Per qualche giorno il suo nome è rimbalzato tra radio, siti e chat di tifosi come possibile nuovo proprietario della Lazio. Poi, lunedì 13 luglio, è arrivata la doccia fredda in forma di nota ufficiale: Giampaolo Angelucci ha smentito tutto, definendo le indiscrezioni “totalmente infondate” e precisando di non aver mai manifestato interesse per il calcio, nĂ© di detenere azioni della societĂ biancoceleste. Chiuso il capitolo? Forse. Ma intanto in tanti si stanno chiedendo chi sia davvero quest’uomo che a Roma chiamano da vent’anni il “re delle cliniche“.
Il figlio del portantino diventato imprenditore della sanitĂ
Per capire Giampaolo bisogna partire dal padre. Antonio Angelucci, per tutti Tonino, arriva a Roma dall’Abruzzo con la licenza media in tasca e finisce a fare il portantino all’ospedale San Camillo. Da lì, tra sindacato e primi investimenti, costruisce negli anni Settanta un colosso chiamato Tosinvest — il nome è la fusione di Tonino e Silvana, la moglie — che oggi spazia dalla sanitĂ privata all’editoria, passando per l’immobiliare, compreso il palazzo di Botteghe Oscure che fu del Pci. Tonino, dal 2008, siede pure in Parlamento, eletto per quattro legislature.
Giampaolo, romano, classe 1972, è il piĂą giovane dei tre figli — gli altri sono Andrea e Alessandro — e nel risiko di famiglia ha avuto ruoli di primissimo piano: presidente di Tosinvest SanitĂ , presidente onorario della Fondazione San Raffaele, consigliere della finanziaria di casa. Sotto il cappello del Gruppo San Raffaele ci sono l’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma e una trentina di cliniche e strutture tra Lazio, Puglia e centro-sud, per migliaia di posti letto accreditati col servizio sanitario.
I giornali: Libero, il Riformista e quella passione trasversale
Poi c’è l’altra grande passione, quella che rende gli Angelucci un caso unico nel panorama italiano: i giornali. La famiglia oggi controlla Libero, Il Tempo e il Giornale, ma la storia editoriale di Giampaolo è ancora piĂą curiosa: negli anni ha avuto una quota dell’Unità — lasciata quando capì che la redazione non lo voleva — e ha fatto l’editore del Riformista, testata di area opposta a Libero. Una trasversalitĂ che spiegò lui stesso, anni fa, con disarmante semplicitĂ : i giornali li cerca perchĂ© gli piacciono. E, aggiunse, non ci ha mai rimesso un euro.
Il processo e l’assoluzione piena
Nel curriculum c’è anche una lunga vicenda giudiziaria, che va raccontata per intero. Nel 2009 la procura di Velletri chiese l’arresto suo, del padre e di altri dodici indagati per una presunta truffa da 170 milioni di euro ai danni della Regione Lazio legata al mondo delle cliniche. Dieci anni dopo, nel 2019, il tribunale di Roma ha assolto tutti con formula piena. Un decennio sotto processo, chiuso con un’assoluzione totale.
Angelucci e il calcio: dalla Roma alla Lazio, sempre smentite
Quanto allo sport, il copione si ripete da vent’anni. Nel 2005 e poi nel 2010 il suo nome venne accostato con insistenza all’acquisto della AS Roma — si parlò perfino di una quota del 59% — ma non se ne fece mai nulla. L’unica avventura sportiva concreta della famiglia resta il salvataggio dal fallimento della Viola Reggio Calabria, storica societĂ di basket, a fine anni Novanta. E ora la Lazio, con la smentita piĂą netta di tutte: nessun interesse, nessuna azione, nessuna trattativa. Almeno per oggi, il re delle cliniche resta fuori dal calcio.
FAQ
Chi è Giampaolo Angelucci?
Un imprenditore romano, figlio del deputato ed editore Antonio Angelucci: guida le attività sanitarie della famiglia con Tosinvest Sanità e il Gruppo San Raffaele ed è stato editore di Libero e del Riformista.
Giampaolo Angelucci vuole comprare la Lazio?
No. Il 13 luglio 2026 ha smentito categoricamente le indiscrezioni, definendole infondate e precisando di non possedere azioni della societĂ .
Cosa possiede la famiglia Angelucci?
Circa trenta cliniche e strutture sanitarie tra cui l’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma, attivitĂ immobiliari e i quotidiani Libero, Il Tempo e il Giornale.
Giampaolo Angelucci ha avuto problemi con la giustizia?
Fu coinvolto nell’inchiesta per una presunta truffa da 170 milioni alla Regione Lazio: nel 2019 il tribunale di Roma lo ha assolto con formula piena insieme al padre e agli altri imputati.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






