Fabrizio Toninelli morto a Marina di Pietrasanta: malore in acqua per il cofondatore di Zucchetti

Serena Comito

Fabrizio Toninelli morto a Marina di Pietrasanta: malore in acqua per il cofondatore di Zucchetti

Sono state alcune turiste, dalla riva, a notare quel corpo che galleggiava nella zona delle boe. Hanno chiamato i bagnini, che si sono precipitati. Ma per Fabrizio Toninelli il tempo era già scaduto. Il 73enne è morto ieri a Marina di Pietrasanta, in Versilia, per un arresto cardiaco sopraggiunto mentre faceva il bagno. E non si trattava di un villeggiante qualsiasi: lodigiano, Toninelli era stato tra i fondatori della Zucchetti Spa, uno dei nomi che hanno scritto la storia del software aziendale italiano.

Il malore in acqua e i soccorsi disperati

Tutto è accaduto davanti a Tonfano, una delle località che compongono Marina di Pietrasanta. Gli assistenti bagnanti lo hanno recuperato in acqua e hanno cominciato le manovre di rianimazione sul patino di salvataggio, senza aspettare di raggiungere la riva — come ha poi raccontato uno dei due soccorritori.

Sulla battigia, a quell’ora, c’era il solito viavai di luglio. Tra i presenti anche alcuni medici, che si sono messi a disposizione fino all’arrivo dell’ambulanza. Poi i tentativi del personale del 118, andati avanti a lungo. Inutilmente: Toninelli non ha più ripreso conoscenza, e ai sanitari è toccato constatarne la morte.

Accanto a lui, per tutto il tempo, è rimasta la moglie. Gli ha tenuto la mano fino a quando il magistrato non ha dato il nulla osta per portare via la salma dalla spiaggia.

Chi era Fabrizio Toninelli, un nome della storia dell’informatica italiana

Il 1979 è l’anno che conta, nella sua biografia professionale. È allora che Toninelli entra tra i fondatori della Zucchetti Spa, la società lodigiana che negli anni successivi sarebbe diventata un colosso del gestionale italiano, riferimento assoluto in un settore all’epoca ancora tutto da costruire.

Una carriera imprenditoriale vissuta senza esposizione mediatica, secondo uno stile molto lombardo. In Versilia possedeva una casa, e a Marina di Pietrasanta trascorreva le vacanze con la famiglia, cliente abituale degli stabilimenti della zona.

Gli accertamenti della Capitaneria

Sul posto sono arrivati gli uomini della Capitaneria di Porto di Viareggio, che hanno ascoltato i bagnini e la moglie dell’uomo. È stata lei a riferire agli inquirenti che il marito soffriva di problemi cardiaci — un dato che collima con la prima valutazione dei medici, i quali hanno ricondotto il decesso proprio a un arresto cardiaco.

Il recupero della salma è stato affidato al servizio funebre della Misericordia di Lido di Camaiore.

Un’estate difficile per le coste italiane

C’è poi il quadro d’insieme, e non è confortante. Quasi in contemporanea alla tragedia versiliese si è verificato un altro annegamento a Castiglione della Pescaia; nei giorni scorsi episodi analoghi avevano colpito la Maremma e Marina di Carrara.

Il filo che unisce questi casi è quasi sempre lo stesso: malori improvvisi in acqua, spesso su patologie già note. Restano tra le prime cause di morte sulle spiagge italiane nei mesi di punta della stagione.