendendo appunti su ogni sensazione.
“La volta giusta”, il romanzo che ha vinto il Bancarella
Protagonista del libro premiato è Lucilla: trentenne, romantica, reduce da una fila di storie andate storte e in cerca di un po’ di pace. A un certo punto fa la scelta che nessuno si aspetta — pianta tutto e si trasferisce in un borgo di montagna, dove gestisce una locanda per inseguire un sogno che forse non è nemmeno il suo.
Tra parole dialettali, grane burocratiche e aspettative da onorare, quella di Lucilla diventa una storia di rinascita. Il tema è quello delle seconde possibilità, con una comunità intera che si mobilita per rimetterla in piedi. Del resto il “mollare tutto per ricominciare” è il filo rosso di quasi tutta la produzione di Gentile.
La sfida con Felicia Kingsley e la sestina finalista
Non è stata una passeggiata. La volta giusta ha vinto con 181 voti, ma alle sue spalle premeva Scandalo a Hollywood di Felicia Kingsley (Newton Compton), la regina del romance italiano, fermatasi a 150 preferenze.
Gli altri quattro finalisti: Mi chiamo Ruggine di Gianlivio Fasciano (Castelvecchi), terzo con 125 voti, poi L’Anna che verrà di Annalisa Menin (Giunti), Io che ti ho voluto così bene di Roberta Recchia (Rizzoli) e Io sono perfetto di Paolo Ruffini (La Nave di Teseo). Una sestina che, a detta degli organizzatori, andava dal romance ai temi dell’identità femminile, della memoria, della rinascita.
Un premio con una storia leggendaria
Finire nell’albo d’oro del Bancarella non è cosa da poco. Il premio nasce tra il 1952 e il 1953 a Mulazzo, e il primo a vincerlo fu nientemeno che Ernest Hemingway, con Il vecchio e il mare. Dopo di lui, nomi come Boris Pasternak e Isaac Bashevis Singer: tutti passati da Pontremoli prima di ricevere il Nobel.
C’è poi il meccanismo, che rende questo premio diverso da ogni altro. Qui non decide una giuria di critici: a votare sono circa 200 librai e bancarellai italiani, che scelgono il libro che hanno amato e venduto di più. Il premio dei librai, letteralmente. A Lorenza Gentile è andata anche la scultura del “San Giovanni di Dio”, il santo protettore di chi i libri li vende.
Domande frequenti
Chi è Lorenza Gentile?
Una scrittrice milanese nata nel 1988, autrice Feltrinelli tradotta in nove Paesi. Ha vinto il Premio Bancarella 2026 con il romanzo La volta giusta.
Perché Lorenza Gentile ha vissuto in un ashram?
Da bambina trascorse un anno in un ashram in Valle d’Itria, in Puglia, con i suoi genitori, affascinati dalla spiritualità orientale. È un’esperienza che ha influenzato la sua scrittura.
Lorenza Gentile è sposata? Ha un marito o figli?
L’autrice è molto riservata sulla propria vita privata e non ha reso pubbliche informazioni su un eventuale marito o su figli.
Quali libri ha scritto Lorenza Gentile?
Tra gli altri, Teo (2014), La felicità è una storia semplice (2017), Le piccole libertà (2021), Le cose che ci salvano (2023), Tutto il bello che ci aspetta (2024) e La volta giusta (2025).
Di cosa parla “La volta giusta”?
Racconta la storia di Lucilla, una trentenne che stravolge la propria vita trasferendosi in un borgo di montagna: un romanzo sulle seconde possibilità e la ricerca di autenticità.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






