Erano arrivati il giorno prima, sabato. La prima vacanza estiva tutti insieme, da quando a febbraio era nata la piccola Cecilia. Una tregua dal caldo di Piacenza, il mare, i due bambini. Martina De Troia è morta domenica in una camera d’albergo di Rimini, a 36 anni, stroncata da un malore improvviso: accanto a lei il marito Francesco, il figlio di tre anni e la neonata di cinque mesi.
Quindici minuti che hanno cambiato tutto
La giornata era stata bellissima, fino a quel momento. Il bagnetto ai bambini, i preparativi per la cena verso le 19, l’attesa di scendere in sala. “Ci stavamo vestendo, lei stava bene”, ha raccontato il marito nei giorni successivi, ripetendolo come si ripetono le cose che non si riescono ad accettare.
Poi, all’improvviso, le difficoltà respiratorie. Il respiro corto, la testa che gira. Martina si è accasciata sul letto e non si è più ripresa: un’embolia e il successivo arresto cardiaco. Nel giro di un quarto d’ora, la vita di una madre di 36 anni si è fermata. Fino a quel momento non aveva accusato nulla, nessun sintomo, nessun segnale.
Secondo quanto i medici hanno spiegato alla famiglia, si è trattato di qualcosa di rarissimo, un evento che nella grande maggioranza dei casi colpisce persone molto anziane. Una fatalità senza spiegazioni, che ha reso il dolore ancora più difficile da elaborare.
Chi era Martina De Troia
Residente a Piacenza ma originaria di Lucera, nel Foggiano, Martina lasciava dietro di sé una famiglia giovanissima: il marito Francesco Pappalardo, il figlio Edoardo Maria — Dodò per tutti alla scuola d’infanzia — e Cecilia, nata appena a febbraio. Nel necrologio la ricordano anche i genitori Raffaela e Antonio, le sorelle Beatrice e Antonella con le rispettive famiglie, i suoceri Vincenzo e Concetta e il cognato Bartolo.
L’addio nella chiesa del battesimo
I funerali si sono celebrati giovedì mattina nella chiesa parrocchiale del Corpus Domini di Piacenza, con la tumulazione nel cimitero urbano. Quella stessa chiesa dove, appena un mese prima, era stata battezzata la sua bambina: un dettaglio che ha reso ancora più straziante il saluto per chi c’era.
Il dolore ha attraversato due città. A Piacenza, dove Martina aveva costruito la sua vita, e a Lucera, dove affondavano le radici della sua famiglia: lì la sua scomparsa si è aggiunta a una settimana durissima per la comunità, segnata dalla perdita di altre due persone legate alla città. Sui social, in queste ore, continuano a rincorrersi i messaggi di chi la conosceva e non riesce a farsene una ragione.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






