Ore decisive per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in appello a 14 anni e 9 mesi di reclusione per avere ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto alla sua attività. Oggi, 15 luglio 2026, la Corte di Cassazione è chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato dalla difesa. Al momento della pubblicazione il verdetto non è ancora arrivato.
Intorno al commerciante si è formata una vasta rete di solidarietà. Ci sono i messaggi dei cittadini, le donazioni destinate alle spese giudiziarie e le prese di posizione politiche. Nelle ultime ore è intervenuto anche Matteo Salvini, mentre Roggero ha affidato ai social un ultimo appello insieme ai ringraziamenti per il sostegno ricevuto.
L’appello di Roggero
Alla vigilia dell’udienza il gioielliere, 72 anni, ha parlato in video della lunga attesa. Ha chiesto una preghiera e ha spiegato che la decisione della Cassazione segnerà il futuro suo e della famiglia.
«Sapremo se andrò a finire in carcere o se potrò continuare a vivere la mia vita liberamente con la mia famiglia», ha dichiarato. Roggero ha ricordato la moglie Mariangela, le quattro figlie e gli otto nipoti, spiegando di voler continuare a essere presente nella loro vita.
Nel suo intervento ha toccato anche il destino della gioielleria. Una conferma della pena, secondo quanto riferito dallo stesso commerciante, potrebbe determinare la chiusura dell’attività e aggravare una situazione economica già compromessa dal processo.
Pochi giorni prima aveva ringraziato quanti gli hanno scritto, telefonato o inviato un contributo. I suoi filmati hanno raccolto migliaia di commenti e sono stati rilanciati da esponenti politici, personaggi pubblici e sostenitori.
La raccolta fondi
La mobilitazione non si è limitata ai messaggi. Attraverso l’iniziativa “Io sto con Mario Roggero” è stata promossa una raccolta fondi per affrontare le spese legali e le conseguenze civili della condanna.
Nel processo si sono costituite 15 parti civili. Le richieste di risarcimento si avvicinerebbero complessivamente ai 3 milioni di euro, mentre le provvisionali immediatamente esecutive sono state quantificate in 780mila euro. A queste somme si aggiungono gli onorari degli avvocati, le consulenze e gli altri costi sostenuti nei diversi gradi di giudizio. L’esposizione complessiva, secondo le ricostruzioni emerse negli ultimi mesi, supererebbe i 4 milioni.
La cifra non corrisponde interamente a un risarcimento già liquidato in via definitiva: comprende richieste delle parti civili, provvisionali e spese processuali. Roggero ha riferito di avere già versato circa 300mila euro.
Dopo la prima condanna era stato disposto anche un sequestro conservativo su beni immobili che il gioielliere aveva donato alla moglie. La misura punta a garantire le somme eventualmente dovute alle parti civili.
Salvini: «Forza Mario»
Tra gli ultimi interventi politici c’è quello di Matteo Salvini. Il leader della Lega ha condiviso il video del commerciante accompagnandolo con un messaggio personale.
«Ci sono passato anche io e so bene purtroppo cosa vuole dire aspettare per mesi, per giorni, per ore la sentenza finale dei giudici della Corte di Cassazione che hanno in mano la tua vita e la tua libertà. Forza Mario!», ha scritto Salvini.
Il caso aveva già raccolto il sostegno di altri esponenti e personaggi pubblici. Il 28 giugno, durante un incontro organizzato a Vicenza, Roberto Vannacci e Giuseppe Cruciani avevano indossato una maglietta con la scritta “Siamo tutti Mario Roggero”. Cruciani aveva anche avanzato la proposta di una candidatura politica per il gioielliere qualora la condanna fosse diventata definitiva.
In passato era intervenuta Giorgia Meloni, che dopo la rapina del 2021 aveva espresso solidarietà alla famiglia Roggero e sostenuto il principio secondo cui “la difesa è sempre legittima”.
La rapina del 2021
Il caso nasce dalla rapina avvenuta il 28 aprile 2021 nella gioielleria di via Garibaldi, nella frazione Gallo di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo.
Nel negozio entrarono Andrea Spinelli, Giuseppe Mazzarino e Alessandro Modica. I tre minacciarono il titolare, la moglie e una delle figlie presenti nell’attività. La pistola portata dai rapinatori risultò successivamente finta e priva del tappo rosso; durante l’assalto venne utilizzato anche un coltello.
Quando i tre uomini uscirono dalla gioielleria, Roggero li seguì impugnando la propria arma. Gli spari uccisero Spinelli e Mazzarino. Modica, colpito a una gamba, riuscì ad allontanarsi e si presentò successivamente all’ospedale di Savigliano.
Le riprese delle telecamere di sicurezza sono diventate una prova centrale del procedimento. La diversa interpretazione di quelle immagini ha segnato l’intero confronto tra accusa e difesa.
La tesi della difesa
Roggero ha sempre dichiarato di avere agito per proteggere sé stesso e i familiari. «Se il rapinatore non avesse alzato l’arma non avrei sparato», ha affermato dopo la sentenza d’appello.
La difesa, affidata all’avvocato Stefano Marcolini con il supporto dell’analista processuale Sergio Novani, ha contestato la ricostruzione accolta nei primi due gradi. Nel ricorso sono stati segnalati presunti vizi di motivazione e violazioni di legge, con particolare attenzione alla legittima difesa e alle condizioni psicologiche del commerciante.
Un elemento ritenuto importante dai difensori è la precedente rapina subita da Roggero nel 2015. In quell’occasione venne picchiato e immobilizzato con fascette di plastica. La moglie e la figlia furono legate e chiuse in bagno, mentre i banditi portarono via gioielli e orologi per un valore stimato intorno ai 300mila euro.
Secondo la difesa, quel precedente avrebbe lasciato nel commerciante un trauma profondo, riattivato dall’assalto del 2021. I giudici d’appello, tuttavia, non hanno riconosciuto un vizio parziale di mente né attribuito allo stato emotivo un rilievo tale da escludere la responsabilità penale.
Le motivazioni dei giudici
La legittima difesa è stata esclusa sia in primo grado sia in appello. Per i giudici, quando Roggero aprì il fuoco, la rapina era terminata e i tre uomini stavano cercando di fuggire.
Nelle motivazioni della sentenza d’appello si legge che l’azione violenta e minacciosa dei rapinatori era ormai conclusa. Non sarebbe quindi esistito quel “pericolo attuale” richiesto dalla legge per giustificare una reazione armata.
La Corte ha respinto anche la tesi della legittima difesa putativa, vale a dire la possibilità che Roggero, pur sbagliando, avesse ragionevolmente creduto di trovarsi ancora davanti a un pericolo. Le immagini mostrerebbero il gioielliere mentre esce dall’attività e raggiunge i rapinatori diretti verso l’automobile.
L’accusa ha definito la sua condotta una “illegittima vendetta”. La difesa sostiene invece che la sequenza vada valutata tenendo conto della concitazione, delle minacce ricevute e del trauma legato alla rapina precedente.
Le due condanne
Il 4 dicembre 2023 la Corte d’Assise di Asti ha condannato Mario Roggero a 17 anni di reclusione per duplice omicidio volontario, tentato omicidio e porto abusivo d’arma.
Il porto abusivo è stato contestato perché la pistola era regolarmente denunciata all’interno della gioielleria, ma Roggero non disponeva di un titolo valido per portarla fuori dall’esercizio.
Il 3 dicembre 2025 la Corte d’Assise d’Appello di Torino ha rideterminato la pena in 14 anni e 9 mesi. La riduzione è dipesa soprattutto dal diverso calcolo della continuazione tra i reati e non dal riconoscimento della legittima difesa.
Il ricorso è stato depositato nel marzo 2026. Oggi il procedimento raggiunge il terzo e ultimo grado di giudizio.
La decisione della Cassazione
La Suprema Corte può confermare la sentenza, dichiarare il ricorso inammissibile oppure annullare la decisione d’appello.
In caso di rigetto o inammissibilità, la condanna a 14 anni e 9 mesi diventerebbe definitiva. Seguirebbero i provvedimenti necessari per la sua esecuzione.
Un annullamento con rinvio, invece, porterebbe a un nuovo giudizio davanti a un’altra sezione della Corte d’Assise d’Appello. Resta possibile anche l’annullamento senza rinvio, con la cancellazione della sentenza impugnata senza un ulteriore processo.
I giudici di Cassazione non sono chiamati a celebrare nuovamente il dibattimento. Il loro compito è controllare se la legge sia stata applicata correttamente e se le motivazioni della sentenza siano coerenti e prive di vizi giuridici.
FAQ su Mario Roggero
Chi è Mario Roggero?
Mario Roggero è un gioielliere di 72 anni, titolare di un’attività a Gallo di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo.
Perché Mario Roggero è stato condannato?
È stato riconosciuto colpevole dell’omicidio volontario di due rapinatori, del tentato omicidio del terzo e del porto abusivo dell’arma fuori dal negozio.
Quanti anni rischia Mario Roggero?
La condanna pronunciata in appello è di 14 anni e 9 mesi di reclusione. La Cassazione deve stabilire se renderla definitiva o annullarla.
Chi erano i rapinatori uccisi?
Le due persone morte erano Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino. Il terzo componente del gruppo, Alessandro Modica, rimase ferito.
La Cassazione ha già deciso?
Al momento della pubblicazione della notizia, il verdetto atteso per il 15 luglio 2026 non è stato ancora comunicato.
Quanto ha raccolto Mario Roggero con le donazioni?
Non è stata resa pubblica una cifra complessiva aggiornata e verificabile. Roggero ha confermato di avere ricevuto contributi e ha ringraziato i sostenitori, precisando che il denaro serve ad affrontare spese legali e risarcimenti.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






