Con la decisione della Corte di Cassazione si conclude definitivamente la vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Saman Abbas, la giovane diciottenne di origine pakistana uccisa cinque anni fa, a Novellara.
Confermate le pene decise in Appello
La Cassazione ha confermato quanto già pronunciato dalla Corte d’Assise d’Appello di Bologna, facendo diventare così definitive le condanne all’ergastolo per:
- il padre Shabbar Abbas, la madre Nazia Shaheen e i due cugini Ikram Ijaz e Nomanulhaq Nomanulhaq, ritenuti responsabili dell’omicidio della giovane;
- confermata anche la condanna a 22 anni di reclusione nei confronti dello zio Danish Hasnain, considerato uno dei protagonisti nella pianificazione e nell’esecuzione del delitto.
La Suprema Corte ha quindi rigettato tutti i ricorsi delle difese.
Il caso che ha segnato la cronaca italiana
Saman scomparve la notte del Primo Maggio dalla casa di famiglia di Novellara, e, sembra, che prima di sparire, si fosse decisamente opposta al matrimonio combinato che la famiglia avrebbe voluto imporle. Manifestando, quindi, anche la volontà di proseguire autonomamente la propria vita. Iniziarono subito le indagini più accurate, ma, per oltre un anno, il corpo della ragazza non venne trovato. A un tratto, però, tutto cambia: nelle campagne di Novellara, i resti della giovane vennero rinvenuti in un casolare abbandonato, confermando definitivamente l’ipotesi investigativa dell’omicidio.
Le indagini e la ricostruzione della Procura
Grazie a intercettazioni telefoniche, immagini dei sistemi di videosorveglianza, testimonianze e consulenze tecniche si è arrivati a una ricostruzione ben precisa: il delitto fu deciso all’interno dell’ambito familiare, infatti, le diverse fasi dell’omicidio sarebbero state pianificate con il coinvolgimento dei parenti poi condannati.
Una sentenza definitiva
Con questa sentenza, oggi, non sono più previsti ulteriori gradi di giudizio ordinari: le condanne diventano pertanto definitive. Il procedimento penale può considerarsi concluso.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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