Alessio Borelli trovato morto a Corsico: chi era il 41enne di Treviglio, il coltello insanguinato, la porta chiusa e la lite prima dell’omicidio

Daniela Devecchi

Alessio Borelli aveva 41 anni, era originario di Treviglio e viveva da tempo a Corsico, alle porte di Milano. Il suo corpo senza vita è stato trovato sabato 11 luglio 2026. La vittima si trovava nell’appartamento in cui abitava da solo, all’ottavo piano di un condominio di via Parini.

La porta era stata chiusa dall’esterno. La casa appariva in disordine e vicino al cadavere è stato recuperato un coltello da cucina sporco di sangue. Sul corpo erano presenti ferite compatibili con un’aggressione violenta e possibili segni di strangolamento. La Procura di Milano indaga per omicidio.

A rendere il caso ancora più complesso è una lite sentita dai vicini alcuni giorni prima del ritrovamento. I carabinieri erano arrivati nel palazzo dopo una chiamata al 112, ma nessuno aveva aperto la porta. Gli investigatori cercano ora di capire chi fosse con Borelli e se quella discussione coincida con il momento del delitto.

Chi era Alessio Borelli

Alessio Borelli era nato nel territorio bergamasco e proveniva da Treviglio. Da circa otto anni si era trasferito a Corsico, dove viveva in affitto in un bilocale situato all’ultimo piano dello stabile di via Parini 11.

Lavorava come addetto a un call center di una società attiva nel settore dei servizi di telecomunicazione. La sede si trovava nella stessa zona, a poca distanza dalla sua abitazione.

I colleghi lo ricordano come una persona socievole, ironica e disponibile. Anche alcuni residenti del condominio lo hanno descritto come un uomo educato nei rapporti quotidiani. Non sono state diffuse informazioni ufficiali sulla sua situazione familiare, sull’eventuale presenza di figli o su una relazione sentimentale.

Il corpo in casa

L’allarme è scattato nel pomeriggio, quando i condomini hanno segnalato un forte odore proveniente dall’appartamento. Borelli non si vedeva da diversi giorni e nessuno riusciva a mettersi in contatto con lui.

I vigili del fuoco hanno raggiunto l’abitazione passando da una finestra, dopo essersi calati dal tetto del palazzo. Una volta entrati hanno trovato il quarantunenne senza vita sul pavimento della zona giorno.

Il corpo era già in avanzato stato di decomposizione. Le alte temperature registrate in quei giorni potrebbero aver accelerato il processo, rendendo più difficile stabilire immediatamente il momento esatto della morte.

La casa appariva messa a soqquadro. Questo elemento potrebbe indicare una colluttazione, ma saranno gli accertamenti scientifici a chiarire se il disordine sia stato provocato durante l’aggressione o in un momento precedente.

Le ferite e il coltello

Sul corpo di Alessio Borelli sono state individuate diverse ferite da arma da taglio, concentrate soprattutto nella parte superiore del corpo. Sono stati osservati anche segni che potrebbero essere compatibili con uno strangolamento.

Accanto al cadavere è stato recuperato un coltello da cucina con tracce di sangue. L’arma è stata sequestrata e sarà sottoposta alle analisi necessarie per verificare la presenza di impronte digitali, DNA o altri elementi utili all’identificazione dell’aggressore.

La causa definitiva della morte non è ancora stata stabilita. L’autopsia dovrà chiarire se Borelli sia stato ucciso dalle coltellate, dallo strangolamento o dall’insieme delle lesioni riportate.

La porta chiusa

Uno degli aspetti centrali dell’inchiesta riguarda la porta dell’appartamento, trovata chiusa dall’esterno.

All’interno non è stato recuperato il mazzo di chiavi di Borelli. Gli investigatori ritengono possibile che chi ha lasciato la casa lo abbia portato via per chiudere la porta e ritardare la scoperta del corpo.

Non sarebbero stati rilevati segni evidenti di effrazione. Questo potrebbe significare che la vittima conosceva la persona entrata nell’abitazione o che le aveva comunque consentito l’accesso. Al momento resta un’ipotesi investigativa e non è stato identificato pubblicamente alcun sospettato.

La lite dell’8 luglio

La mattina di mercoledì 8 luglio, tre giorni prima del ritrovamento, alcuni vicini avevano sentito una discussione provenire dall’appartamento di Borelli. Le voci sembravano appartenere a due persone.

I rumori avevano spinto i residenti a contattare il numero di emergenza. I carabinieri erano arrivati nel condominio, ma nessuno aveva risposto al citofono né aperto la porta dell’abitazione.

Gli inquirenti stanno cercando di stabilire se quella lite sia collegata alla morte del quarantunenne. È possibile che l’aggressione fosse già avvenuta quando i militari raggiunsero il palazzo oppure che la persona presente con Borelli si fosse allontanata poco prima.

La data dell’8 luglio rappresenta quindi un punto importante nella ricostruzione, ma soltanto l’esame autoptico potrà restringere con maggiore precisione la finestra temporale del decesso.

Le segnalazioni precedenti

Nel palazzo si erano verificati altri interventi nelle settimane precedenti. A giugno alcuni condomini avevano segnalato urla, rumori e musica provenienti dall’appartamento.

Era stato riferito anche un frequente passaggio di amici e conoscenti. Alcuni residenti avevano scritto all’amministratore per lamentare feste e disturbo nelle ore serali.

Queste circostanze stanno rendendo più articolato il lavoro degli investigatori, chiamati a ricostruire le ultime frequentazioni di Borelli e a identificare le persone entrate nell’edificio nei giorni precedenti al ritrovamento. Le segnalazioni non provano, da sole, il coinvolgimento di nessuno degli ospiti.

Il movente

La pista di una rapina è stata presa in considerazione nelle prime ore, ma dall’abitazione non sembrerebbero mancare denaro o oggetti di valore. L’elemento principale non ritrovato è il mazzo di chiavi.

L’attenzione si concentra quindi soprattutto sui rapporti personali e sugli ultimi contatti della vittima. Gli investigatori stanno esaminando telefonate, conversazioni, appuntamenti e spostamenti per capire chi abbia incontrato Borelli prima della morte.

Non è stato ancora individuato un movente. Non ci sono elementi sufficienti per attribuire il delitto a una relazione sentimentale, a questioni economiche o ad altri aspetti della vita privata.

Le indagini

L’inchiesta è condotta dai carabinieri della Compagnia di Corsico e dal Nucleo investigativo di Milano, con il coordinamento della Procura.

Nell’appartamento sono intervenuti gli specialisti delle investigazioni scientifiche. Oltre al coltello, sono state raccolte tracce biologiche e impronte presenti sulle superfici, sugli oggetti e nei diversi ambienti della casa.

Saranno analizzati anche il telefono e il computer di Alessio Borelli. Le informazioni contenute nei dispositivi potrebbero consentire di ricostruire le sue ultime ore, gli appuntamenti fissati e le comunicazioni con la persona che si trovava nell’abitazione.

Gli investigatori stanno inoltre acquisendo le immagini delle telecamere installate nella zona e ascoltando colleghi, vicini, amici e conoscenti.

FAQ

Come si chiamava l’uomo trovato morto a Corsico?

La vittima si chiamava Alessio Borelli, con una sola “r” nel cognome.

Quanti anni aveva Alessio Borelli?

Aveva 41 anni.

Dove viveva Alessio Borelli?

Viveva in un appartamento di via Parini 11 a Corsico, in provincia di Milano. Era originario di Treviglio.

Che lavoro faceva?

Lavorava come addetto in un call center attivo nel settore dei servizi di telecomunicazione.

Quando è stato trovato il corpo?

Il corpo è stato scoperto sabato 11 luglio 2026.

Come è morto Alessio Borelli?

La causa precisa deve essere stabilita dall’autopsia. Sul corpo sono state trovate ferite da taglio e possibili segni di strangolamento.

È stato arrestato qualcuno?

Al 13 luglio 2026 non risultano arresti o fermi comunicati ufficialmente.

Quando si terranno i funerali?

La data dei funerali non è ancora stata resa nota. Sarà necessario attendere il nulla osta dell’autorità giudiziaria.