Gianni Infantino verso altri quattro anni alla FIFA: chi è il presidente, età, origini italiane, moglie, stipendio e rapporto con Trump

Daniela Devecchi

Gianni Infantino verso altri quattro anni alla FIFA: chi è il presidente, età, origini italiane, moglie, stipendio e rapporto con Trump

Da Briga, piccolo centro svizzero circondato dalle Alpi, alla guida dell’organizzazione che governa il calcio mondiale. La carriera di Gianni Infantino attraversa diritto sportivo, diplomazia e gestione delle grandi competizioni internazionali. Presidente della FIFA dal 2016, ha già annunciato la candidatura per il quadriennio 2027-2031.

La sua conferma appare molto probabile. Più di 200 federazioni, sulle 211 affiliate alla FIFA, gli avrebbero già assicurato il proprio sostegno. Un consenso ampio, maturato mentre in Europa proseguono le critiche sul rapporto con Donald Trump e sul discusso caso disciplinare che ha coinvolto Folarin Balogun durante i Mondiali 2026.

Età e origini

All’anagrafe è Giovanni Vincenzo Infantino. Nato il 23 marzo 1970 a Briga, nel Canton Vallese, ha compiuto 56 anni.

Le sue radici sono italiane. Il padre proveniva dalla Calabria, la madre dalla Lombardia. Infantino è cresciuto in Svizzera e ha conservato entrambe le cittadinanze, italiana e svizzera. Dal febbraio 2026 ne possiede una terza: quella libanese.

Il nuovo passaporto gli è stato consegnato a Beirut. La decisione è legata anche al rapporto personale costruito con il Paese della moglie, Leena Al Ashqar, e ai contatti mantenuti negli anni con le istituzioni locali.

Dall’UEFA alla FIFA

La formazione di Infantino non nasce sul campo. Ha studiato Giurisprudenza all’Università di Friburgo e ha lavorato nel settore del diritto sportivo, iniziando dal Centro internazionale di studi sullo sport di Neuchâtel.

L’ingresso nell’UEFA risale al 2000. Prima gli incarichi nell’area legale e nelle licenze per club, poi la nomina a vicesegretario generale. Nell’ottobre 2009 è diventato segretario generale dell’organizzazione europea.

In quegli anni ha seguito il fair play finanziario, l’ampliamento degli Europei a 24 nazionali e la progettazione di nuove competizioni. Era anche il volto dei sorteggi UEFA, un ruolo che gli diede una visibilità insolita per un dirigente.

La crisi esplosa durante gli ultimi anni della gestione di Sepp Blatter gli offrì l’occasione per compiere il salto definitivo. Il 26 febbraio 2016 vinse le elezioni presidenziali della FIFA al secondo turno, raccogliendo 115 voti.

Dieci anni di presidenza

Infantino è stato confermato senza avversari nel 2019 e nel 2023.

Il Mondiale maschile è passato da 32 a 48 partecipanti. Quello femminile è stato ampliato a 32 nazionali. Anche il Mondiale per club ha assunto un nuovo formato, con 32 squadre e una cadenza quadriennale.

Parallelamente sono cresciuti gli introiti dell’organizzazione e i fondi distribuiti alle federazioni. La linea politica seguita da Infantino punta soprattutto sui Paesi che in passato avevano ricevuto investimenti limitati. Questo gli ha garantito un sostegno particolarmente solido in Africa, Asia e Sudamerica.

Dal gennaio 2020 siede anche nel Comitato Olimpico Internazionale.

Candidato fino al 2031

L’annuncio è arrivato il 30 aprile 2026 al Congresso FIFA di Vancouver: Infantino intende presentarsi alle elezioni del 18 marzo 2027, previste in Marocco.

In caso di vittoria rimarrebbe presidente fino al 2031. La durata complessiva può sembrare in contrasto con il limite dei tre mandati previsto dalle regole FIFA, ma il periodo tra il 2016 e il 2019 non viene calcolato come un quadriennio pieno. Era la parte conclusiva della presidenza cominciata prima del suo arrivo.

Il termine per proporre eventuali candidati alternativi è fissato al 18 novembre 2026. Al momento non sono emersi rivali. Alcune federazioni europee non hanno formalizzato l’appoggio, ma i numeri già dichiarati lasciano poco spazio a un cambio ai vertici.

I numeri del Mondiale

I Mondiali 2026, organizzati tra Stati Uniti, Canada e Messico, sono stati i primi disputati da 48 nazionali. Il programma comprendeva 104 partite in 16 città, distribuite su quattro fusi orari.

Prima della finale erano già stati registrati oltre 6,6 milioni di ingressi, con una media superiore a 65mila spettatori per incontro. La FIFA ha indicato un’occupazione degli impianti vicina al 100%.

Le stime economiche sono altrettanto rilevanti. I ricavi dell’intero ciclo 2023-2026 potrebbero oltrepassare i 15 miliardi di dollari. Per il quadriennio successivo sono stati programmati 2,7 miliardi da destinare allo sviluppo del calcio attraverso FIFA Forward.

Infantino ha seguito personalmente 44 gare e visitato tutti gli stadi del torneo. I frequenti trasferimenti sono stati effettuati anche con un Gulfstream G650 della flotta governativa del Qatar, gestito dalla divisione charter di Qatar Airways. Le ricostruzioni parlano di quasi 60mila miglia e più di 100 ore trascorse in volo.

La scelta del jet ha aperto una discussione sugli obiettivi ambientali fissati dalla stessa FIFA.

La finale con Trump

Il 19 luglio 2026 Infantino era al New York New Jersey Stadium per la finale vinta dalla Spagna sull’Argentina per 1-0, dopo i tempi supplementari.

Al momento della premiazione è entrato in campo insieme a Donald Trump. Dagli spalti sono arrivati fischi rivolti ai due presidenti. Trump ha partecipato alla consegna della coppa ed è rimasto accanto ai calciatori spagnoli durante l’inizio dei festeggiamenti.

Il legame tra i due non è recente. Infantino aveva partecipato agli appuntamenti collegati all’insediamento di Trump nel gennaio 2025 e aveva definito pubblicamente il loro rapporto una grande amicizia. Nel dicembre dello stesso anno gli ha consegnato il primo FIFA Peace Prize.

Poche ore prima della finale, durante un incontro a New York, il presidente FIFA aveva riconosciuto all’amministrazione statunitense un ruolo nel successo organizzativo della manifestazione. Una posizione contestata da quanti ritengono eccessiva la sua vicinanza alla Casa Bianca.

Il caso Balogun

La questione più delicata è esplosa durante il torneo. Folarin Balogun, attaccante degli Stati Uniti, era stato espulso nella partita contro la Bosnia ed Erzegovina. Il cartellino rosso avrebbe dovuto impedirgli di giocare l’ottavo di finale con il Belgio.

Trump ha riferito di aver contattato Infantino per sollecitare una revisione della decisione. Poco dopo, l’organo disciplinare FIFA ha sospeso la sanzione e Balogun è tornato disponibile.

Il provvedimento ha provocato la protesta della federazione belga e una dura reazione dell’UEFA. Infantino ha escluso di essere intervenuto sull’organo giudicante.

È stato comunque presentato un esposto al Comitato Olimpico Internazionale per verificare il rispetto delle regole sulla neutralità politica. Al 20 luglio 2026 non risultano decisioni o sanzioni nei confronti di Infantino.

Stipendio e vita privata

Per il 2025 la FIFA ha indicato una retribuzione fissa di 2,6 milioni di franchi svizzeri. A questa somma si aggiungono 2,2 milioni come parte variabile e 24mila franchi di indennità. Assicurazioni, contributi e altri benefit incidono ulteriormente sul costo complessivo.

Infantino è sposato dal 2001 con Leena Al Ashqar, cittadina libanese che ha lavorato nell’ambiente calcistico del suo Paese. Hanno quattro figlie e mantengono la sfera familiare lontana dalle dichiarazioni pubbliche.

La comunicazione personale del presidente passa soprattutto da Instagram. Il suo account, seguito da circa sei milioni di utenti, raccoglie immagini di partite, riunioni FIFA e incontri con rappresentanti politici e sportivi.