Matteo Lepore, chi è il sindaco di Bologna: età, moglie, figli, carriera, ricandidatura nel 2027 e polemiche dopo la morte di Fakir

Daniela Devecchi

Matteo Lepore, chi è il sindaco di Bologna: età, moglie, figli, carriera, ricandidatura nel 2027 e polemiche dopo la morte di Fakir

Dieci anni da assessore, poi la vittoria al primo turno e l’ingresso a Palazzo d’Accursio da sindaco. Il percorso politico di Matteo Lepore si è svolto quasi interamente a Bologna, la città dove è nato, ha studiato e ha cominciato a militare quando aveva appena 19 anni.

Oggi il primo cittadino affronta la parte conclusiva del mandato con diversi dossier ancora aperti. Ci sono i lavori per il tram, il nuovo assetto di Bologna Città 30, la messa in sicurezza della Garisenda e il problema degli affitti. Sullo sfondo, le comunali del 2027: Lepore ha già detto che si ricandiderà.

A luglio 2026 il suo nome è tornato sulle cronache nazionali per la posizione assunta dopo la morte di Abderrahim Fakir, avvenuta durante un intervento della polizia al Pilastro. Alla richiesta di chiarire le circostanze del decesso sono seguiti il presidio in piazza Nettuno, gli scontri in piazza Roosevelt e un duro confronto con il centrodestra e alcuni sindacati di polizia.

Età e origini

Matteo Lepore è nato a Bologna il 10 ottobre 1980. Ha 45 anni e compirà 46 anni il prossimo ottobre. È cresciuto al Savena, quartiere della zona sudorientale della città nel quale è iniziata anche la sua esperienza politica.

Nel 1999 si è diplomato al liceo classico Luigi Galvani. Ha poi frequentato l’Università di Bologna, conseguendo la laurea in Scienze politiche.

Per un periodo ha vissuto a Bruxelles, dove ha lavorato presso l’ufficio della Regione Emilia-Romagna. Tornato a Bologna, tra il 2008 e il 2011 ha diretto l’area di Legacoop dedicata allo sviluppo territoriale, all’innovazione e all’internazionalizzazione. Nel 2010 partecipò al gruppo tecnico che preparò la presenza bolognese all’Expo di Shanghai.

Dagli esordi al Comune

Lepore entra nei Democratici di Sinistra nel 1999, lo stesso anno del diploma. Nel 2007, con la nascita del Partito Democratico, aderisce alla nuova formazione.

La prima attività sul territorio si concentra proprio al Savena. Il salto in Comune arriva nel 2011: eletto consigliere, viene chiamato nella giunta di Virginio Merola. Resterà assessore per entrambi i mandati del sindaco.

In quei dieci anni gli vengono affidati, in tempi diversi, cultura, turismo, sport, patrimonio, lavoro, innovazione, relazioni internazionali e servizi demografici. Si occupa anche di immaginazione civica, il progetto con cui l’amministrazione prova a coinvolgere associazioni e residenti nelle trasformazioni dei quartieri.

La permanenza in giunta gli permette di costruire un profilo amministrativo molto riconoscibile. Quando Merola arriva alla fine del secondo mandato, Lepore è già tra i nomi più forti del centrosinistra bolognese.

Sindaco dal 2021

La candidatura passa prima dalle primarie. Nel giugno 2021 Lepore affronta Isabella Conti, all’epoca sindaca di San Lazzaro di Savena, e vince con circa il 59,6% delle preferenze.

Le comunali si tengono il 3 e il 4 ottobre. Lepore ottiene il 61,9% dei voti e chiude la sfida al primo turno. Fabio Battistini, sostenuto dal centrodestra, raccoglie il 29,64%. L’affluenza è del 51,16%.

Il risultato del candidato progressista è il più alto registrato a Bologna, per un’elezione comunale, dall’introduzione della scelta diretta del sindaco. La coalizione riunisce PD, Movimento 5 Stelle, sinistra, ambientalisti e liste civiche.

La proclamazione avviene l’11 ottobre 2021. Lepore assume nello stesso momento la guida del capoluogo e quella della Città metropolitana di Bologna.

Incarichi nazionali ed europei

Oltre alle due cariche locali, Lepore coordina i sindaci delle Città metropolitane all’interno dell’ANCI.

Dal 23 settembre 2024 è anche membro del Comitato europeo delle Regioni.

Nel 2025 gli è stata affidata la relazione per un parere sull’adattamento delle città europee ai cambiamenti climatici. Un incarico legato a problemi molto concreti per i centri urbani: ondate di calore, alluvioni, fragilità delle infrastrutture e gestione degli spazi pubblici.

Margherita Toma e i figli

La moglie di Matteo Lepore è Margherita Toma, nata nel 1983. Ha studiato Antropologia culturale all’Università di Bologna e ha conseguito un master all’Università del Sussex, nel Regno Unito.

La sua attività professionale si è sviluppata tra servizi sociali, accoglienza e progetti rivolti alle donne vittime di violenza. Non ricopre ruoli politici.

Lepore e Toma si sono sposati il 14 maggio 2022 nella Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio. Il rito civile è arrivato dopo una relazione già lunga e la nascita dei loro due bambini.

La primogenita, Irma, è nata il 22 settembre 2017. Il nome richiama Irma Bandiera, la partigiana bolognese uccisa nel 1944. Orlando, il secondogenito, è nato il 18 dicembre 2020.

La famiglia compare di rado nella comunicazione istituzionale del sindaco. Sul suo profilo Instagram, tuttavia, Lepore si descrive come un “papà in politica”. Tra gli interessi personali che ha reso pubblici figurano il basket, i Radiohead, Italo Calvino e Ulisse.

Bologna Città 30

Poche decisioni della sua amministrazione hanno provocato discussioni quanto Bologna Città 30. Il progetto ha introdotto il limite di 30 chilometri orari in numerose strade, mantenendo velocità differenti sugli assi principali.

Le contestazioni non sono arrivate soltanto dall’opposizione. Automobilisti, comitati e alcune categorie economiche hanno criticato multe, segnaletica e organizzazione della viabilità. Il Comune ha risposto richiamando i dati sulla sicurezza stradale e la necessità di proteggere pedoni e ciclisti.

Nel gennaio 2026 il TAR ha annullato l’impianto originario del provvedimento. La giunta non ha abbandonato il progetto: lo ha riformulato attraverso 22 ordinanze, ciascuna riferita a strade determinate.

La nuova fase è cominciata il 20 aprile 2026. Il piano interessa un centinaio di punti della città e affianca ai limiti interventi fisici: marciapiedi più larghi, rallentatori, aree pedonali vicino alle scuole e sistemazioni del verde. Per Lepore la velocità ridotta resta una scelta di sicurezza. I suoi avversari, invece, la considerano uno dei simboli delle difficoltà quotidiane incontrate da chi si sposta in auto.

Il tram e i disagi

La realizzazione delle linee tranviarie è l’opera sulla quale il sindaco ha investito maggiormente. Il nuovo sistema dovrebbe modificare in profondità il trasporto pubblico bolognese, ma prima di arrivare al risultato la città deve fare i conti con cantieri estesi, deviazioni e cambiamenti continui della circolazione.

Residenti e commercianti hanno segnalato problemi di accesso, riduzione dei parcheggi e difficoltà per le attività situate lungo i tracciati. Le proteste sono diventate un tema politico e hanno pesato sul giudizio espresso nei confronti della giunta.

Lepore ha indicato il 2027 come anno della piena entrata in funzione del tram. Ha legato apertamente la propria ricandidatura alla conclusione dei lavori: il progetto, una volta terminato, dovrà dimostrare se i sacrifici sopportati durante la costruzione avranno prodotto un miglioramento effettivo della mobilità.

L’emergenza Garisenda

La crisi della Torre Garisenda non faceva parte del programma elettorale. I segnali di instabilità emersi nell’autunno 2023 hanno obbligato il Comune a intervenire rapidamente, modificando la viabilità nell’area delle Due Torri e avviando un piano straordinario.

La messa in sicurezza richiede verifiche continue e soluzioni tecniche particolarmente complesse. La torre, già nota per la forte inclinazione, sorge in uno dei luoghi più frequentati di Bologna. Ogni intervento deve quindi tenere insieme tutela del monumento, sicurezza e organizzazione del centro storico.

Per l’amministrazione è diventata una delle operazioni più delicate dell’intera legislatura, anche per i costi e i tempi necessari.

Casa e studenti

A Bologna trovare un alloggio a un prezzo sostenibile è diventato difficile. L’elevato numero di studenti fuori sede si somma alla diffusione degli affitti brevi, alla scarsa disponibilità di abitazioni e alla crescita dei canoni.

Nel luglio 2026 il Comune e l’Università hanno annunciato un fondo da un milione di euro ogni anno. Le risorse sono destinate agli studenti e potranno essere utilizzate per sostenere le spese relative all’abitazione, ai trasporti e al diritto allo studio.

L’iniziativa rientra nel programma “Bologna ti sostiene”. Non risolve, da sola, la carenza di alloggi, ma introduce un aiuto economico per chi rischia di dover rinunciare agli studi o di allontanarsi dalla città a causa dei costi.

Gradimento al 51%

I lavori pubblici hanno inciso sul consenso. Nel Governance Poll 2026 Lepore è sceso al 64º posto tra i sindaci italiani, con un indice di gradimento pari al 51%.

Il sindaco perde 2,5 punti rispetto alla rilevazione dell’anno precedente. Il distacco dalla percentuale ottenuta alle comunali del 2021 è di 10,9 punti.

Lepore ha riconosciuto le difficoltà e attribuito parte del calo ai numerosi cantieri aperti nello stesso periodo. Il 51%, in ogni caso, non è un’intenzione di voto: il sondaggio misura il giudizio sul lavoro degli amministratori in carica.

Ricandidatura nel 2027

La decisione è già stata presa: Matteo Lepore correrà per un secondo mandato. Lo ha annunciato nel novembre 2025, indicando nel completamento del tram uno degli elementi decisivi per la prossima campagna elettorale.

Il centrosinistra sembra intenzionato a sostenerlo senza ricorrere a una nuova competizione interna. Più incerta la situazione nel centrodestra. Forza Italia ha avanzato il nome di Valentina Castaldini, la Lega chiede le primarie e Fratelli d’Italia non esclude un candidato proveniente dalla società civile.

La partita si giocherà sul giudizio dato dai bolognesi alle trasformazioni avviate in questi anni. Mobilità, sicurezza, casa e vivibilità dei quartieri saranno i temi principali. Molto dipenderà anche dallo stato dei lavori quando si aprirà ufficialmente la campagna elettorale.

La morte di Fakir

Il 19 luglio 2026 Abderrahim Fakir, 42 anni e di origine marocchina, è morto durante un intervento della polizia nel quartiere Pilastro.

In un video diffuso sui social l’uomo appare bloccato a terra e dice di non riuscire a respirare. La Procura ha aperto un’indagine per ricostruire ciò che è avvenuto e ha acquisito i filmati disponibili, comprese le registrazioni delle bodycam.

Gli accertamenti sono ancora in corso. Cause del decesso e responsabilità non possono dunque essere considerate definite.

Lepore ha chiesto che sull’episodio fosse fatta chiarezza e il 20 luglio ha promosso un presidio in piazza Nettuno. Migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione, conclusa senza incidenti.

La situazione è cambiata in seguito, quando un altro gruppo ha raggiunto piazza Roosevelt. Lì si sono verificati lanci di oggetti, incendi, danneggiamenti e scontri con le forze dell’ordine. Le cifre sugli agenti feriti sono state aggiornate più volte e oscillano, secondo le diverse ricostruzioni, tra 56 e circa 70.

Il giorno successivo il sindaco ha distinto i due momenti. Ha parlato di “due piazze”: la prima, pacifica e vicina alla famiglia di Fakir; la seconda segnata dalle violenze, che secondo lui non rappresenta la città. Ha inoltre affermato che pretendere verità sulla morte di un uomo non significa delegittimare la polizia.

La posizione ha provocato la reazione di Matteo Salvini, della Lega e di alcuni sindacati delle forze dell’ordine. A Lepore è stato contestato di avere contribuito a creare un clima ostile verso gli agenti. Il sindaco ha respinto l’accusa e condannato gli scontri.

Lepore non risulta indagato. Il suo ruolo nella vicenda è politico e istituzionale, non giudiziario.

FAQ su Matteo Lepore

Quanti anni ha Matteo Lepore?
È nato il 10 ottobre 1980. Nel luglio 2026 ha 45 anni.

Dove è nato?
È nato a Bologna ed è cresciuto nel quartiere Savena.

Chi è sua moglie?
È sposato con Margherita Toma, antropologa con esperienze professionali nel sociale e nell’accoglienza.

Quanti figli ha?
Ha due figli.

Da quando è sindaco di Bologna?
È stato proclamato sindaco l’11 ottobre 2021, dopo la vittoria al primo turno con il 61,9%.

Matteo Lepore si ricandida?
Sì. Ha confermato la candidatura per un secondo mandato alle elezioni comunali del 2027.

È indagato per la morte di Abderrahim Fakir?
No. Non risulta indagato. La Procura sta accertando le circostanze nelle quali è morto Fakir durante l’intervento della polizia.