È morto Antonio Lo Giudice, voce storica di Antenna dello Stretto: da “Jumbo Sound” all’auto-caccia al tesoro, addio al dj delle radio libere messinesi

Daniela Devecchi

È morto Antonio Lo Giudice, voce storica di Antenna dello Stretto: da “Jumbo Sound” all’auto-caccia al tesoro, addio al dj delle radio libere messinesi

È morto Antonio Lo Giudice, storico disc jockey, conduttore e animatore che ha accompagnato la nascita delle radio libere a Messina. La notizia della scomparsa è stata diffusa martedì 14 luglio 2026. Lo Giudice si trovava nella sua abitazione di Capo d’Orlando, dove viveva da diversi anni insieme al suo cane.

Il suo nome resta legato soprattutto ad Antenna dello Stretto, emittente della quale fu uno dei personaggi più popolari. Con il programma “Jumbo Sound” trasformò la fascia del primo pomeriggio in un appuntamento seguito da migliaia di giovani, portando davanti al microfono il linguaggio, la velocità e l’atmosfera delle discoteche degli anni Settanta.

Morte a Capo d’Orlando

Le circostanze del decesso non sono state ancora chiarite in ogni dettaglio. Una prima ricostruzione colloca la morte nella mattinata di domenica 12 luglio, mentre altre informazioni indicano il 14 luglio. La data certa, al momento, è quella in cui la notizia è diventata pubblica.

Lo Giudice sarebbe morto improvvisamente in casa. Nelle ore successive, il pianto insistente del suo cane avrebbe richiamato l’attenzione dei vicini e fatto scattare l’allarme. Non è stata comunicata una causa ufficiale della morte.

Pochi giorni prima, Antonio Lo Giudice aveva parlato con Francesco Parasporo, editore di ReteMessina, per programmare un incontro in vista della nuova stagione radiofonica. La conversazione risaliva al giovedì precedente la scoperta del decesso.

Il successo di “Jumbo Sound”

La notorietà di Antonio Lo Giudice esplose negli anni Settanta attraverso le frequenze di Antenna dello Stretto, una delle emittenti che contribuirono a cambiare le abitudini del pubblico messinese dopo la fine del monopolio radiofonico della Rai.

Ogni giorno, dalle 13.30 alle 15, conduceva “Jumbo Sound”. Era l’orario del pranzo, quando molte famiglie tenevano la radio accesa e la televisione non aveva ancora una programmazione continua. Lo Giudice riuscì a intercettare quel pubblico con musica, battute, saluti e dediche richieste telefonicamente.

Nel 1976 gli veniva attribuito un ascolto giornaliero stimato tra 50 mila e 70 mila persone. Le richieste erano talmente numerose che l’emittente attivò tre linee telefoniche dedicate e affidò a due collaboratrici il compito di annotare nomi e messaggi.

Il rapporto con il pubblico andava oltre la trasmissione. Lo Giudice veniva riconosciuto per strada, fermato per un saluto o per un autografo. Negli studi di Antenna dello Stretto i ragazzi lo accoglievano con lo slogan: “Lo Giudice, facci sballare”.

Lo stile da discoteca

Prima di diventare una delle voci più riconoscibili della radio messinese, Lo Giudice aveva maturato esperienza nei locali da ballo. Lavorò come dj all’Hifi Club e successivamente al Rombo Club di Gino Crimi, due nomi legati alla vita notturna cittadina.

Da quel mondo ricavò un modo personale di condurre. Quando i giradischi non disponevano ancora dei moderni sistemi per regolare la velocità, utilizzava la voce per accompagnare il passaggio da un brano all’altro. Parlava seguendo il ritmo della musica, riduceva le pause e teneva alta la tensione della trasmissione.

Non era soltanto un presentatore di dischi. Costruiva una sequenza continua nella quale la voce diventava parte del programma musicale. Questo stile contribuì a creare una forma di intrattenimento riconoscibile, ripresa negli anni successivi da altri conduttori e animatori.

Le altre radio e la televisione

Dopo l’esperienza che lo rese celebre ad Antenna dello Stretto, Antonio Lo Giudice collaborò con diverse realtà dell’informazione e dell’intrattenimento locale. Nel corso della sua carriera lavorò per RTP, Messina 1 Special, Messina International e Radio Blinko Blanko.

Una parte rilevante della sua attività fu condivisa con Giuseppe Favano, conosciuto come Zeppe, attore e animatore morto nel 2019. I due formarono una coppia molto conosciuta dal pubblico messinese, alternando musica, improvvisazioni, cabaret e personaggi comici.

Negli anni Ottanta Lo Giudice condusse anche “Sotto sotto”, un salotto televisivo trasmesso in diretta. Gli spettatori potevano intervenire telefonicamente, mentre Zeppe proponeva figure surreali come la “Maga del piacere” e Toruccio Tarallo. Il programma conservava il carattere spontaneo delle prime radio private, adattandolo al linguaggio televisivo.

L’auto-caccia al tesoro

Tra gli eventi più ricordati della stagione di Antenna dello Stretto figura l’auto-caccia al tesoro, appuntamento organizzato generalmente a settembre e capace di coinvolgere più di cento automobili e centinaia di ragazzi.

Le istruzioni venivano diffuse attraverso la radio. I partecipanti si spostavano per Messina alla ricerca degli indizi, utilizzando walkie-talkie e telefoni pubblici per comunicare. Le prove prevedevano conteggi, oggetti da recuperare e missioni insolite in diversi punti della città.

Antonio Lo Giudice fu uno dei volti della stagione che rese famosa la manifestazione. La struttura della gara, modellata su quella di un rally, viene però ricondotta anche al lavoro di Ugo e Massimo Rinaldi. Per questo non è corretto presentare Lo Giudice come unico inventore dell’iniziativa, pur riconoscendone il ruolo nella storia e nella promozione dell’evento.

La memoria delle radio libere

Nel 2024 Lo Giudice aveva ripercorso la propria carriera in una lunga intervista con Alfredo Reni per la serie “Vite spericolate”. Il racconto attraversava cinquant’anni di radio, discoteche, spettacolo e costume messinese.

Nel luglio 2025 la sua esperienza era tornata al centro dell’attenzione con “La rivoluzione in FM”, documentario dedicato alla nascita delle emittenti private a Messina. Il progetto riuniva ricordi e testimonianze dei protagonisti di un periodo nel quale la radio diventò un mezzo diretto, vicino al pubblico e aperto alla sperimentazione.

Alla storia di Lo Giudice è legato anche un aneddoto su Fiorello. Secondo il racconto di Alfredo Reni, da ragazzo lo showman avrebbe ascoltato “Jumbo Sound” durante le vacanze trascorse a Letojanni. La circostanza non risulta accompagnata, per ora, da una dichiarazione diretta di Fiorello.

FAQ su Antonio Lo Giudice

Quando è morto Antonio Lo Giudice?

La scomparsa è stata annunciata il 14 luglio 2026. Secondo una prima ricostruzione, il decesso potrebbe essere avvenuto domenica 12 luglio.

Dove è morto?

È morto nella sua abitazione di Capo d’Orlando, località nella quale risiedeva da diversi anni.

Qual è stata la causa della morte?

La causa ufficiale non è stata comunicata. Le informazioni disponibili parlano soltanto di una morte improvvisa.

Quanti anni aveva Antonio Lo Giudice?

L’età e la data di nascita non sono state rese note attraverso comunicazioni attendibili.

Quando si svolgeranno i funerali?

Non sono stati ancora comunicati il giorno, l’orario e il luogo delle esequie.

Antonio Lo Giudice inventò l’auto-caccia al tesoro?

Fu uno dei protagonisti di Antenna dello Stretto negli anni in cui nacque l’iniziativa. L’organizzazione della gara e la sua struttura da rally vengono associate anche a Ugo e Massimo Rinaldi.