Ci sono persone che i paesi se li costruiscono attorno, un’iniziativa alla volta. Roberto Carlani era una di queste. La comunità di Corciano, e in particolare quella di Ellera, piange la sua scomparsa: se n’è andato a 60 anni, dopo una malattia. Il prossimo 10 novembre ne avrebbe compiuti 61.
Una vita per la comunità: dall’Unanuova alla Misericordia di Olmo
Per raccontare chi era Carlani basta guardare cosa ha lasciato. Era stato tra i fondatori de L’Unanuova, la storica associazione per la cultura e lo sport nata a metà degli anni Ottanta a Ellera, diventata negli anni il motore della vita aggregativa del quartiere — dalle attività per i ragazzi alle feste che ancora oggi animano le strade della frazione. E la sua firma c’era anche sulla nascita della Misericordia di Olmo, l’altra creatura con cui ha contribuito alla crescita sociale del territorio.
Due realtà diverse, un’unica idea: che un paese vive se la sua gente si mette insieme. Roberto ci credeva, e per una vita intera ha trasformato quella convinzione in fatti.
“Briquette” e “Brik”: il ricordo di amici e conoscenti
Per tutti, amichevolmente, era “Briquette“, o più semplicemente “Brik“. Due nomignoli che dicono molto del rapporto che lo legava alla sua gente: confidenza, affetto, quella familiarità che si guadagna solo stando in mezzo agli altri per decenni.
Oggi lo piangono in tanti. Amici e conoscenti lo ricordano per tutto quello che ha fatto e per la generosità che non ha mai fatto mancare, mentre le associazioni — custodi di una quantità di ricordi legati a lui — si stringono nel dolore alla famiglia. A Ellera, dove ogni festa e ogni sala portano un po’ della sua impronta, la sensazione è quella di aver perso un pezzo di storia del quartiere.
Perché gli uomini come Brik non lasciano soltanto un vuoto: lasciano anche tutto quello che hanno costruito. E da quelle parti, di cose costruite da lui, ce ne sono davvero tante.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






