Il mondo dell’arte apprende la scomparsa Sergio Cerchi, pittore fiorentino, classe ’57, estremamente amato per il suo stile unico. La perdita è stata comunicata dalla famiglia attraverso un messaggio pubblicato sui social.
Una formazione tra arti visive e musica
Diplomato all’Istituto d’Arte di Porta Romana, dipingeva già da quando aveva quindici anni; proseguì poi gli studi al Conservatorio Luigi Cherubini, mantenendo le sue due grandissime passioni: la pittura e la musica. Si tratta di esperienze così profonde che sono state poi quelle che hanno contribuito a definirne lo stile.
Il “quadrantismo”, la sua cifra artistica
La produzione di Cerchi è stata identificata soprattutto con il “quadrantismo“, un linguaggio pittorico basato sulla frammentazione della superficie dell’opera. Le immagini, pur mantenendo una forte componente figurativa, risultavano suddivise in piani e sezioni differenti, creando effetti di luce, profondità e movimento.
Le mostre e il riconoscimento internazionale
Da ormai più di vent’anni collaborava stabilmente con la Galleria Gagliardi di San Gimignano, che gli ha dedicato esposizioni personali, ma anche di gruppo con altri colleghi; ha partecipato anche a tantissime rassegne internazionali, facendo conoscere il suo lavoro oltre i confini del nostro paese: infatti, diversi studiosi e critici d’arte hanno dedicato saggi e approfondimenti alla sua produzione, riconoscendone l’originalità.
L’annuncio della famiglia di Sergio Cerchi
Nel messaggio diffuso sui social, la famiglia ha definito Sergio “marito, padre e artista senza eguali“, comunicando che, per l’ultimo saluto, sarà possibile trovarli alle cappelle mortuarie dell’Ospedale S. Margherita, il 18 e il 19 Luglio.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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