È morto all’età di 68 anni il dottor Silvestro Volpe, medico ematologo e figura di primo piano dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino. La scomparsa è avvenuta improvvisamente ieri, lunedì 20 luglio 2026 nella sua abitazione di Montella. Il mondo irpino, dove il professionista lavorava da molti anni, ha colpito profondamente il mondo irpino.
Ma chi era il dottor Volpe? L’uomo, ricordato come un vero professionista, era direttore dell’Unità operativa complessa di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale e del Dipartimento Onco-Ematologico del Moscati.
La morte di Silvestro Volpe
Il medico si è spento a Montella, paese nel quale viveva e al quale era profondamente legato. La morte viene indicata come improvvisa, ma non è stata comunicata una causa clinica precisa.
La notizia ha iniziato a circolare nella serata di lunedì, raggiungendo rapidamente colleghi, pazienti e personale dell’ospedale avellinese. Volpe era ancora in servizio e ricopriva due incarichi di particolare responsabilità.
Il direttore generale del Moscati, Germano Perito, ne ha ricordato la preparazione professionale, il rigore, l’equilibrio e il forte senso del dovere.
Funerali oggi a Montella
Le esequie si svolgeranno martedì 21 luglio 2026, alle ore 18, nella chiesa di San Giuseppe a Montella.
A darne l’annuncio sono la moglie Giovanna Alfieri, il padre Felice, la madre Filomena Carbone, i fratelli Ernesto, Ettore, Carlo e Sergio, le cognate, gli zii, i suoceri e i nipoti.
La chiesa scelta per l’ultimo saluto occupava un posto importante nella vita di Volpe. Il medico apparteneva infatti all’Arciconfraternita di San Giuseppe Patriarca dal 1982. Un impegno iniziato quando era ancora giovane e proseguito per oltre quarant’anni.
Gli incarichi al Moscati
Gran parte della carriera di Silvestro Volpe si è svolta al Moscati di Avellino. Il reparto da lui diretto segue attività delicate: raccolta e lavorazione degli emocomponenti, compatibilità del sangue, sicurezza delle trasfusioni, diagnosi e trattamento di diverse patologie ematologiche.
In passato aveva guidato anche il Dipartimento Interaziendale di Medicina Trasfusionale Campania Nord, con competenza sulle province di Avellino, Benevento e Caserta. Un incarico che gli aveva affidato il coordinamento di servizi distribuiti su un territorio molto ampio.
Al lavoro organizzativo affiancava quello medico e scientifico.
Laurea e specializzazione
Volpe si era laureato in Medicina e Chirurgia nel 1983, presso la Prima Facoltà dell’Università di Napoli. Risultava iscritto all’Ordine dei Medici di Avellino.
Subito dopo aveva proseguito gli studi all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
Il progetto sul plasma Covid
Nel 2020 il reparto diretto da Volpe ebbe un ruolo importante durante la prima fase della pandemia. Il Moscati fu la prima struttura sanitaria della Campania a raccogliere plasma da persone guarite dal Covid-19, formando una scorta di plasma iperimmune.
Il programma guardava soprattutto ai guariti dell’area di Ariano Irpino, uno dei territori più colpiti nei primi mesi dell’emergenza sanitaria. Le sacche raccolte venivano sottoposte agli accertamenti previsti prima dell’impiego.
Il progetto, autorizzato dal Comitato etico, comprendeva una collaborazione con il Policlinico San Matteo di Pavia per misurare la presenza degli anticorpi neutralizzanti. Volpe lavorava alla creazione di una banca di plasma che potesse sostenere i protocolli terapeutici adottati in quel periodo.
Le pubblicazioni scientifiche
Nel curriculum del medico figurano 26 pubblicazioni. Gli studi riguardano soprattutto l’ematologia, la medicina trasfusionale, l’oncologia, il trapianto di cellule staminali e la citometria.
Una parte delle ricerche affrontava anche l’azione dei polifenoli del vino rosso sulle cellule del sangue e i relativi meccanismi antiossidanti. In alcuni lavori compare fra gli autori Giovanna Alfieri, moglie di Volpe e professionista del Dipartimento Onco-Ematologico.
Una famiglia di ematologi
Quello di Silvestro non è l’unico nome della famiglia Volpe legato alla medicina avellinese. Lo zio Ettore Volpe aveva fondato e diretto lo storico reparto di Ematologia del Moscati. È morto nel 2022 dopo aver contratto il Covid.
Anche il cugino Antonio Volpe, figlio di Ettore, lavorava come ematologo nello stesso ospedale. La sua morte risale al 2025, quando aveva 59 anni.
L’attività culturale a Montella
La professione medica rappresentava soltanto una parte della vita pubblica di Silvestro Volpe. A Montella collaborava con la rivista “Il Monte”, periodico dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, e curava il bollettino del Santuario del Santissimo Salvatore.
Scriveva di storia locale, chiese, confraternite e tradizioni religiose. Si era occupato anche della Via Crucis vivente del paese. Era un’attività portata avanti con continuità, lontano dalle corsie ma ugualmente legata alla memoria della comunità montellese.
FAQ
Quanti anni aveva Silvestro Volpe?
Il medico aveva 68 anni.
Quando è morto?
Silvestro Volpe è morto improvvisamente lunedì 20 luglio 2026.
Qual è la causa della morte?
La causa precisa non è stata resa pubblica. Non risultano confermate informazioni su malattie o specifici eventi clinici.
Quali incarichi ricopriva?
Dirigeva l’UOC di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale e il Dipartimento Onco-Ematologico del Moscati di Avellino.
Dove si svolgono i funerali?
I funerali sono in programma martedì 21 luglio alle 18, nella chiesa di San Giuseppe a Montella.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






