Il pallone, per lui, non è mai stato un capitolo chiuso: è stato la vita intera. Pierpaolo Pucci, per tutti semplicemente il Pierpa, se n’è andato a 75 anni, lasciando un vuoto profondo nel calcio della Valle del Serchio e in tutta la provincia di Lucca. Originario di Fornaci di Barga, ex giocatore di buon livello, aveva attraversato da protagonista mezzo secolo di campi sportivi: prima con gli scarpini, poi da dirigente, fino all’ultimo incarico al Ghiviborgo.
Il calciatore eclettico, “capace di lasciare il segno”
A ricordarlo con le parole più sentite è l’AS Barga, una delle sue tante case calcistiche. Ci sono persone, scrive la società, che lasciano un segno indelebile nel calcio e nel cuore di chi le ha conosciute — e il Pierpa era una di queste. Da giocatore, anche con la maglia biancazzurra del Barga, era un calciatore eclettico, dotato di grande fantasia, di quelli che si fanno ricordare dentro e fuori dal campo.
L’amore per il pallone, prosegue il ricordo della società, lo ha accompagnato per tutta la vita, senza che si allontanasse mai davvero dal mondo del calcio. Il saluto si chiude con l’affetto di sempre: “Riposa in pace, Pierpa”.
Una vita da dirigente: dalla Lucchese al Ghiviborgo
Appesi gli scarpini al chiodo, Pucci aveva trasformato la passione in una seconda carriera. Per tanti anni ha lavorato nel settore giovanile della Lucchese, contribuendo a far crescere generazioni di ragazzi della provincia. Poi l’esperienza da dirigente al Castelnuovo, altra piazza storica della Garfagnana, e infine l’approdo al Ghiviborgo: nell’estate del 2024 la società biancorossoblù lo aveva presentato con orgoglio come dirigente accompagnatore della prima squadra e collaboratore tecnico, salutandolo come un “uomo di calcio” che aveva scelto di sposare il progetto.
Un curriculum che racconta una cosa sola: dovunque ci fosse un campo, in Media Valle e Garfagnana, prima o poi il Pierpa arrivava. E dovunque arrivasse, restava nel cuore.
Il cordoglio di un territorio
La notizia della sua scomparsa ha fatto rapidamente il giro delle società e dei gruppi sportivi della zona, con messaggi di cordoglio e ricordi che si rincorrono sui social. Il mondo del calcio dilettantistico lucchese si stringe attorno alla famiglia e ai suoi cari, nel giorno dell’addio a una figura che di quel mondo era, semplicemente, una colonna.
Perché i dirigenti come Pierpaolo Pucci non compaiono nelle formazioni e raramente nei titoli dei giornali. Ma senza di loro, la domenica, non giocherebbe nessuno.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






