Il mondo dell’acciaio perde una delle sue leggende. Bruno Bolfo, fondatore del gruppo Duferco, è morto oggi: l’annuncio è arrivato dal presidente del gruppo Antonio Gozzi, che lo ha salutato ricordandone lo stile sobrio e riservato — “se n’è andato in punta di piedi” — e stringendosi “alla sua amata moglie e ai suoi figli”. Ed è proprio sui figli che in molti si interrogano, anche perché attorno alla famiglia Duferco la confusione è facile. Mettiamo ordine.
I figli di Bolfo: una vita negli Stati Uniti, lontano dall’acciaio
Coerentemente con il riserbo assoluto che ha accompagnato tutta la vita dell’imprenditore, dei figli di Bruno Bolfo si sa pochissimo: i loro nomi non sono mai stati resi pubblici e non hanno mai avuto ruoli nel gruppo di famiglia. L’unica descrizione arriva dallo stesso Gozzi che, spiegando nel 2024 il passaggio delle quote, disse: i figli di Bruno “sono negli Stati Uniti e non si occupano dell’azienda”.
Fu proprio questa la ragione della storica uscita di scena di Bolfo: nell’aprile 2024, per “motivi anagrafici” e di continuità, il fondatore vendette il suo 50,04% al socio e nipote, chiudendo un’era. Nessuna successione dinastica diretta, dunque: una scelta lucida, da uomo che ha sempre messo l’impresa davanti a tutto.
Attenzione a non confondersi: Vittoria e Augusto sono i figli di Gozzi
Qui il chiarimento necessario. Nelle cronache su Duferco ricorrono spesso due nomi, Vittoria e Augusto, entrambi in azienda da oltre un decennio: lei nel settore dell’energia, lui alla guida della parte industriale come amministratore delegato del polo siderurgico di San Zeno, nel Bresciano. Ma sono i figli di Antonio Gozzi, il nipote di Bolfo, presidente del gruppo e di Federacciai — non del fondatore scomparso oggi. Con il passaggio di quote del 2024, Gozzi e i suoi due figli sono diventati azionisti al 100% del gruppo.
Chi era Bruno Bolfo, la leggenda riservata dell’acciaio
Ligure di Lavagna, trapiantato da decenni a Lugano, Bolfo era considerato una leggenda del commercio mondiale dell’acciaio pur restando un volto quasi sconosciuto al grande pubblico. La sua storia comincia negli anni Settanta nelle aziende siderurgiche di Stato: poi, nel 1979, lascia la sede americana della Siderexport e fonda Duferco partendo dal Brasile, con quattro dipendenti genovesi.
Da lì la scalata: la prima trading company siderurgica mondiale, impianti tra Belgio, Stati Uniti e Sud Africa, e negli ultimi anni la diversificazione in energia e shipping, con Duferco Energia insediata a Genova e un patrimonio di gruppo miliardario. “Bruno è stato una vera e propria leggenda nel mondo della siderurgia globale”, lo ha ricordato oggi Gozzi, promettendo di non tradirne mai la memoria.
Un impero costruito parlando poco e lavorando molto. E chiuso, com’era nel suo stile, in punta di piedi.
Domande frequenti
Chi sono i figli di Bruno Bolfo?
I loro nomi non sono mai stati resi pubblici: vivono negli Stati Uniti e non si sono mai occupati del gruppo Duferco, come spiegato dallo stesso Antonio Gozzi.
Vittoria e Augusto sono figli di Bruno Bolfo?
No: sono i figli di Antonio Gozzi, nipote di Bolfo e presidente di Duferco. Lavorano entrambi nel gruppo, lei nell’energia e lui nella siderurgia.
Chi guida oggi Duferco?
Antonio Gozzi con i figli Vittoria e Augusto: dal 2024, dopo la cessione delle quote di Bolfo, detengono il 100% del gruppo.
Chi era Bruno Bolfo?
L’imprenditore ligure, originario di Lavagna, che nel 1979 fondò Duferco trasformandola nella prima trading company mondiale dell’acciaio. È morto oggi.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






