Se n’è andato alla Clinica La Maddalena, dove era ricoverato da una settimana. Carmelo Scoma aveva 95 anni ed era una delle ultime memorie viventi della Democrazia Cristiana siciliana: sindaco di Palermo dal 1976 al 1978, fondatore dell’ANCI Sicilia, un uomo partito dalla Prizzi contadina e arrivato fino a Palazzo delle Aquile.
Da Prizzi al sindacato: gli esordi
Nato a Prizzi, nell’entroterra palermitano, si iscrive alla Democrazia Cristiana nel 1953, giovanissimo. Poi il trasferimento nel capoluogo, l’assunzione all’ESA — l’Ente di sviluppo agricolo — e da lì l’avvio dell’attività sindacale nelle file della CISL.
La sua collocazione politica matura in quegli stessi anni, e non è casuale: milita in “Forze Nuove“, la corrente democristiana di sinistra guidata dall’ex ministro del Lavoro Carlo Donat-Cattin. Un’appartenenza coerente con le origini sindacali e con l’idea di partito che si porterà dietro per tutta la carriera.
Il sindaco di una stagione complessa
A Sala delle Lapidi arriva nel 1970, eletto per la prima volta consigliere comunale. Il salto lo compie sei anni più tardi: il 9 gennaio 1976, a 45 anni, diventa sindaco di Palermo con lo Scudo Crociato, nelle fila della corrente Nicoletti.
Non sono anni facili per la città, e il suo mandato ne porta il segno. Escono prima i repubblicani dall’esecutivo, poi i socialisti; per approvare il bilancio Scoma tiene in piedi una giunta interamente democristiana, reggendo l’amministrazione in una fase politicamente convulsa. Lascerà la carica il 28 ottobre 1978.
La fondazione dell’ANCI Sicilia
Ed è proprio quel 28 ottobre, il giorno dell’addio a Palazzo delle Aquile, che nasce quello che resterà il suo lascito più solido: l’ANCI Sicilia, la versione regionale dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani.
Un’intuizione, più che un atto formale. Da allora quella struttura ha dato voce e organizzazione al sistema delle autonomie locali dell’isola, restando fino a oggi il punto di riferimento per centinaia di amministrazioni siciliane. Un contributo che gli è stato riconosciuto anche fuori dal suo campo politico.
Il cordoglio del sindaco Lagalla
Il Comune lo ha ricordato con una nota del sindaco Roberto Lagalla, che parla di un uomo capace di dedicare una parte significativa della vita al servizio delle istituzioni e della città. Nel corso della sua lunga esperienza — scrive il primo cittadino — Scoma ha ricoperto incarichi importanti fino a guidare il Comune in una fase complessa della storia cittadina, distinguendosi per l’impegno istituzionale e per il contributo alla crescita del sistema delle autonomie locali, a partire dalla nascita dell’ANCI Sicilia.
Alla famiglia Lagalla ha rivolto la vicinanza dell’amministrazione e dell’intera città, con un pensiero particolare per il figlio Francesco, che a suo dire ha raccolto il testimone dell’impegno pubblico paterno.
Il figlio Francesco e l’eredità politica
Testimone raccolto per davvero, del resto. Francesco Scoma ha alle spalle cinque legislature consecutive all’Assemblea regionale siciliana, il ruolo di vicesindaco di Palermo tra il 2009 e il 2010, poi Senato e Camera. Oggi presiede AMG Energia SpA.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






