Un batterio potrebbe cambiare la lotta alla zanzara tigre. La prima fase di una sperimentazione condotta in Italia ha ridotto dell’88% la capacità dell’insetto di produrre uova fertili destinate a superare l’inverno. Il test è stato realizzato presso il Centro ricerche ENEA Casaccia di Roma, in collaborazione con Google LLC, attraverso il progetto Debug, e con l’Università Sapienza.
Il risultato arriva mentre diversi Comuni stanno intensificando controlli e disinfestazioni. A luglio un caso di Dengue ha fatto scattare interventi urgenti a Castiglion Fiorentino, nell’Aretino. A Enna, invece, la massiccia presenza di zanzare ha portato a un piano straordinario che proseguirà fino alla fine di ottobre.
Il test ENEA
La nuova strategia prende il nome di Tecnica del maschio incompatibile. Consiste nel liberare nell’ambiente esemplari maschi di zanzara tigre che ospitano una particolare variante del batterio Wolbachia, comune negli insetti e innocuo per le persone.
Quando questi maschi si accoppiano con le femmine selvatiche, le uova prodotte risultano sterili. Non si interviene, quindi, uccidendo gli insetti adulti con sostanze chimiche: si colpisce direttamente la loro capacità riproduttiva.
I maschi liberati non costituiscono un pericolo per la popolazione, perché non pungono e si nutrono di sostanze zuccherine vegetali. Sono le femmine ad avere bisogno del sangue per portare a maturazione le uova.
Liberati 1,6 milioni di maschi
La sperimentazione è partita nel 2025 in un’area di 53 ettari all’interno del centro ENEA Casaccia. Tra la fine di luglio e ottobre sono stati liberati circa 1,6 milioni di maschi incompatibili.
Il monitoraggio è stato effettuato attraverso trappole per gli insetti adulti e ovitrappole, piccoli contenitori utilizzati per misurare la deposizione delle uova. I risultati sono stati confrontati sia con quelli raccolti nella stessa zona durante l’anno precedente sia con un’area controllata dalla Sapienza.
Nella zona trattata, la soglia di 100 uova per trappola è stata superata soltanto in due rilevazioni su sedici. Nell’area universitaria di confronto è accaduto dodici volte, mentre nel 2024 il centro Casaccia aveva oltrepassato quel livello in quattordici campionamenti.
Verso la conclusione della prova, la fertilità delle uova è scesa quasi a zero. Il dato più rilevante riguarda quelle capaci di resistere al freddo e schiudersi nella stagione successiva: la loro produzione è diminuita dell’88%.
La prova continua nel 2026
Il progetto non si è concluso. Nel 2026 i rilasci sono stati anticipati per intervenire fin dall’inizio della stagione riproduttiva, aumentando anche il numero di esemplari impiegati.
Il metodo potrà essere affiancato alla rimozione dei ristagni e ai trattamenti contro le larve. La sperimentazione, però, resta circoscritta: non significa che le zanzare tigre siano diminuite dell’88% in tutta Italia. Quella percentuale misura l’effetto ottenuto sulle uova fertili nell’area sottoposta al test.
Zanzara tigre in Italia
L’Aedes albopictus è ormai stabilmente insediata in tutte le aree amministrative italiane monitorate. Si riconosce dal corpo nero, dalle bande bianche sulle zampe e dalla striscia chiara longitudinale sul dorso.
Punge soprattutto durante il giorno e all’aperto, anche se può entrare nelle abitazioni e restare attiva dopo il tramonto in presenza di luce. Il suo raggio di volo è generalmente limitato a circa 200 metri. Molti focolai, dunque, nascono vicino alle case.
Le larve si sviluppano in quantità minime d’acqua: un sottovaso, un secchio dimenticato in giardino, un tombino o un annaffiatoio possono essere sufficienti. Con temperature medie intorno ai 25 gradi, l’intero ciclo può completarsi in poco più di una settimana.
I casi di Dengue
Dal 1° gennaio al 30 giugno 2026 sono stati confermati in Italia 169 casi di Dengue, tutti collegati a viaggi all’estero e senza decessi. Nello stesso periodo sono stati registrati 13 casi di Chikungunya e tre di Zika, anch’essi importati.
L’11 luglio un’infezione da Dengue è stata notificata a Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo. Il paziente aveva soggiornato in un’abitazione di via Madonna del Rivaio e frequentato il centro sportivo Villaggio del Giovane.
Il Comune ha disposto trattamenti adulticidi e larvicidi, controlli nelle proprietà private ed eliminazione dei possibili focolai. Non è stato precisato se la persona abbia contratto il virus in Italia oppure durante un viaggio. La disinfestazione viene avviata anche davanti a un caso importato, così da evitare che una zanzara locale punga il paziente e trasmetta successivamente l’infezione.
A Reggio Emilia, invece, gli interventi straordinari iniziati il 15 luglio sono stati sospesi il giorno seguente: gli esami hanno escluso che il caso segnalato fosse Dengue.
Disinfestazioni a Enna
Nel bacino del lago di Pergusa, a Enna, cittadini e operatori economici hanno segnalato una presenza particolarmente consistente di zanzare. Il Comune ha così varato un programma straordinario su tutto il territorio.
Sono previsti interventi contro larve e insetti adulti ogni due notti fino al 31 ottobre. L’ordinanza impone anche la pulizia di cortili e giardini, la copertura dei contenitori e il trattamento periodico di pozzetti e tombini.
Il provvedimento non è legato a un focolaio confermato di Dengue o Chikungunya, ma alla necessità di contenere l’infestazione e ridurre il rischio sanitario.
Il precedente del 2025
La sorveglianza resta elevata anche per quanto avvenuto lo scorso anno. Nel 2025 furono accertati in Italia 472 casi di Chikungunya, dei quali 384 autoctoni, cioè contratti sul territorio nazionale.
I casi di Dengue furono 223, quattro dei quali autoctoni. La presenza diffusa della zanzara tigre consente infatti una trasmissione locale quando l’insetto punge una persona infetta rientrata da un Paese nel quale il virus sta circolando.
West Nile, vettore diverso
La zanzara tigre può trasmettere Dengue, Chikungunya e Zika. Il West Nile, invece, è veicolato principalmente dalla zanzara comune del genere Culex, più attiva dal tramonto all’alba.
I casi italiani di West Nile non devono quindi essere sommati a quelli delle infezioni associate all’Aedes albopictus. Si tratta di virus sorvegliati nello stesso periodo estivo, ma con vettori e cicli di trasmissione differenti.
Come ridurre i focolai
L’azione più utile resta l’eliminazione dell’acqua stagnante. I sottovasi devono essere svuotati con regolarità, mentre bidoni e cisterne vanno chiusi. Tombini e pozzetti non svuotabili possono essere trattati con prodotti larvicidi autorizzati, rispettando dosi e tempi indicati.
È opportuno controllare anche grondaie, piscine gonfiabili, giochi lasciati all’aperto e teli nei quali può accumularsi la pioggia. Repellenti, zanzariere e indumenti coprenti aiutano invece a limitare le punture.
FAQ
Che cos’è la zanzara tigre?
È una specie invasiva chiamata scientificamente Aedes albopictus, riconoscibile per il corpo nero con strisce bianche.
Il batterio Wolbachia è pericoloso per l’uomo?
No. È un batterio presente naturalmente in numerose specie di insetti e utilizzato per rendere incompatibile l’accoppiamento tra i maschi trattati e le femmine selvatiche.
Le zanzare liberate durante il test pungono?
No. Gli esemplari rilasciati sono maschi, che si nutrono di sostanze zuccherine e non di sangue.
La sperimentazione ha eliminato l’88% delle zanzare italiane?
No. La percentuale riguarda la riduzione delle uova fertili capaci di superare l’inverno nell’area sperimentale del centro ENEA Casaccia.
La zanzara tigre trasmette il West Nile?
Il principale vettore del West Nile è la zanzara comune Culex pipiens. La zanzara tigre è invece coinvolta soprattutto nella trasmissione di Dengue, Chikungunya e Zika.
Ci sono casi autoctoni di Dengue in Italia nel 2026?
Nel bollettino riferito ai casi registrati fino al 30 giugno, tutte le 169 infezioni risultavano associate a viaggi all’estero. Per il caso notificato a luglio a Castiglion Fiorentino non è stata indicata pubblicamente l’origine del contagio.

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