Un’auto che esce da una laterale, un’altra che arriva nel buio della provinciale 88. Bastano pochi secondi, all’una e mezza della scorsa notte, per trasformare un rientro in tragedia. Nello scontro tra Giovinazzo e Bitonto, nel Barese, ha perso la vita Michela Di Tullio, 71 anni, di Giovinazzo. Nella stessa vettura viaggiavano un uomo e tre bambine: feriti tutti, la più piccola di appena qualche mese. In totale, un morto e sei feriti.
Lo scontro nella notte
La ricostruzione degli inquirenti, per ora provvisoria, parla di una manovra fatale. La macchina con a bordo la famiglia stava uscendo da una stradina secondaria per immettersi sulla carreggiata principale, in direzione Foggia, quando sarebbe sopraggiunta la seconda auto. L’urto è stato violentissimo. Anche i due occupanti dell’altro mezzo sono rimasti feriti.
Per la 71enne ogni tentativo di soccorso è stato vano. Quando i sanitari del 118 sono arrivati, per lei non c’era già più niente da fare.
Le condizioni delle tre bambine
È sulle più piccole che si concentra l’apprensione maggiore. Le tre bambine sono state portate all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari; gli adulti, invece, al Policlinico e al Di Venere.
I medici le tengono sotto controllo costante. La più piccola, pochi mesi di vita, è in osservazione per alcune fratture. Anche per le altre due, di 4 e 7 anni, il quadro parla di traumi e fratture che richiedono monitoraggio continuo. Accanto alla neonata, in ospedale, è ricoverato uno degli adulti feriti, rimasto con lei per assisterla.
Le indagini e il cordoglio della città
Sul posto hanno lavorato vigili del fuoco e carabinieri, impegnati nei rilievi per chiarire come le due auto siano arrivate a scontrarsi. Entrambi i mezzi sono finiti sotto sequestro, in vista degli accertamenti tecnici.
A Giovinazzo, intanto, il dolore ha un volto istituzionale oltre che umano. Il sindaco Michele Sollecito è andato di persona all’ospedale pediatrico e al Policlinico, per stare accanto ai bambini feriti e ai parenti della vittima. Sui social ha espresso la vicinanza della città alla famiglia colpita e l’auspicio che i piccoli guariscano presto e possano tornare a casa. Sul resto — cause, responsabilità, dinamica esatta — dovrà pronunciarsi l’inchiesta.

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