Comandante Alfa morto, ma chi erano gli altri quattro fondatori del GIS? La storia del reparto speciale dei Carabinieri e dei cinque militari che lo crearono

Giorgia Tedesco

Con la scomparsa del Comandante Alfa si chiude una delle pagine più significative della storia delle forze speciali italiane: ma chi sono gli altri pionieri dei GIS? Scopriamolo insieme.

La nascita del GIS negli anni del terrorismo

Questa storia ha quasi cinquant’anni fa. E’ la seconda metà degli anni Settanta e l’Italia è attraversata dal terrorismo interno, così, dal nulla quasi, emerge una soluzione. Per combattere tutto ciò, nel ’77 il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri individuò cinque militari provenienti dal 1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”: e fu proprio a loro che venne affidato il compito di costruire dalle fondamenta un reparto destinato a diventare uno dei punti di riferimento europei nel settore delle operazioni speciali.

I cinque fondatori: una storia ancora coperta dalla riservatezza

Uno degli aspetti più particolari della nascita di questo comando ha proprio a che fare con l’identità dei suoi fondatori. Li conoscete? Non potete, in realtà, questo perché, nonostante siano trascorsi quasi cinquant’anni, l’Arma dei Carabinieri non ha mai reso pubblici i nomi di tutti e cinque i militari. Ne conosciamo solo uno, dopo il Comandante, ed è quello del colonnello Enzo Fregosi, ufficiale che partecipò alla costituzione del reparto. Uomo che negli anni successivi ricoprì incarichi di grande responsabilità.

Dalla teoria alle prime operazioni

I cinque fondatori dovettero imparare a sviluppare:

  • procedure operative,
  • programmi di addestramento
  • e tecniche d’intervento ispirandosi alle migliori esperienze internazionali, adattandole però al contesto italiano.

Negli anni che seguirono, il reparto fu impiegato nelle emergenze più delicate del Paese. Molti lo ricorderanno, ma per chi non lo sapesse la prima grande prova arrivò con la rivolta nel carcere di Trani. Era il dicembre dell’80 e il GIS intervenne per contribuire alla liberazione degli ostaggi e al ripristino della sicurezza.

Una carriera costruita nell’ombra

Il Comandante Alfa ha trascorso gran parte della propria vita professionale lontano dai riflettori. Le missioni alle quali prese parte furono numerose, ma molte restano ancora oggi coperte dal riserbo imposto dalla natura delle operazioni.

Il ricordo di Enzo Fregosi

Dei cinque uomini di questa incredibile storia, l’unico la cui identità sia stata resa pubblica è Enzo Fregosi. Dopo l’attività nel reparto, continuò la sua carriera fino a diventare colonnello, anche se, purtroppo, morì il 12 novembre 2003. Enzo perse la vita nell’attentato terroristico contro la base italiana di Nassiriya, in Iraq, quando morirono diciannove italiani tra militari e civili.

L’eredità del reparto

Nel corso dei decenni il GIS si è evoluto seguendo il mutare delle minacce: oggi il reparto rappresenta una delle componenti più specializzate dell’Arma dei Carabinieri ed è impiegato in:

  • operazioni antiterrorismo,
  • liberazione di ostaggi,
  • cattura di soggetti armati ad alta pericolosità,
  • protezione di personalità
  • e interventi in scenari complessi anche fuori dai confini nazionali.

La fine di una stagione

Con la morte del Comandante Alfa scompare uno degli ultimi protagonisti della fase che portò alla nascita del GIS.