Salvatore Puccinelli è morto nella mattinata di ieri a causa di un arresto cardiaco, mentre si trovava a casa sua, aveva 62 anni. Conosciuto anche come “Straccetta”, era considerato dagli inquirenti il vertice dell’omonimo clan attivo nel Rione Traiano. Condannato in via definitiva a 40 anni di carcere, aveva in seguito ottenuto la detenzione domiciliare per le sue condizioni di salute.
Salvatore Puccinelli e la sua storia
Il clan Puccinelli figura da anni nelle relazioni della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli come gruppo egemone su gran parte del Rione Traiano. Nel tempo ha operato attraverso piazze di spaccio strutturate e una rete di immobili utilizzati come basi logistiche, spesso ricavate nei sottoscala dei palazzi popolari.
Le indagini hanno documentato diversi rapporti con altre cosche, creando quindi l’Alleanza di Secondigliano per la gestione di traffici illeciti nell’area nord di Napoli. Il 31 gennaio di nove anni fa, poi, un’operazione della DDA portò a 86 arresti per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti con l’aggravante del metodo mafioso. Altri interventi si sono susseguiti, compreso un blitz nell’ottobre due anni dopo.
Il percorso giudiziario
Arrestato più volte a partire dagli anni Novanta, Puccinelli ha collezionato condanne per associazione di tipo mafioso e traffico di droga. L’ultima sentenza definitiva ha stabilito 40 anni di carcere, anche se negli ultimi anni la misura era stata eseguita al domicilio per patologie certificate. Nel novembre 2019 la Corte d’Assise d’Appello lo aveva assolto dall’accusa di aver costituito un nuovo sodalizio criminale in Abruzzo, mentre la DDA, nella sua ultima relazione semestrale, attribuiva ancora al clan Puccinelli il controllo della maggior parte del Rione Traiano, escluse alcune aree contese da altri gruppi.
Misure di ordine pubblico: i funerali
La Questura di Napoli ha disposto il divieto di funerali pubblici, come già successo in casi analoghi.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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