Un contributo mensile compreso tra 500 e 1.000 euro per gli studenti universitari che ottengono risultati elevati e rispettano i tempi del proprio corso. È il contenuto del Reddito di merito proposto da Forza Italia con un disegno di legge depositato al Senato.
Il progetto porta la firma della capogruppo azzurra Stefania Craxi e prevede la creazione di un fondo nazionale da 300 milioni di euro all’anno. La misura, però, non è stata ancora approvata: al 15 luglio 2026 non è possibile presentare alcuna domanda.
Reddito di merito: la proposta
Il provvedimento è il disegno di legge S.1954, presentato il 7 luglio 2026 con il titolo “Disposizioni in materia di reddito di merito e di incentivo all’eccellenza per studenti meritevoli”.
L’iniziativa è parlamentare e non governativa. Ciò significa che il testo è stato depositato da un gruppo di senatori di Forza Italia, ma non costituisce una misura già approvata dal Consiglio dei ministri.
Oltre a Stefania Craxi, hanno sottoscritto la proposta, tra gli altri, Maurizio Gasparri, Licia Ronzulli, Adriano Galliani, Claudio Lotito, Mario Occhiuto, Dario Damiani, Claudio Fazzone e Antonio Trevisi.
A chi spetterebbe
Il Reddito di merito sarebbe destinato agli studenti iscritti a un corso di:
- laurea triennale;
- laurea magistrale biennale;
- laurea magistrale a ciclo unico.
Per accedere servirebbe la residenza legale e stabile in Italia da almeno un anno. La proposta non limita il beneficio ai cittadini italiani e non riguarda soltanto chi studia nelle regioni meridionali.
Il contributo verrebbe assegnato sulla base di una fascia di merito, calcolata considerando la media ponderata degli esami, i crediti conseguiti, la regolarità della carriera e l’assenza di ritardi.
Contano anche la continuità del percorso e il passaggio senza lunghe interruzioni tra un titolo di studio e quello successivo. Non basterebbe, quindi, ottenere voti alti in alcuni esami: lo studente dovrebbe rispettare anche le scadenze previste dal proprio piano.
Importi da 500 a 1.000 euro
La somma mensile indicata nel disegno di legge dovrebbe partire da 500 euro e arrivare fino a 1.000 euro, con un importo crescente in base ai risultati universitari.
Le fasce precise non sono state ancora definite. Sarà un successivo decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca a stabilire quale media consentirà di ottenere ciascuna cifra.
Nelle ultime ore sono circolate tre soglie:
- 500 euro con una media da 27 a meno di 28;
- 750 euro con una media da 28 a meno di 29;
- 1.000 euro con una media pari almeno a 29.
Questo schema è già utilizzato dal Reddito di merito della Regione Calabria, ma non compare ancora come requisito definitivo nella proposta nazionale. Le due iniziative hanno lo stesso nome e importi simili, ma si trovano in fasi diverse.
Il ruolo dell’ISEE
Il progetto di Forza Italia non nasce come sostegno riservato alle famiglie con redditi bassi. Il parametro centrale è il rendimento accademico, mentre non risulta prevista una soglia ISEE per l’ammissione.
L’assegno dovrebbe inoltre essere cumulabile con le tradizionali borse di studio e con gli altri incentivi destinati agli universitari. Un ragazzo in possesso dei requisiti economici potrebbe quindi ricevere sia la borsa legata all’ISEE sia il nuovo contributo fondato sui risultati.
Su questo aspetto si concentra una parte delle critiche. Chi lavora durante gli studi o si trova in una condizione familiare difficile può avere meno tempo per sostenere tutti gli esami e mantenere una media vicina al massimo. Secondo i promotori, invece, la misura deve avere una funzione differente dalle borse già esistenti e premiare in modo specifico l’eccellenza.
Gli obblighi previsti
Ricevere la prima mensilità non garantirebbe automaticamente il mantenimento del beneficio. Lo studente dovrebbe continuare a rispettare i criteri accademici e partecipare a percorsi di formazione, orientamento e preparazione al lavoro.
Le attività sarebbero obbligatorie e organizzate per rafforzare le competenze professionali, avvicinare i giovani alle imprese e rendere più semplice il passaggio dall’università all’occupazione.
Le regole sui controlli, la durata del sostegno e le cause di decadenza verrebbero fissate dal Ministero. Lo stesso decreto dovrebbe disciplinare la sospensione dei pagamenti, l’eventuale restituzione delle somme e le sanzioni in caso di dichiarazioni false.
Il fondo da 300 milioni
Per finanziare l’intervento nascerebbe presso il Ministero dell’Università un Fondo per il Reddito di merito, dotato di 300 milioni di euro ogni anno.
La copertura dovrebbe arrivare dalla riduzione di alcuni stanziamenti del Ministero dell’Economia destinati alle esigenze straordinarie. La cifra prevista non permette ancora di calcolare il numero degli aventi diritto, perché mancano le fasce definitive e la durata dell’erogazione.
Se tutti ricevessero 1.000 euro per dodici mesi, il fondo sarebbe sufficiente per circa 25 mila studenti. La platea potrebbe però essere più ampia, considerando che una parte dei beneficiari percepirebbe importi inferiori o per un numero diverso di mensilità.
Perché nasce il Reddito di merito
Forza Italia presenta il progetto come uno strumento per trattenere in Italia gli studenti con i risultati migliori. Il partito punta anche a ridurre l’emigrazione universitaria, soprattutto dalle regioni che ogni anno perdono migliaia di giovani diretti verso gli atenei del Centro-Nord o all’estero.
L’obiettivo dichiarato non si ferma alla laurea. Attraverso i percorsi professionalizzanti, la proposta intende creare un collegamento tra università e aziende, offrendo ai laureati più possibilità di trovare un’occupazione qualificata senza lasciare il Paese.
Il modello della Calabria
L’idea nazionale riprende la misura introdotta in Calabria dal presidente della Regione Roberto Occhiuto. In questo caso il progetto è già operativo e gli atenei hanno pubblicato gli avvisi per l’anno accademico 2026-2027.
La Regione ha stanziato 15 milioni di euro attraverso le risorse del Programma operativo complementare. Possono partecipare gli studenti residenti in Calabria che scelgono l’Università della Calabria, la Magna Graecia di Catanzaro o la Mediterranea di Reggio Calabria.
Per gli iscritti agli anni successivi al primo servono una media di almeno 27, tutti i crediti previsti e una carriera regolare. Alle nuove matricole vengono richiesti un voto di maturità non inferiore a 95 su 100 e un risultato al TOLC collocato nel miglior 10% del corso scelto.
Chi entra in una laurea magistrale deve aver concluso la triennale con almeno 108 su 110 e senza ritardi. In Calabria il beneficio può raggiungere 12 mila euro nell’intero anno accademico.
La proposta in Sicilia
Anche la Sicilia sta valutando un proprio Reddito di merito. Il disegno di legge regionale, presentato dalla vicepresidente dell’Ars Luisa Lantieri, prevede un assegno mensile di 800 euro.
Il contributo sarebbe rivolto agli studenti iscritti nelle università siciliane, in regola con gli esami e con una media non inferiore a 29. Il testo è arrivato in Commissione Lavoro, ma non è stato ancora approvato.
Quando partirà
Il Reddito di merito nazionale deve affrontare l’intero percorso parlamentare. Al 15 luglio 2026 il disegno di legge risulta depositato e ancora da assegnare alla commissione competente.
Dopo un eventuale via libera del Senato, il testo dovrebbe passare alla Camera ed essere approvato nella stessa formulazione. Solo in seguito il Ministero dell’Università potrebbe definire le regole operative.
Non esistono quindi una data di partenza, una piattaforma per la domanda o una scadenza nazionale. Gli avvisi già pubblicati riguardano esclusivamente la misura regionale calabrese.
FAQ sul Reddito di merito
Il Reddito di merito è già stato approvato?
No. La proposta nazionale di Forza Italia è stata depositata al Senato il 7 luglio 2026 e deve ancora iniziare l’esame parlamentare.
Quanto spetterebbe agli studenti?
Il contributo previsto va da 500 a 1.000 euro al mese, in base alla fascia di merito.
Quale media serve per ottenere mille euro?
La soglia nazionale non è stata ancora stabilita. La media di almeno 29 riguarda il modello già avviato in Calabria.
È necessario presentare l’ISEE?
Il progetto nazionale è basato sui risultati accademici e non indica una soglia ISEE. Le modalità documentali saranno definite soltanto dopo un’eventuale approvazione.
Si può presentare subito la domanda?
No. Non esiste ancora una procedura nazionale. Le domande attualmente disponibili riguardano gli studenti delle università calabresi.
Il Reddito di merito sostituirà le borse di studio?
No. Dovrebbe aggiungersi agli strumenti esistenti ed essere cumulabile con le borse assegnate in base alla condizione economica.

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