Mettiamo subito le cose in chiaro, perchĂ© il nome inganna. Il bonus casalinghe 2026 non prevede soldi sul conto. Nessun assegno mensile, nessun bonifico per chi manda avanti casa e famiglia gratis. Quello che c’è — ed è attivo anche quest’anno — è un pacchetto di strumenti di natura diversa: corsi di formazione gratuiti pagati dallo Stato, l’assicurazione INAIL per gli infortuni domestici, un fondo pensione volontario dell’INPS e, solo per chi rientra nei requisiti, l’assegno sociale. Ecco cosa spetta davvero e come fare domanda, senza illusioni.
Cos’è il bonus casalinghe: la formazione gratuita
Tutto nasce dall’articolo 22 del decreto legge 104/2020. Lì lo Stato ha stanziato 3 milioni di euro all’anno per finanziare percorsi formativi destinati a chi svolge lavoro domestico e di cura senza retribuzione. I soldi non vanno alle persone: vanno a enti pubblici e privati autorizzati, che con quei fondi organizzano corsi gratuiti. Durata massima dodici mesi, almeno 150 partecipanti ciascuno.
Cosa si impara? Competenze professionali spendibili, soprattutto digitali e informatiche, pensate per chi è rimasto a lungo lontano dal mercato del lavoro e vorrebbe rientrarci. Quasi tutto si svolge online, tra attività settimanali, webinar e tutoraggio.
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A chi spetta: i requisiti
La platea è precisa: donne e uomini tra i 18 e i 67 anni che si occupano della casa e dei familiari in modo abituale, esclusivo e gratuito.
Attenzione a due paletti. Il primo: la misura è incompatibile con qualsiasi lavoro retribuito fuori casa, perfino un part-time, e di conseguenza anche con gli incentivi riservati alle madri lavoratrici. Il secondo: bisogna essere iscritti all’assicurazione INAIL contro gli infortuni domestici, e restarlo per tutta la durata del corso.
L’ISEE invece no, non serve. Nessuna soglia di reddito da rispettare.
Come fare domanda per i corsi
Qui la sorpresa: dimenticate il portale unico e la pratica INPS. Per iscriversi bisogna contattare direttamente gli enti che organizzano i corsi con i finanziamenti del Dipartimento per le Pari OpportunitĂ . L’elenco completo dei beneficiari sta sul sito del Dipartimento; da lì si risale a corsi disponibili, calendari e modalitĂ di iscrizione.
Va detta anche una cosa scomoda. La misura ha accumulato ritardi, parecchi, e nel 2026 gli enti stanno lavorando su corsi programmati con i fondi degli anni scorsi. Morale: prima di iscriversi, meglio verificare quali percorsi siano davvero partiti.
Gli altri strumenti: INAIL, pensione e assegno sociale
E oltre alla formazione? Qualcosa c’è. L’assicurazione INAIL contro gli infortuni domestici, per cominciare: obbligatoria tra i 18 e i 67 anni per chi si dedica alla casa in via esclusiva, copre gli incidenti tra le mura di casa. Poi il fondo pensione casalinghe dell’INPS, che funziona con versamenti volontari: chi vi aderisce si costruisce nel tempo un assegno previdenziale. Ultimo, l’assegno sociale — che però con il lavoro domestico non c’entra nulla: arriva solo al raggiungimento dei requisiti di etĂ e reddito fissati dalla legge.
La sintesi è semplice. Chi aspetta un bonifico resterà deluso. Chi invece vuole rimettersi in gioco professionalmente trova una formazione gratuita che, in un mercato del lavoro sempre più digitale, può valere parecchio.
Domande frequenti
Il bonus casalinghe 2026 è un contributo in denaro?
No. Non esiste alcun assegno mensile per chi svolge lavoro domestico: la misura consiste in corsi di formazione gratuiti finanziati dallo Stato.
Chi può accedere ai corsi gratuiti?
Donne e uomini tra 18 e 67 anni che si occupano di casa e famiglia in modo abituale, esclusivo e gratuito, iscritti all’assicurazione INAIL contro gli infortuni domestici. Non serve l’ISEE.
Come si fa domanda?
Non c’è un bando unico: bisogna contattare direttamente gli enti finanziati dal Dipartimento per le Pari OpportunitĂ , il cui elenco è pubblicato sul sito del Dipartimento.
Il bonus è compatibile con un lavoro part-time?
No: la misura è riservata a chi non svolge alcuna attività retribuita fuori casa.
Le casalinghe hanno diritto alla pensione?
Esiste un fondo INPS dedicato, alimentato da versamenti volontari. In alternativa, al raggiungimento dei requisiti di etĂ e reddito, si può accedere all’assegno sociale.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






