Morto a 88 anni Gigi Marchese, cantante e chitarrista salernitano amico di Totò: una vita dedicata alla canzone napoletana

Daniela Devecchi

Morto a 88 anni Gigi Marchese, cantante e chitarrista salernitano amico di Totò: una vita dedicata alla canzone napoletana

È morto a 88 anni Gigi Marchese, cantante, chitarrista e studioso della musica partenopea. Salernitano, con radici familiari napoletane, aveva dedicato gran parte della sua vita al recupero dei brani meno conosciuti del repertorio classico. Nel suo percorso artistico c’era stato anche l’incontro con Totò, diventato poi un amico e un riferimento personale.

La notizia della scomparsa è stata resa pubblica oggi, 17 luglio 2026.

Chi era Gigi Marchese

Gigi Marchese era l’ottavo di undici figli. La musica era entrata presto nella sua vita, attraverso una famiglia nella quale il canto napoletano faceva parte della quotidianità. I nonni provenivano dal rione Sanità di Napoli; genitori e zii conoscevano e interpretavano le composizioni della tradizione.

Marchese crebbe ascoltando Gennaro Pasquariello, Roberto Murolo, Sergio Bruni, Giacomo Rondinella e altri nomi che avevano segnato la storia musicale partenopea. Da quelle voci ricavò il gusto per un’esecuzione misurata, fedele ai testi e lontana dagli eccessi.

Era salernitano, dunque, ma con un rapporto profondo con Napoli, la sua lingua e il suo patrimonio musicale.

Gli esordi con la chitarra

Aveva appena 14 anni quando cominciò a cantare accompagnandosi con la chitarra. Si esibiva tra la Costiera amalfitana e quella sorrentina, utilizzando i primi compensi per pagarsi gli studi artistici.

Seguì lezioni di dizione con l’attore salernitano Augusto Di Giovanni, studiò canto con Alfredo Giannini e perfezionò la chitarra con Vincenzo Quaranta. Alla preparazione musicale aggiunse quella teatrale, affidandosi a Mario Onorato.

Una formazione costruita poco alla volta, mentre continuava a lavorare davanti al pubblico.

Da Ischia a Roma

Nel 1959 arrivò l’incontro con Ugo Calise, cantante e chitarrista legato a Ischia. Calise lo invitò a esibirsi nel suo locale, ’O Rancio Fellone, e successivamente lo aiutò a entrare negli ambienti artistici romani.

Nella capitale Marchese conobbe Marcello De Martino, direttore d’orchestra della Rai, con il quale registrò alcuni brani destinati a Carosello, la popolare trasmissione televisiva presentata da Corrado.

In quegli anni cantava nei night club frequentati da attori, musicisti e personaggi dello spettacolo. Proprio durante una di quelle serate avvenne l’incontro che avrebbe ricordato più di ogni altro.

L’amicizia con Totò

Fu Corrado a far conoscere Gigi Marchese ad Antonio de Curtis. L’appuntamento si svolse alla Rupe Tarpea, noto locale romano. Totò ascoltò il giovane musicista interpretare diverse sue composizioni, non soltanto la celebre Malafemmena.

Alla fine dell’esibizione gli disse: «Tra nobili ci si intende, e tu, Marchese, lo sei dalla nascita». Prima di salutarlo gli lasciò 150 mila lire, presentando quella somma come il denaro per un caffè. All’epoca equivaleva, per Marchese, a circa un mese di lavoro.

Il rapporto con Totò non rimase circoscritto a quella serata. Negli anni Marchese partecipò a incontri, presentazioni e appuntamenti culturali dedicati alla figura di De Curtis, venendo presentato come cantante e suo amico.

Il repertorio napoletano

Dopo numerosi concerti fuori dall’Italia, alcuni dei quali tenuti a Salisburgo, Marchese tornò in Campania. Da quel momento affiancò alle esibizioni una lunga attività di ricerca.

Raccolse quasi 2.500 composizioni, comprese pagine musicali finite ai margini dei programmi più noti. Il suo archivio conteneva anche poesie, macchiette, parodie, aforismi e notizie dedicate agli autori.

Particolare attenzione fu riservata a Salvatore Di Giacomo: Marchese riuscì a riunire circa 200 delle 253 composizioni attribuite al poeta. Studiò inoltre il Natale napoletano, le poesie religiose e la produzione satirica legata a interpreti come Nino Taranto e Aldo Giuffré.

La raccolta non serviva soltanto alla conservazione. Molti testi tornavano sul palco attraverso la sua voce e la sua chitarra.

Le incisioni di Gigi Marchese

Sessanta interpretazioni di Marchese sono conservate nell’Archivio storico della canzone napoletana della Rai. Tra i brani a lui associati compaiono Serenata amara, Dimmello Margarì, ’Na bella nuvità, Barcone ’e sentimento, Carmela e Totò.

Per il modo in cui univa canto, ricerca e racconto veniva chiamato “l’ultimo menestrello della canzone napoletana”.

Dal 1997 prese parte con continuità agli appuntamenti del Salotto Tolino. Nel 2007 celebrò cinquant’anni di attività artistica; l’anno seguente si esibì a Paestum e a Pogerola di Amalfi.

Causa della morte e funerali

Non è stata comunicata la causa della morte di Gigi Marchese. Mancano, per ora, anche indicazioni sulla data precisa del decesso.

FAQ

Quanti anni aveva Gigi Marchese?

Gigi Marchese è morto a 88 anni.

Gigi Marchese era salernitano o napoletano?

Era un artista salernitano. I suoi nonni provenivano però dal rione Sanità di Napoli e tutta la sua attività fu legata alla musica partenopea.

Che rapporto aveva con Totò?

Conobbe Totò durante una serata alla Rupe Tarpea di Roma. Tra i due nacque un’amicizia ricordata più volte dallo stesso Marchese.

Quali canzoni interpretava?

Il suo repertorio comprendeva composizioni classiche e brani meno conosciuti, tra cui Serenata amara, Carmela, Dimmello Margarì e alcune opere scritte da Totò.

Come è morto Gigi Marchese?

La causa del decesso non è stata resa pubblica.

Quando si svolgeranno i funerali?

Data, orario e luogo delle esequie non sono stati ancora comunicati.