La sanità apuana perde una delle figure che l’hanno costruita. È morto a 84 anni il dottor Franco Santoli, anestesista di lunga esperienza e per anni punto di riferimento dell’Ospedale del Cuore di Monasterio, a Massa. Un uomo che quella struttura non si limitò a servirla: contribuì, in anni difficili, a salvarla e a disegnarne il futuro.
Dalla guida dell’Ospedale Pediatrico Apuano alla svolta del Cnr
Professionista stimato per competenza e rigore, Santoli fu nominato dall’allora USL 1 di Massa Carrara direttore sanitario dell’Unità Autonoma “Ospedale Pediatrico Apuano”, la struttura inaugurata nell’aprile del 1990 che rappresentava una punta di diamante nazionale per la cardiologia e la cardiochirurgia pediatrica.
Un’eccellenza, però, dalla vita travagliata: in quegli anni il futuro dell’OPA era costantemente a rischio. E qui arrivò la grande intuizione. Fu proprio Santoli, insieme al dottor Sergio Eufrate, primario di cardiochirurgia pediatrica, a battersi perché la gestione della struttura passasse al Consiglio Nazionale delle Ricerche. Con l’arrivo del CNR, sotto la guida del professor Luigi Donato, l’ospedale imboccò un nuovo cammino — quello che l’avrebbe portato a diventare l’attuale Ospedale del Cuore. E Santoli continuò a esserne un riferimento fino al pensionamento, nei primissimi anni Duemila.
Il ricordo di Monasterio: “Uno dei padri del nostro ospedale”
A tracciarne il ritratto più sentito è il direttore generale di Monasterio, Luciano Ciucci, che di Santoli ricorda l’attaccamento all’ospedale e la determinazione nell’assicurargli un futuro solido quando quel futuro era tutt’altro che scontato. Fu lui, sottolinea Ciucci, ad agevolare il passaggio al CNR, convinto che fosse la strada migliore per lo sviluppo della struttura; e sempre lui, con i suoi collaboratori, sostenne con entusiasmo l’avvio delle attività di cardiochirurgia per adulti, allora guidate dal dottor Paolo Ferrazzi. Un’altra scommessa non scontata, vinta.
Del medico, il direttore generale ricorda l’intelligenza, la capacità di iniziativa e lo spirito battagliero: uno che, quando c’era bisogno, non si tirava indietro. Il saluto della comunità dell’Ospedale del Cuore è racchiuso in una definizione che vale una carriera: realmente “uno dei padri del nostro Ospedale”. Ai familiari, la gratitudine e le condoglianze di tutta Monasterio.
Un’eredità che batte ancora
Se oggi Massa ospita uno dei centri di riferimento italiani per le malattie del cuore, lo deve anche alle battaglie silenziose di uomini come Franco Santoli: medici capaci di guardare oltre il proprio reparto e di difendere un’idea di sanità pubblica d’eccellenza, in provincia, quando pochi ci avrebbero scommesso. La sua città e il suo ospedale, oggi, lo salutano con riconoscenza.

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