Un collegamento stabile sotto il Canale di Sicilia, lungo circa 140 chilometri e capace di unire l’Italia alla Tunisia. È la proposta sulla quale sta lavorando il Center for International and Strategic Studies della Luiss, diretto dal professor Raffaele Marchetti.
L’infrastruttura viene immaginata a una profondità nell’ordine dei 300 metri, con una spesa preliminare compresa tra 30 e 40 miliardi di euro. Potrebbe ospitare il trasporto di passeggeri e merci, insieme a collegamenti energetici e digitali. Il progetto, tuttavia, si trova ancora in una fase iniziale: non è stato approvato, finanziato né inserito in un programma di lavori.
Il tunnel Sicilia-Tunisia
L’obiettivo è realizzare un corridoio diretto tra Europa e Africa, riducendo la dipendenza dai soli collegamenti marittimi e aerei. La Sicilia diventerebbe il punto di accesso europeo di una nuova direttrice mediterranea, mentre la Tunisia assumerebbe il ruolo di snodo verso il Nord Africa.
L’ipotesi contempla un’infrastruttura multifunzionale. Oltre ai convogli destinati a persone e merci, il tunnel potrebbe accogliere sistemi per il passaggio di energia e dati. Queste funzioni dovranno essere verificate attraverso studi tecnici specifici: al momento descrivono la visione strategica dell’opera, non una configurazione già definita.
Lunghezza e profondità
I primi dati indicano una lunghezza di circa 140 chilometri e una profondità vicina ai 300 metri. Dimensioni di questa portata collocherebbero il collegamento tra le opere sotterranee più impegnative mai progettate nel Mediterraneo.
Non è ancora disponibile un tracciato definitivo. Mancano indicazioni pubbliche sulla posizione degli ingressi, sul numero delle gallerie, sulle uscite di sicurezza e sugli eventuali impianti intermedi. Anche la profondità comunicata resta un valore preliminare, da precisare attraverso rilievi geologici e analisi del fondale.
Costo del progetto
La stima iniziale oscilla tra 30 e 40 miliardi di euro. La cifra non corrisponde a uno stanziamento già deliberato e potrebbe cambiare sensibilmente dopo gli approfondimenti ingegneristici.
Il calcolo finale dovrebbe comprendere non soltanto lo scavo, ma anche gli impianti di ventilazione e sicurezza, le gallerie di servizio, le strutture doganali e i raccordi con ferrovie, porti e reti energetiche. Un’opera transnazionale richiederebbe inoltre un modello finanziario condiviso tra soggetti pubblici e investitori privati.
Il possibile tracciato
Gli studi storici sul collegamento tra Sicilia e Tunisia hanno preso in considerazione l’area compresa tra la costa occidentale siciliana, nei pressi di Mazara del Vallo, e la penisola tunisina di Capo Bon.
Questo itinerario non può essere attribuito automaticamente alla proposta attuale. Il CISS ha indicato l’attraversamento del Canale di Sicilia, ma non ha ancora presentato un percorso ufficiale con punti di partenza e arrivo. La scelta dipenderà dalla conformazione geologica, dalla profondità del fondale e dalla vicinanza alle infrastrutture terrestri.
Un’ipotesi già studiata
L’idea di una connessione permanente fra le due sponde non nasce nel 2026. Nel 2003 un gruppo dell’ENEA esaminò la fattibilità di un collegamento ferroviario attraverso il Canale di Sicilia. Due anni dopo fu presentata un’ipotesi tra Pizzolato, a nord di Mazara del Vallo, e la zona di Capo Bon.
Quelle analisi non produssero un progetto esecutivo. La nuova iniziativa riprende il tema in un quadro differente, nel quale ai trasporti si affiancano la sicurezza delle forniture, le comunicazioni digitali e il ruolo dell’Italia nelle rotte mediterranee.
Lo stato dei lavori
Il tunnel Sicilia-Tunisia è attualmente oggetto di una valutazione di pre-fattibilità. Non esiste un cantiere e non è stata comunicata una data per l’avvio della costruzione.
Al 14 luglio 2026 non risultano un progetto definitivo, una gara d’appalto o un accordo operativo tra i governi italiano e tunisino. Non sono stati stanziati i 30-40 miliardi indicati nella prima valutazione e non è disponibile un calendario per la realizzazione.
La proposta dovrà prima superare verifiche tecniche, economiche, ambientali e diplomatiche. Soltanto in seguito potrà essere valutata dalle autorità dei due Paesi e dagli eventuali organismi internazionali coinvolti.
Le difficoltà tecniche
Un’infrastruttura di queste dimensioni richiederebbe indagini approfondite sulla geologia e sulla sismicità del Canale di Sicilia. Dovrebbero essere progettati sistemi di ventilazione, evacuazione, comunicazione e intervento in caso di incendio o guasto.
Un altro punto riguarda la destinazione del tunnel. Il trasporto ferroviario di passeggeri e merci presenta esigenze diverse rispetto alla circolazione stradale o al passaggio di cavi e condotte. La soluzione finale dovrà stabilire se queste funzioni potranno convivere nella stessa struttura o se saranno necessarie gallerie separate.
Restano da affrontare anche i controlli alle frontiere, la gestione delle emergenze, la manutenzione e la compatibilità tra le reti di trasporto dei due Paesi.
Il ruolo dell’Italia
Secondo i promotori, il collegamento potrebbe rafforzare la posizione italiana lungo le direttrici tra Europa, Mediterraneo e Africa. La Sicilia non sarebbe soltanto il terminale del tunnel, ma il punto di raccordo con la rete ferroviaria nazionale e con i principali centri logistici.
Per ottenere un risultato concreto servirebbero però interventi coordinati sulle infrastrutture terrestri. Senza linee ferroviarie, terminali e connessioni adeguate, l’attraversamento sottomarino non riuscirebbe da solo a sostenere i flussi previsti.
FAQ
Il tunnel Sicilia-Tunisia è stato approvato?
No. Il progetto è ancora nella fase di pre-fattibilità e non ha ricevuto un via libera definitivo.
Quanto dovrebbe essere lungo?
La lunghezza indicativa è di circa 140 chilometri.
Quanto costerebbe?
La prima stima è compresa tra 30 e 40 miliardi di euro, ma non rappresenta un finanziamento già disponibile.
Dove verrebbe costruito?
Il tracciato definitivo non è stato stabilito. Le ipotesi storiche guardavano alla zona tra la Sicilia occidentale e Capo Bon, in Tunisia.
Quando potrebbero iniziare i lavori?
Non è stata annunciata alcuna data. Prima sarebbero necessari studi tecnici, accordi internazionali, autorizzazioni e coperture finanziarie.
Il tunnel sarebbe ferroviario o stradale?
La configurazione non è ancora definita. La proposta considera il trasporto di persone e merci, oltre al possibile passaggio di reti energetiche e digitali.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






