Legittima difesa, la proposta della Lega dopo il caso Roggero: qualsiasi reazione non punibile anche senza proporzione, Forza Italia frena

Daniela Devecchi

Legittima difesa, la proposta della Lega dopo il caso Roggero: qualsiasi reazione non punibile anche senza proporzione, Forza Italia frena

La condanna definitiva inflitta a Mario Roggero riapre lo scontro politico sulla legittima difesa. La Lega ha depositato una proposta di legge, a prima firma del senatore Claudio Borghi, che punta a cambiare l’articolo 52 del Codice penale. Il principio introdotto sarebbe netto: davanti a un’aggressione armata in casa o in un’attività commerciale, qualsiasi reazione compiuta nell’immediatezza del fatto non sarebbe punibile, anche se il pericolo non fosse più presente e i mezzi utilizzati risultassero sproporzionati.

Il provvedimento non è ancora legge. Dovrà essere esaminato e approvato dal Parlamento, dove si annuncia un confronto acceso. I primi dubbi sono arrivati anche dalla maggioranza, con Forza Italia contraria a interventi decisi sulla spinta di un singolo caso giudiziario.

La proposta sulla legittima difesa

Il testo della Lega aggiungerebbe un nuovo comma all’articolo 52 del Codice penale. La disposizione riguarderebbe le aggressioni a mano armata avvenute all’interno del domicilio, di un esercizio commerciale o di un’attività professionale e imprenditoriale.

La reazione della persona aggredita sarebbe considerata non punibile quando compiuta nell’immediatezza del fatto, indipendentemente da tre elementi:

  • proporzionalitĂ  dei mezzi utilizzati;
  • permanenza del pericolo;
  • natura strettamente difensiva della condotta.

È questo il passaggio più rilevante. La proposta non si limita ad ampliare le tutele già previste, ma interviene sui requisiti che oggi permettono di distinguere una difesa necessaria da una reazione successiva all’aggressione.

La parola “immediatezza” assumerebbe un ruolo centrale. Non viene però indicato un intervallo preciso entro il quale la reazione possa essere considerata immediata. Sarebbe quindi necessario stabilire se la nuova disciplina possa comprendere anche un inseguimento o un’azione compiuta quando l’aggressore sta già fuggendo.

Cosa prevede la legge attuale

La legittima difesa è disciplinata dall’articolo 52 del Codice penale. La regola generale esclude la punibilità di chi agisce perché costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta. La risposta deve però essere proporzionata all’offesa.

La legge numero 36 del 2019 ha già rafforzato la cosiddetta legittima difesa domiciliare. In casa, in negozio o sul luogo di lavoro, la proporzione tra difesa e offesa viene presunta quando una persona legittimamente presente usa un’arma regolarmente detenuta o un altro mezzo idoneo per proteggere sé stessa, altre persone oppure i propri beni, purché non vi sia desistenza e rimanga un pericolo di aggressione.

La stessa riforma ha previsto una tutela per chi reagisce in condizioni di grave turbamento provocato dalla situazione di pericolo. Questo non significa, però, che ogni azione compiuta dopo una rapina sia automaticamente giustificata.

Il giudice deve ancora accertare che il pericolo fosse concreto e attuale, che la reazione fosse necessaria e che non si fosse trasformata in un comportamento offensivo autonomo.

Il caso Mario Roggero

La proposta nasce dopo la conclusione del processo a Mario Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. Il 28 aprile 2021 tre uomini entrarono nella sua attività per compiere una rapina. Dopo l’assalto, Roggero uscì dal negozio e sparò contro i rapinatori mentre tentavano di allontanarsi.

Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino morirono, mentre Alessandro Modica rimase ferito.

Nel dicembre 2023 la Corte d’Assise di Asti condannò il gioielliere a 17 anni di reclusione per omicidio volontario e tentato omicidio. La Corte d’Assise d’Appello di Torino ridusse successivamente la pena a 14 anni e 9 mesi. Il 15 luglio 2026 la Cassazione ha respinto il ricorso della difesa, rendendo definitiva la sentenza.

Secondo i giudici, al momento degli spari la rapina era terminata. I tre uomini erano usciti dalla gioielleria e stavano raggiungendo l’automobile. Roggero li aveva inseguiti ed esploso diversi colpi a distanza ravvicinata, dirigendoli verso i loro corpi.

Per le Corti non esisteva piÚ un pericolo attuale per il gioielliere, per i familiari o per le altre persone presenti. È stata esclusa anche la necessità di sparare per difendersi. La condotta è stata quindi giudicata come omicidio volontario, non come legittima difesa o semplice eccesso colposo.

La possibile scarcerazione

Claudio Borghi sostiene che, una volta approvata la proposta, Roggero potrebbe ottenere la revoca della condanna e tornare libero grazie alla retroattivitĂ  della legge penale piĂš favorevole.

Il principio richiamato dal senatore esiste: quando una nuova norma rende lecito un comportamento precedentemente punito, può produrre effetti anche sulle condanne definitive. Nel caso di Roggero, tuttavia, l’esito non può essere dato per certo.

Bisognerebbe prima verificare se l’inseguimento dei rapinatori e gli spari esplosi fuori dal negozio rientrino nella nozione di reazione posta in essere nell’immediatezza del fatto. Avrebbe rilievo anche il riferimento testuale all’aggressione avvenuta all’interno del domicilio o dell’attività commerciale.

A decidere non sarebbe la politica, ma il giudice competente sulla base della versione definitiva della norma. Prima ancora, la proposta dovrà superare l’intero esame parlamentare.

Lo stop di Forza Italia

L’iniziativa ha provocato una prima frattura nella maggioranza. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, ha invitato a evitare fughe in avanti.

Secondo Costa, una materia tanto delicata non dovrebbe essere modificata sotto l’effetto di un caso di cronaca. Le norme penali, ha osservato, devono essere scritte con equilibrio e destinate a durare. Forza Italia esaminerà il testo, ma al momento non ha assicurato il proprio sostegno.

Fratelli d’Italia non ha ancora annunciato una posizione ufficiale sulla proposta Borghi. Giorgia Meloni è però intervenuta sul caso Roggero, giudicando sproporzionata la pena e chiedendo di valutare gli effetti prodotti dalla paura, dal trauma e dall’adrenalina sulla capacità della persona aggredita di individuare il momento esatto in cui il pericolo termina.

La presidente del Consiglio ha inoltre confermato di aver chiesto al ministro della Giustizia Carlo Nordio di avviare l’istruttoria per una possibile grazia. Il potere di concederla appartiene esclusivamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La Lega ha intanto promosso una petizione in favore del gioielliere, raccogliendo, secondo il partito, oltre 120mila adesioni.

Le opposizioni attaccano

Il Movimento 5 Stelle ha bocciato la proposta. Giuseppe Conte ritiene che l’eliminazione della proporzionalità e dell’attualità del pericolo trasformerebbe la legittima difesa in un diritto alla vendetta, affidando ai privati un potere che deve restare nelle mani dello Stato.

Angelo Bonelli, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha accusato il centrodestra di alimentare la giustizia fai da te. Riccardo Magi, segretario di Più Europa, ha parlato di una possibile “licenza di uccidere”. Critiche sono arrivate anche da Azione, soprattutto per l’ipotesi avanzata da Matteo Salvini di candidare Roggero alle prossime elezioni politiche.

Il confronto non riguarda soltanto il diritto di proteggersi. Il nodo è stabilire fino a quale momento una reazione possa essere considerata difensiva e quando, invece, diventi una nuova condotta violenta.

Il Ddl Sicurezza

La proposta della Lega non deve essere confusa con il nuovo Ddl Sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri il 14 luglio 2026. Quest’ultimo non modifica direttamente i requisiti penali della legittima difesa, ma interviene sui risarcimenti.

Il testo esclude il diritto al risarcimento per chi subisce un danno mentre sta commettendo alcuni reati gravi: violenza sessuale, atti sessuali con minorenne, violenza sessuale di gruppo, furto in abitazione, furto con strappo, determinati furti con destrezza, rapina e sequestro di persona a scopo di estorsione.

La novità opererebbe anche quando la vittima dell’aggressione venisse condannata per eccesso colposo di legittima difesa. La responsabilità penale resterebbe, mentre verrebbe escluso il risarcimento civile in favore dell’autore del reato o dei suoi familiari.

Anche questo provvedimento dovrĂ  essere approvato dal Parlamento prima di entrare in vigore.

FAQ sulla legittima difesa

La nuova proposta della Lega è già legge?

No. Il provvedimento è stato depositato in Parlamento e deve ancora affrontare l’esame delle commissioni e delle Camere.

Cosa cambierebbe per chi reagisce a una rapina?

Nelle aggressioni armate in casa o in un’attività commerciale diventerebbe non punibile qualsiasi reazione immediata, anche senza proporzione dei mezzi e senza la permanenza del pericolo.

La proposta libererebbe subito Mario Roggero?

Non automaticamente. Sarebbe necessario che la norma venisse approvata e che un giudice riconoscesse la sua applicabilità alla condotta per la quale Roggero è stato condannato.

Che differenza c’è con il Ddl Sicurezza?

La proposta Borghi interviene sulla responsabilitĂ  penale e modifica la legittima difesa. Il Ddl Sicurezza riguarda invece il risarcimento civile richiesto da chi subisce un danno mentre sta commettendo determinati reati.

Oggi si può sparare contro un rapinatore in fuga?

La semplice fuga del rapinatore non rende legittimo l’uso delle armi. La disciplina vigente richiede un pericolo attuale, una reazione necessaria e un rapporto di proporzione tra difesa e offesa.