Bonus mamme 2026, fino a 720 euro dall’INPS: 60 euro al mese, domanda obbligatoria, reddito entro 40mila euro e pagamento a dicembre

Daniela Devecchi

Bonus mamme 2026, fino a 720 euro dall’INPS: 60 euro al mese, domanda obbligatoria, reddito entro 40mila euro e pagamento a dicembre

Bonus mamme 2026

Il Bonus mamme 2026 cambia importo e diventa più alto rispetto alla misura prevista per il 2025. Per quest’anno il contributo sale a 60 euro al mese, per un massimo di 720 euro annui, ma non arriverà automaticamente a tutte le madri e non sarà versato mese per mese in busta paga.

La misura è destinata alle lavoratrici madri che rispettano precisi requisiti legati al numero dei figli, al reddito da lavoro e alla tipologia di attività svolta. Il pagamento spetta all’INPS e avverrà, secondo le regole previste, in un’unica soluzione a dicembre 2026.

Il punto da chiarire subito è questo: il Bonus mamme 2026 non va confuso né con il vecchio contributo da 40 euro mensili riferito al 2025, né con la decontribuzione per le madri lavoratrici con tre o più figli. Sono misure collegate alla maternità e al lavoro, ma con funzionamento diverso.

Importo bonus mamme

L’importo del Bonus mamme 2026 è pari a 60 euro per ogni mese o frazione di mese in cui la lavoratrice ha un rapporto di lavoro o svolge attività autonoma compatibile con la misura.

Il valore massimo è quindi di 720 euro all’anno, calcolato su dodici mensilità. In pratica, se la lavoratrice possiede i requisiti per tutto il 2026, può arrivare alla cifra piena. Se invece i requisiti maturano solo per alcuni mesi, l’importo sarà ridotto in base al periodo effettivamente spettante.

La somma non concorre alla formazione del reddito e non rileva ai fini dell’ISEE. Questo significa che l’importo riconosciuto non dovrebbe incidere sul calcolo dell’indicatore usato per molte prestazioni sociali agevolate.

Pagamento a dicembre

Uno degli aspetti più importanti riguarda il momento del pagamento. Il Bonus mamme 2026 non viene erogato ogni mese insieme allo stipendio. La misura è calcolata su base mensile, ma il versamento è previsto in un’unica soluzione a dicembre 2026.

Il pagamento riguarderà le mensilità spettanti da gennaio a novembre 2026, con liquidazione in sede di mensilità relativa a dicembre. È quindi possibile che molte lavoratrici non vedano alcuna somma durante l’anno e ricevano tutto alla fine, se la domanda sarà correttamente presentata e accolta.

Questo dettaglio è fondamentale perché evita un equivoco molto diffuso: i 60 euro al mese indicano il criterio di calcolo, non necessariamente la frequenza del pagamento.

Domanda INPS

Il Bonus mamme 2026 viene riconosciuto su domanda. Non si tratta quindi di un beneficio automatico per tutte le lavoratrici madri.

La richiesta deve essere presentata all’INPS, seguendo le istruzioni operative previste per la misura. Nella domanda dovranno essere indicati i dati necessari per verificare il diritto al beneficio: posizione lavorativa, numero dei figli, requisiti anagrafici dei figli e reddito da lavoro.

È importante distinguere la domanda del Bonus mamme 2026 dalle procedure collegate al bonus 2025. Il contributo da 40 euro mensili dello scorso anno aveva regole e scadenze proprie, comprese eventuali integrazioni o richieste di riesame. Il bonus 2026, invece, ha importo più alto e deve essere trattato come misura annuale autonoma.

A chi spetta

Il Bonus mamme 2026 spetta alle lavoratrici madri dipendenti, sia del settore pubblico sia del settore privato, con esclusione delle lavoratrici domestiche.

Rientrano anche le lavoratrici autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie. La misura riguarda quindi anche chi lavora con partita IVA, purché sia iscritta a una gestione previdenziale prevista dalla norma, comprese le casse professionali e la Gestione separata.

Non basta però essere madre e lavoratrice. Servono anche altri requisiti, in particolare quello legato al numero dei figli e quello relativo al reddito da lavoro.

Reddito 40mila euro

Il requisito economico del Bonus mamme 2026 è uno dei punti che crea più confusione. La soglia prevista è di 40.000 euro annui, ma non si tratta di ISEE.

Il riferimento corretto è il reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro all’anno. Questo significa che la verifica riguarda il reddito prodotto dall’attività lavorativa, non l’indicatore ISEE del nucleo familiare.

Dire che il bonus spetta con “ISEE sotto 40mila euro” è quindi impreciso. La formula corretta è: reddito da lavoro fino a 40.000 euro annui.

Questa distinzione è importante perché molte famiglie possono avere un ISEE diverso dal reddito personale della lavoratrice. Le due grandezze non coincidono e non vanno sovrapposte.

Madri con due figli

Per le lavoratrici madri con due figli, il Bonus mamme 2026 può spettare fino al mese in cui il secondo figlio compie 10 anni.

Questo significa che una madre con due figli può ricevere il contributo solo se il figlio più piccolo, cioè il secondo, non ha ancora raggiunto il limite di età previsto. Anche in questo caso resta necessario rispettare il requisito del reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui.

La misura interessa quindi una platea ampia di lavoratrici, ma non tutte le madri con due figli. L’età del secondo figlio è decisiva per capire se il diritto esiste oppure no.

Madri con tre figli

Per le madri con più di due figli, il Bonus mamme 2026 può arrivare fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 18 anni.

Qui, però, bisogna fare attenzione al coordinamento con un’altra misura già prevista: la decontribuzione IVS per le lavoratrici madri con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato.

In alcuni casi, infatti, la lavoratrice può rientrare nella decontribuzione, che funziona in modo diverso e può avere un valore più alto. Per questo il Bonus mamme da 60 euro non sempre si applica allo stesso modo alle madri con tre o più figli, soprattutto se lavorano con contratto dipendente a tempo indeterminato.

Decontribuzione mamme

La decontribuzione per le lavoratrici madri è una misura distinta dal Bonus mamme 2026. Riguarda le madri con tre o più figli e contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

In questo caso non si parla di 60 euro mensili pagati dall’INPS in un’unica soluzione, ma di un esonero contributivo. La lavoratrice paga meno contributi a proprio carico e questo può tradursi in una busta paga più alta.

La decontribuzione può arrivare fino a 3.000 euro annui, cioè fino a 250 euro al mese, e vale fino al compimento dei 18 anni del figlio più piccolo, entro il periodo di applicazione previsto dalla misura.

La differenza è quindi netta: il Bonus mamme 2026 è un contributo economico pagato dall’INPS, mentre la decontribuzione IVS è uno sgravio sui contributi previdenziali trattenuti alla lavoratrice.

Bonus 2025 e 2026

Un altro punto delicato riguarda la sovrapposizione tra le notizie sul Bonus mamme 2025 e quelle sul Bonus mamme 2026.

Il bonus riferito al 2025 era pari a 40 euro mensili, con pagamento in un’unica soluzione. Alcune domande, integrazioni o richieste di riesame possono essere state gestite nei primi mesi del 2026, ma questo non significa che si tratti del nuovo bonus annuale da 60 euro.

Il Bonus mamme 2026, invece, ha un importo diverso: 60 euro al mese, fino a 720 euro annui. Per questo è necessario non confondere scadenze, procedure e pagamenti riferiti ad annualità diverse.

Chi ha presentato domanda per il bonus 2025 deve verificare separatamente la propria posizione rispetto al 2026. Una domanda riferita all’anno precedente non va automaticamente considerata valida per tutte le mensilità successive, salvo diverse istruzioni operative.

Lavoratrici escluse

Non tutte le lavoratrici madri possono accedere alla misura. Le lavoratrici domestiche sono escluse dal Bonus mamme 2026.

Restano fuori anche le madri che non rispettano il requisito del reddito da lavoro, quelle che non hanno il numero di figli richiesto o che non rientrano nei limiti di età previsti per i figli.

Il bonus non è pensato come contributo universale alla maternità, ma come sostegno mirato alle madri che lavorano e che si trovano entro determinati parametri.

Come prepararsi

Per evitare problemi nella domanda, la lavoratrice dovrebbe verificare con attenzione alcuni elementi prima dell’invio.

Il primo riguarda il numero dei figli e la loro età. Per le madri con due figli conta il limite dei 10 anni del secondo figlio. Per le madri con tre o più figli può rilevare il limite dei 18 anni del figlio più piccolo, tenendo però conto della possibile sovrapposizione con la decontribuzione.

Il secondo elemento riguarda il reddito da lavoro, che non deve superare i 40.000 euro annui. Il terzo riguarda la posizione contributiva: lavoro dipendente, lavoro autonomo, iscrizione a gestione previdenziale obbligatoria o cassa professionale.

Infine, sarà necessario seguire con precisione la procedura INPS e conservare eventuali ricevute, protocolli e comunicazioni sull’esito della domanda.

Cosa cambia davvero

Il Bonus mamme 2026 porta tre novità sostanziali: l’importo sale a 60 euro mensili, il massimo annuo arriva a 720 euro e il beneficio viene collegato a una domanda specifica da presentare all’INPS.

La misura si inserisce in un quadro più ampio di interventi sulla genitorialità e sul lavoro femminile, ma resta una prestazione con regole precise. Non basta avere figli, non basta essere occupate e non serve guardare solo all’ISEE. Bisogna verificare tutti i requisiti insieme.

Per molte lavoratrici madri può rappresentare un aiuto concreto a fine anno, soprattutto se spettante per tutte le mensilità. Per altre, invece, il diritto potrebbe non maturare oppure essere assorbito da regole diverse, come nel caso della decontribuzione per madri con tre o più figli.

FAQ

Quanto vale il Bonus mamme 2026?
Il Bonus mamme 2026 vale 60 euro al mese, per un massimo di 720 euro annui se spettano tutte le mensilità dell’anno.

Quando viene pagato il Bonus mamme 2026?
Il pagamento è previsto in un’unica soluzione a dicembre 2026, sulla base delle mensilità spettanti.

Serve l’ISEE per il Bonus mamme 2026?
No. Il requisito economico non è l’ISEE, ma il reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui.

Il Bonus mamme 2026 è automatico?
No. Il beneficio viene riconosciuto su domanda all’INPS. La lavoratrice deve quindi presentare richiesta seguendo la procedura prevista.

Chi può richiedere il Bonus mamme 2026?
Possono richiederlo le lavoratrici madri dipendenti, escluse le domestiche, e le lavoratrici autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie, se rispettano i requisiti su figli, reddito e attività lavorativa.

Il bonus spetta alle madri con due figli?
Sì, può spettare alle madri con due figli fino al mese in cui il secondo figlio compie 10 anni, se sono rispettati anche gli altri requisiti.

Il bonus spetta alle madri con tre figli?
Sì, ma per le madri con tre o più figli bisogna verificare il coordinamento con la decontribuzione IVS, che può applicarsi alle lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato.

Il Bonus mamme 2026 aumenta la busta paga ogni mese?
No. Il bonus da 60 euro mensili è un criterio di calcolo, ma il pagamento è previsto dall’INPS in un’unica soluzione. La busta paga può invece aumentare con la decontribuzione, quando spettante.